VercelliOggi.it
Il primo portale quotidiano della provincia di Vercelli
Meteo.it
Borsa Italiana
mercoledì 1 dicembre 2021 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it



10/07/2021 - Valle D'Aosta - Pagine di Fede

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di Domenica 11 luglio 2021 - "Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore" - Commento delle Suore Carmelitane di Biella - VIDEO OMELIA DI DON GIANFRANCO CALABRESE

In quei giorni, Amasìa, [sacerdote di Betel,] disse ad Amos: "Vattene, veggente, ritìrati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno".



IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di Domenica 11 luglio 2021 - "Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore" - Commento delle Suore Carmelitane di Biella - VIDEO OMELIA DI DON GIANFRANCO CALABRESE

Dal libro del Profeta Amos, Cap. 7, 12 - 15

In quei giorni, Amasìa, [sacerdote di Betel,] disse ad Amos: "Vattene, veggente, ritìrati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno".

Amos rispose ad Amasìa e disse:

"Non ero profeta né figlio di profeta;
ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro.
Il Signore mi prese,
mi chiamò mentre seguivo il gregge.
Il Signore mi disse:
Va', profetizza al mio popolo Israele".

Dal Salmo 84

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.

Amore e verità s'incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.


Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni, Cap. 1, 3 - 14

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.

In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d'amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.

In lui, mediante il suo sangue,
abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
secondo la ricchezza della sua grazia.

Egli l'ha riversata in abbondanza su di noi
con ogni sapienza e intelligenza,
facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
secondo la benevolenza che in lui si era proposto
per il governo della pienezza dei tempi:
ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra.

In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati - secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
In lui anche voi,
dopo avere ascoltato la parola della verità,
il Vangelo della vostra salvezza,
e avere in esso creduto,
avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
il quale è caparra della nostra eredità,
in attesa della completa redenzione
di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

Dal Vangelo secondo San Marco, Cap. 6, 7 – 13


In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri.

E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.

E diceva loro:

"Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì.

Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro".

Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

***

UN PENSIERO DALLE SUORE CARMELITANE

DEL MONASTERO MATER CARMELI DI BIELLA

XV Domenica del Tempo Ordinario

La relazione gioca in casa

(Am 7,12-15; Sal 84 (85); Ef 1,3-14; Mc 6,7-13)

 

Tutti noi siamo mandati, non verso un luogo preciso, ma con un intento preciso.

Divenire davvero estroversi con l’essere introversi.

Mettere in relazione la propria dualità di corpo e anima, in coppia con quella altrui.

Gesù lo definisce come un viaggio che si affronta senza prendere nulla con sé, eccetto il potere che Lui ci dà di vincere le opposizioni.

Potere significa esercitare una possibilità, infatti niente di ciò che crediamo essenziale il più delle volte lo è per compiere il viaggio della vita.

Possibile? Eccome! A patto di entrare in una “casa = relazione” e restarci fintanto che si realizza lo scopo del viaggio, cioè la testimonianza di una relazione nella coppia.

L’evangelizzazione che ci è chiesta non parte da noi!

Non è un’agenda, né una scelta religiosa che richiama a cambiare vita. Gesù ci spiega che la testimonianza autentica è lo scuotersi la polvere da sotto i piedi.

Questi si sporcano facilmente quando si cammina su tutti i tipi di terreno. Pulirsi i piedi e lasciarseli lavare, è imparare l’arte del relazionarsi come Gesù.

E’ testimoniare una certezza: quella d’essere stato cercato dentro l’oblio, posto nel mezzo, selezionato – diremmo – per intraprendere questo viaggio come una possibilità di rispondere alla vita a seconda del nostro potenziale.

Tutto qui!?

Si, tutto qui, e non è poco!

E’ nell’entrare in casa che imparo la relazione con l’altro e posso conoscermi (scuotermi l’inutile polvere di dosso), evolvendo secondo le luci e le ombre che mi caratterizzano.

A due a due vuol essere il mezzo d’espressione di un Amore più grande che ci ha scelti per primo, facendoci incontrare, che ha intrecciato storie e responsabilità, drammi e successi.

A due a due è lo svelamento del senso pieno dell’esistenza terrena, dell’alto desiderio umano di pace, felicità e amore iniziando dal senso della mia storia. La chiave di volta della nostra evoluzione è nello scambio di vite, visto come riconciliazione ed integrazione di tutti gli aspetti singoli e collettivi di quello che emerge poco per volta in ciascuno, e diventa esperienza consapevole.

A due a due è l’immagine riflessa dallo specchio, senza la quale mi è impossibile rappresentarmi. L’altro è lo specchio che getta la buona luce nella mia ombra, perché da lì esca il tesoro nascosto che mi permette di maturare tutte le qualità del seme che sono. Evangelizzare con la vita di relazione è anche per ciechi, sordi, infermi e zoppi, che possono spingersi oltre i limiti fisici lasciando parlare i gesti, la fiducia, l’intento con cui s’affronta questo viaggio.

Nullatenenti e nomadi, sì, ma prima di tutto co-protagonisti dei nostri coscienti cambiamenti.

Il continuo mutare è il vero miracolo della vita che proclama la perenne conversione di tutto il nostro essere. Dire alla gente di cambiare vita diventa allora occasione per togliermi la polvere di dosso della sfiducia, delle amarezze e dell’individualismo.

Cosa annuncio se non sono io il primo ad esercitare una diversa possibilità? Annuncerò soltanto ciò che accetto, partendo dall’essere un “due” di fronte a un altro “due”. 

Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli - Biella Chiavazza 

NON SONO DISPONIBILI ALTRE IMMAGINI


Vercelli
Oggi.it - Network © - Blog
Vercelli Oggi.it Sas Di G.Gabotto & C. - P.I. 02685460020 - Direttore: Guido Gabotto
Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@vercellioggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it