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15/03/2017 - Vercelli Città - Cronaca

INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO E PECULATO: ASSOLTI PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE GLI EX GESTORI DEL CENTRO NUOTO - Oggi in Tribunale a Vercelli, su richiesta del Pubblico Ministero - Cade la denuncia di Gianni Vercellone e del Comune di Vercelli

L’Amministratore Marco Ciocchetti ed il Direttore Guido Gabotto, accusati dal Dirigente di essersi appropriati di 13 termosifoni e 20 asciugacapelli a gettoniera





INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO E PECULATO: ASSOLTI PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE GLI EX GESTORI DEL CENTRO NUOTO - Oggi in Tribunale a Vercelli, su richiesta del Pubblico Ministero - Cade la denuncia di Gianni Vercellone e del Comune di Vercelli
Il crollo della controsoffittatura del Centro Nuoto a ottobre 2012 - La Corte d'Appello ha dichiarato responsabile il Comune

Assolti perché il fatto non sussiste.

 

Dopo la Camera di Consiglio, stamane in Tribunale a Vercelli, questa la sentenza con cui si è concluso il processo a carico degli ex Gestori del Centro Nuoto di Vercelli: l’Amministratore Marco Ciocchetti ed il Direttore Guido Gabotto, entrambi difesi dall’Avv. Maria Rita Mottola.

 

I reati contestati dalla denuncia presentata il 6 giugno 2013 da Gianni Vercellone – allora Dirigente del Settore Sport – per il Comune di Vercelli (la Giunta di Andrea Corsaro costituta parte civile) erano “interruzione di pubblico servizio” e “peculato”.

 

Il peculato è l’appropriazione indebita – da parte di chi ne abbia la custodia o ne sia affidatario – di beni appartenenti alla Pubblica Amministrazione.

 

Si contestava che nel rilasciare l’impianto, il 31 maggio 2013, dopo l’anticipata conclusione della gestione – conseguente al contenzioso sulla responsabilità in ordine al crollo della controsoffittatura, nell’ottobre precedente – i responsabili della Gestel avessero asportato senza averne titolo 13 termosifoni e gli asciugacapelli dei servizi maschili e femminili.

 

Beni protestati dal Dirigente denunciante come di proprietà comunale.

 

Nel corso del processo  – sentiti numerosi testi, compresi alcuni dipendenti comunali e lo stesso Vercellone, nonché esaminate le fatture d'acquisto di ogni singolo cespite – è emerso che tutti i beni fossero in effetti di proprietà della Gestel.

 

Quanto all’ interruzione di pubblico servizio, è emerso con evidenza come l’attività non si sarebbe neppure dovuta iniziare, data la consistente presenza di amianto e come, quindi, sia stata “provvidenzialmente” interrotta, pervenendo così ad una tutela del pubblico frequentante l’impianto e dei lavoratori.

 

Sicchè il Pubblico Ministero Dott. Pier Luigi Pianta ha chiesto l’ assoluzione per entrambi gli imputati e per entrambi i reati.

 

Il Collegio (Presidente Dott. Antonio Marozzo, a latere Dott. sse Arianna Pisano ed Eleonora Calevi) ha accolto la richiesta della Pubblica Accusa, assolvendo.

 

Dopo la sentenza con la quale la Corte d’Appello di Torino dà torto al Comune in ordine alla responsabilità sui fatti dell’ottobre 2012 e sul crollo della controsoffittatura, è la parola fine ad una vicenda che ha duramente provato i protagonisti.

 

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=68007

 

Confermando, però, l’assoluta correttezza di Gestel nella conduzione del rapporto concessorio.

 

Resta ancora da definire il contenzioso civilistico riguardante la Piscina Comunale di Via Prati che ha visto in un primo tempo parzialmente soccombenti i Gestori.

 

Ora la causa sarà ripresa poiché recentemente il Comune ha dichiarato che nel 2007 fu rimosso l’amianto, copiosamente presente anche in quella struttura.

 

Ammettendo così implicitamente quanto incontrovertibilmente che fosse presente nel 2004, quando il bene fu consegnato a Gestel senza che questa fosse informata ( né l’immobile iscritto all’apposito registro Asl che annovera gli stabili pubblici contenenti fibrocemento ) ed esponendo in tal modo alle censure del caso anche quel rapporto contrattuale.

 

I responsabili della Gestel dichiarano: siamo grati al Presidente, al Collegio ed alla Pubblica Accusa per la decisione.

 

Un sentimento di affettuosa riconoscenza è doveroso esprimere per l’Avv. Maria Rita Mottola, che ci ha seguiti con professionalità e dedizione ammirevoli.

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