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04/03/2019 - Vercelli Città - Enti Locali

INCREDIBILE, MA VERO: L'UOMO DI KARIM IN ITALIA È IL VICE SINDACO DI MURISENGO, PIER TERESIO TURINO - Ma non parla - Però le aziende possono incominciare a contattarlo, forse - Anche l'Alberta fa scena muta: allora ecco due domande -

Le imprese che vorranno farsi presenti ora sanno a chi possono rivolgersi -



INCREDIBILE, MA VERO: L'UOMO DI KARIM IN ITALIA È IL VICE SINDACO DI MURISENGO, PIER TERESIO TURINO - Ma non parla - Però le aziende possono incominciare a contattarlo, forse - Anche l'Alberta fa scena muta: allora ecco due domande -
Da Murisengo a Vercelli, con buona pace di ARaymond e Alsco -

Aprc a Vercelli - from Guido Gabotto on Vimeo.

Il rappresentante della Aprc di Lione, l’azienda intermediaria nel settore della Logistica cui il Comune di Vercelli ha deciso di vendere gli ultimi 400 mila metri quadri di area industriale, a fianco di Amazon, altri non è che il Vice Sindaco di Murisengo, Pier Teresio Turino.

Ma andiamo con ordine.

***

Barbera, Dolcetto e Grignolino.

Sono i vini tipici di Murisengo.

E uno avrebbe anche potuto chiamarlo solo per sapere se ci siano produttori locali che vendano anche ai privati.

Insomma, l’occasione per fare una scampagnata in Monferrato e rifornire un po’ la cantina.

Ma la chiamata – perché no?! Anzi… - sarebbe stata più che giustificata – eventualmente – anche per conoscere particolari su una deliberazione che si può leggere all’Albo Pretorio on line del Comune confinante con la vicina provincia di Asti.

Invece lui, Pier Teresio Turino, classe 1956 ( tra pochi giorni il compleanno ), Vice Sindaco del ridente centro della Valle Cerrina, quando ci presentiamo con nome, cognome e nome dei nostri Portali, è categorico.

Non ho dichiarazioni da farle dicenon mi chiami più.

A prescindere.

Non ha dichiarazioni anche non sa per quale motivo l’abbiamo disturbato.

***

Ma il motivo, invece, è proprio quello che lui pensa.

Perché bisogna sapere che il misterioso monferrino di Murisengo presente due settimane fa all’incontro organizzato nel salottino buono della finanza vercellese, la Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, invitando il rappresentante italiano di Aprc di Lione, è proprio lui, Pier Teresio Turino, Vice Sindaco di Murisengo.

Uno che si è fatto da solo.

***

Dopo il diploma di Perito Industriale all’Istituto Sobrero di Casale Monferrato, incomincia dalla gavetta alla Patelec, per diventare poi Capo Reparto.

Presto un’occasione presso un’ Impresa di Chieti dove è incaricato dei rapporti con le Pubbliche Amministrazioni.

E non è vietato pensare che sia lì che si sia fatto le ossa.

L’esperienza maturata alla Patelec deve essergli sovvenuta quando assume l’incarico di esperto di Informatica presso un’Azienda del Gruppo Fininvest, la Five srl.

Finchè si mette in proprio con l’attuale Società Computer Service di Murisengo.

Poi, parallelamente, fonda la società a capitale misto italiano e francese, che serve appunto all’uopo.

Ora non ci sovviene il nome perché non troviamo più il biglietto da visita, ma entro domani integriamo l’articolo.

***

Ed è lui, verosimilmente un Tecnico, che distilla evidenze, quali la seguente buffa asserzione: non possiamo rivelare i nomi della Società interessate ad insediarsi qui, perché – capirete… - sono quotate in Borsa.

E tutti, invece di ridergli sanamente in faccia, come avrebbe fatto Totò con l’Onorevole Trombetta e dire: - ma mi faccia il piacere! - giù a dire: eh, già, sono quotate in Borsa, mica si può dire niente di ciò che fanno.

***

Insomma, un gioco delle parti: uno finge di crederci e l’altro la racconta.

Assai più probabile è che né il Pier Teresio, né Karim, sappiano ancora chi si insedierà.

Perché staranno – magari – cercando i Clienti, ora che si sono accaparrati l’area.

Un richiamo, sempre utile, alle scadenze, passate e prossime.

IL DOPO AMAZON

Una volta insediatasi Amazon (la cessione dei terreni all’Immobiliare lussemburghese che poi cedette il capannone, il 15 dicembre 2016) se ne andarono 270 mila metri quadri di terreno in area industriale Pip, Roggia Molinara, ora occupati dal colosso di Seattle.

Ne restarono circa 380 mila che, per un anno supergiù, nessuno chiese.

Poi, arrivò una Società di Milano che – anche quella – chiese tutta l’area, come in una opzione.

Ma non andò oltre, sicchè il Comune non procedette nell’iniziativa.

Incominciarono, poco dopo, a farsi vivi gli interlocutori di oggi.

Cioè la ARaymond di Carisio e la Alsco di Lodi.

Questi (300 e 100 dipendenti rispettivamente) avrebbero complessivamente chiesto un po’ meno di 150 mila metri quadri, sicchè ne sarebbero ancora restati da esitare almeno 130 mila (sono numeri approssimativi, intanto non se n’è fatto niente), disponibili per ulteriori iniziative e quindi altra occupazione.

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Entrambe le aziende si erano impegnate a pagare tutto il terreno entro il 30 giugno di quest’anno.

Quelli della Aprc di Karim Abdellaoui e Pier Teresio, invece, hanno già detto che entro l’8 aprile prossimo si limiteranno a firmare il preliminare.

Versando solo il 5 per cento del valore della transazione, cioè circa 650 mila euro, sui 13 milioni complessivi, tra acquisto del terreno e oneri di urbanizzazione.

Si badi: oneri, non opere.

In sigla sono sempre OO.UU.

Ma su questa piccola differenza ( tra oneri e opere ) si sono già accesi i riflettori ed è bene che sia così.

***

Da un punto di vista dell’ “affare” che il Comune (non) fa, e con l’Ente i cittadini, dunque le cose sono semplici da fotografare.

Primo scatto: hanno semplicemente dato un calcio in culo a due imprese italiane sane e note, che avrebbero pagato subito milioni di euro per impiegare subito centinaia di persone.

Secondo scatto: contrariamente a quanto dichiarato a più riprese da bugiardoni seriali e compulsivi, alle due aziende non sono state offerte alternative di sorta, tranne quella solita, di andare a prendersi quello che si sa bene e dove si sa bene.

Terzo scatto: l’8 aprile (una volta risolta la questione tra oneri e opere) Karim verserà 650 mila euro e poi chi si è visto si è visto.

Anche in quanto, comunque, i tempi che hanno preconizzato sono di circa 36 mesi, prima che le opere siano complete.

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Ovviamente, versando solo una caparra di 650 mila euro, bisognerà vedere quale tipo di contratto e stipulato con chi assicurerà che effettivamente il Comune sia garantito in ordine alla prestazione principale.

Cioè: Maura Forte e la sua Giunta vendono ai soci del Vicesindaco di Murisengo, e non ad altri, in quanto Pier Teresio e Karim hanno promesso: saranno assunte tre le 800 e le 1.500 persone.

Ma non dicono da chi saranno assunte, né con quale genere di contratto, né se a tempo indeterminato, né se tramite agenzie interinali.

Appena ovvio, invece, che ARaymond e Alsco si sa benissimo che assumono a tempo indeterminato, direttamente e con il contratto dell’Industria.

Maura Forte & Co. con l’avallo tecnico di Pino Scaramozzino – preferiscono la somma di incertezze (anche contrattuali, sulle quali si dovrà fare una luce totale) dei lionesi alle certezze, ai soldi sicuri ed all’occupazione sana, garantita e regolare, di ARaymond e Alsco.

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IL BUSILLIS DELL’ALBERTA

Ma come arrivano i lionesi al Comune di Vercelli?

Tramite chi?

Come vengono a sapere che c’è un bando aperto dal 2009, visto che, dopo Amazon, non si sono aperti nuovi inviti alla “manifestazione di interesse”?

***

Qui si può parlare solo di voci.

Le più insistenti dicono che il Sindaco sia stata “attenzionta” sulle attività dei lionesi da Alberta Pasquero.

Vecchia (modi di dire: li porta benissimo) conoscenza di Vercelli, perché il suo Studio S&T Consulenze ha lavorato per gli Uffici.

Quando era ancora in corso il cantiere del Pisu – per esempio – le furono dati 60 mila euro perché organizzasse le visite guidate ai lavori in corso.

E uno dice: ma non saremmo stati capaci da soli, di portare la gente a visitare un cantiere?

Ci furono polemiche, ma intanto il Comune pagò e amen.

Si vede che alla Giunta di Maura Forte piaceva così.

L’Alberta non è nome nuovo nemmeno alla politica Torinese in quanto ha dato una figlia alla causa.

Si tratta di Fosca Nomis, Consigliere nella lista dell’ex Sindaco Piero Fassino.

Insomma, zoccolo duro del Pd.

***

Dunque, le voci dicono che sarebbe proprio stata l’Alberta a dire: guardate, ci sono i lionesi, cui potrebbe interessare il terreno.

E, come i Lettori ben sanno, non ci piace riferire di voci, meglio controllare.

E la cosa più semplice, dunque, è alzare il telefono e cercare la Signora Alberta.

Alla prima telefonata (ci dichiariamo sempre con le generalità complete e nome dell’Organo di Informazione) risponde: oh, guardi, ho una riunione, sono molto impegnata.

Secondo passaggio: può darci una fascia oraria in cui richiamarla?

Risposta: ma… sono molto occupata.

Poi ritentiamo il giorno dopo.

E da lì in poi c’è la Segreteria Telefonica e non l’abbiamo più sentita.

***

Sarebbe stato bello porle due domande.

Che poniamo comunque qui, sicchè se la Signora Alberta volesse rispondere, ben volentieri riferiremmo fedelmente le sue informazioni.

La prima domanda è quella già nota: scusi, Signora Pasquero, è stata lei a presentare la Aprc di Lione al Sindaco di Vercelli?

La risposta potrebbe essere o sì, o no.

E amen.

***

La seconda domanda richiede un preliminare, ad uso del Lettore.

Bisogna sapere che a luglio scorso si stabilì di chiudere i giochi.

Chi avesse voluto l’area avrebbe dovuto dirlo per iscritto.

Chi lo stabilì, perché proprio a luglio e non – ad esempio – a maggio, non si capisce.

Anche perché nel bando rinverdito da Pino Scaramozzino e pubblicato dalla Giunta Corsaro nel 2009, il mese di luglio non è contemplato.

***

Comunque, a giugno protocolla la richiesta la Alsco.

Il 23 luglio protocolla la manifestazione di interesse la ARaymond.

E il 24 luglio, il giorno dopo, appunto Karim per Aprc.

Allora, la seconda domanda che si potrebbe porre alla Signora Alberta sarebbe – ad esempio – questa.

Gentile Signora Pasquero, il precedente 23 luglio, lei ed – eventualmente, i Signori di Lione e Murisengo - per caso incontraste il Sindaco a Torino?

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Ecco, non sarebbe difficile per la Signora Pasquero Alberta dire o sì, oppure no.

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Perdurando il silenzio, ci è sovvenuta la filastrocca che l’Ing. Piero Ribera recitava alla vezzosa e sfortunata Ombretta in “Piccolo Mondo Antico”.

Eccola: Ombretta sdegnosa del Missippippì (la piccola non sapeva pronunciare Mississipì) / non far la ritrosa e baciami qui.

Sicchè al povero cronista non resterebbe che parafrasare il Fogazzaro:

Alberta sdegnosa, su Apierrecì, non far la ritrosa e rispondimi qui”.

Magari funzionerebbe.


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