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15/11/2009 - Vercelli Città - Pagine di Fede

IL VANGELO DELLA DOMENICA - Letture dalla Liturgia del 15 novembre 2009 - "Mi indicherai il sentiero della vita"






IL VANGELO DELLA DOMENICA - Letture dalla Liturgia del 15 novembre 2009 - "Mi indicherai il sentiero della vita"
Guido Reni, San Michele Arcangelo

Dal Libro del Profeta Daniele, Cap. 12,1-3



In quel tempo, sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo.
Sarà un tempo di angoscia, come non c’era stata mai dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro.
Molti di quelli che dormono nella regione della polvere si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna.
I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre.


 Dal Salmo 15


Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.


 Dalla Lettera di San Paolo Apostolo agli Ebrei, Cap. 10,11-14.18


Ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e a offrire molte volte gli stessi sacrifici, che non possono mai eliminare i peccati.
Cristo, invece, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati, si è assiso per sempre alla destra di Dio, aspettando ormai che i suoi nemici vengano posti a sgabello dei suoi piedi. Infatti, con un’unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.
Ora, dove c’è il perdono di queste cose, non c’è più offerta per il peccato


Dal Vangelo secondo San Marco, Cap. 13,24-32


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».


UN PENSIERO SULLA PAROLA


Le letture di questa domenica ci “costringono” ad andare oltre. Può capitare infatti che quando il testo è “facile” rimaniamo un po’ in superficie. Ci accontentiamo delle cose che il testo stesso ci offre, senza fare la “fatica di cercare”.
Oggi le letture per il loro contenuto ci spingono proprio a fare questa fatica del cercare, dell’andare oltre.
Entriamo allora in questi testi.
Intanto il Vangelo di Marco e il libro di Daniele parlano di “quei giorni” di “quel tempo”.
Ma a quali giorni e a quale tempo si riferiscono? Forse a tempi lontani? A tempi passati o prossimi a venire?


Noi sappiamo che Dio parla oggi a noi in questo contesto storico; e la sua Parola supera spazio e tempo per raggiungerci e offrirci luce, e vita.
Allora questa parola è per oggi. È questo il giorno in cui si realizza la salvezza!
Oggi sperimentiamo giorni di dolore, di tribolazione… giorni di buio.
Immersi nel caos, non riusciamo più a distinguere cio che è bianco da ciò che è nero, perché tutto appare indistinto.
La verità non esiste più. Esistono le tante verità, i tanti credo.
Esistono i tanti modi di fare politica, dove si può far politica anche senza pensare alla “Polis” e ai suoi abitanti.


Oggi sfogliando i nostri quotidiani veniamo a conoscere solo fatti di morte come quello di Elvis, bambino di Capoverde che nuore a sei anni a Napoli a causa della povertà. Ritrovato a terra nella casa-baracca di venti metri quadri, accanto a sua madre che per il freddo aveva acceso un fuoco, unica fonte di riscaldamento per tutta la famiglia dopo che avevano tolto loro la luce. Le esalazioni velenose di quel calore povero lo hanno ucciso.
Ecco la realtà, l’oggi del caos, del vuoto, della disarmonia, della divisione, della sopraffazione.


Le letture però non si fermano a dipingere solo ciò che è negativo, che è morte che è terrore, ma ci aprono a guardare lo splendore di questo Dio che è ancora tra la gente, anche se sulle “nubi” solo per aiutarci ad alzare lo sguardo verso l’alto, verso Lui e capire a cosa siamo chiamati: a risplendere come stelle.


Riplendere come stelle perché siamo stati amati da un Dio che si è fatto sacerdote e sacrificio per noi. Liberati una volta per sempre, santificati per appartenergli.


Siamo i “giusti” se viviamo di amore. E questo amore si manifesta nell’impegno a costruire un mondo altro, basato sul codice del Sinai e delle Beatitudini. Dove beati sono coloro che scelgono Dio e vivono agendo come lui ha fatto.
Mondo nuovo dove ogni uomo possa avere il diritto di vivere e di godere dello Shalom (‘pace’), mondo dove gli uomini visitati da Dio imparano alla scuola della Sapienza, la saggezza della vita che li fa risplendere come astri di bontà, di misericordia, di perdono, di accoglienza, di giustizia, di verità, di fraternità, di servizio.


 www.omelie.org


 


 


 

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