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05/10/2017 - Vercelli Città - Cultura e Spettacoli

IL DIRITTO ROMANO, UNA RISCOPERTA TRA STORIA E DOTTRINA - Le radici del nostro Ordinamento raccontate alla Associazione di Cultura Classica da Lauretta Maganzani

Tema della conferenza il Diritto Romano, argomento ampiamente trattato che ha riscosso grande partecipazione da parte del pubblico


IL DIRITTO ROMANO, UNA RISCOPERTA TRA STORIA E DOTTRINA - Le radici del nostro Ordinamento raccontate alla Associazione di Cultura Classica da Lauretta Maganzani

(Nadia Rosso) - Ad aprire il ciclo di conferenze organizzato dall'Associazione di Cultura Classica di Vercelli - quest'anno dedicato al diritto romano - è stata Lauretta Maganzani, professore ordinario di Istituzioni di diritto romano presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, autrice del volume “L'arte racconta il diritto e la storia di Roma’ (Pisa, Pacini: 2016), titolo dell'intervento tenutosi lunedì 2 ottobre presso l'Aula Magna dell'Università del Piemonte Orientale.

Come di consueto, Maria Pia Saviolo Magrassi, presidente della delegazione vercellese di Cultura Classica, ha presentato l'ospite della serata e sapientemente introdotto l'argomento sottolineando come «l'uomo moderno ha come guida l'esperienza antica e il diritto romano è diventato il fondamento giuridico della vita dei popoli europei».

La relatrice ha inizialmente condiviso con l'attento pubblico in sala il percorso che ha portato a questo volume, dall'idea nata per caso in una visita didattica al Palazzo dei Conservatori in piazza del Campidoglio a Roma alla sua concreta realizzazione con la collaborazione dei dieci studenti che insieme a lei avevano ammirato gli affreschi sulla storia di Roma.

La ripresa del mondo classico nell'iconografia segna le varie fasi del diritto romano dal '400 al fascismo. Nell'arte gli episodi della storia romana di carattere giuridico si ripetono ma con differenti chiavi di lettura a seconda del momento storico.

Dopo aver specificato che a Roma il diritto, parte integrante della società, si suddivide in civile e sacro con lo scopo di garantire la pace cittadina, la professoressa Maganzani ha individuato tre principali motivazioni che spingono alla ripresa delle vicende della Roma antica: in primo luogo, plasmare la nuova libertà dei moderni sulle solide basi della libertà degli antichi; in secondo luogo, esprimere le passioni umane che determinano mutamenti politici; in terzo luogo, esaltare e legittimare la potenza imperiale con intento propagandistico (in particolare in epoca fascista, basti pensare al Tribunale di Milano costruito nel 1937 dall'architetto Marcello Piacentini, rappresentazione della dike declinata in tutte le forme artistiche).

Un altro aspetto che caratterizza le varie fasi artistiche del diritto è la committenza, privata o comune. A fine '700 è nelle accademie che i giovani artisti apprendono la tecnica e partecipano a concorsi suddivisi in classi diverse, dipinto di storia e dipinto di genere, il cui premio consiste in un soggiorno in Italia.

La proiezione delle opere figurative accompagnata dalla coinvolgente lettura delle fonti antiche di Roberto Sbaratto sono stati oggetto della parte centrale dell'intervento, in cui la relatrice si è soffermata a rintracciare nell'arte quattro protagonisti della storia romana: Romolo, Silla, Augusto e Giustiniano. A mostrare Romolo e il mito di fondazione di Roma nell'arte figurativa sono state proiettate due opere: una scena tratta dal ciclo decorativo di Palazzo Magnani a Bologna dipinto da Annibale Carracci su commissione del senatore Lorenzo Magnani con intento celebrativo, la cui fonte è ravvisabile in Plutarco (Quaestiones Romanae 27), e I littori portano a Bruto i corpi dei due figli di David in cui compare Lucio Giunio Bruto, personaggio di cui si ha anche un busto conservato presso i Musei Capitolini, descritto nella sua impassibilità da Dionigi di Alicarnasso nel libro IV delle Antichità romane.

A rappresentare figurativamente il personaggio di Silla è stato scelto il dipinto di Guérin Il ritorno di Marco Sesto proscritto da Silla che trova sua moglie morta e sua figlia nella disperazione, che riecheggia la nota descrizione ricca di pathos di Plutarco (Vita di Silla XXXI). Per la figura di Augusto la relatrice ha rintracciato opere significative meno note, tra le quali il ritratto di Augusto di Bernardino Ciampi (1562), la testa di Augusto rinvenuta in Nubia e Augusto nell'intento di scacciare la figlia adultera nelle immagini della Storia d'Italia per mano dell'accademico Ludovico Pagliaghi. I

nfine, il personaggio di Giustiniano, descritto da Procopio, assunto a emblema della giustizia, è stato delineato dalla relatrice attraverso le opere di Delacroix, Constant e Cagli. Nell'attesa del prossimo appuntamento che vedrà ospite Massimo Miglietta, professore ordinario di diritto romano presso l'Università degli Studi di Trento, è possibile rivedere la conferenza sul sito www.culturaclassica.uniupo.it

 

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