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15/11/2020 - Vercelli - Cultura e Spettacoli

IL 2021 IN COMPAGNIA DEL MARESCIALLO DONATO ALIGHIERI - Il Calendario dell'Arma dei Carabinieri (qui tutte le tavole) anche quest'anno fa centro per originalità e levatura artistica - Sempre al "centro" dei processi sociali, della vita di ogni giorno

Nel VII Centenario della morte del Vate, i versi della Divina Commedia fanno capolino nella attività di prevenzione e contrasto al crimine -




IL 2021 IN COMPAGNIA DEL MARESCIALLO DONATO ALIGHIERI - Il Calendario dell'Arma dei Carabinieri (qui tutte le tavole) anche quest'anno fa centro per originalità e levatura artistica - Sempre al "centro" dei processi sociali, della vita di ogni giorno

E’ sempre un momento per un tuffo suggestivo nella cultura e nei valori della “Benemerita”, quello della presentazione del Calendario dell’Arma dei Carabinieri.

Quest’anno – sabato 14 novembre la conferenza stampa alla Caserma “Gunu Gadu” – in modalità “lockdown”, ma non in tono minore.

Cultura, perché, tra gli uomini (ed ora, anche molte donne preparatissime) con la “lanterna” se ne sono sempre trovati e se ne trovano che i libri li hanno letti davvero. Non di rado ci si avvede che siano attenti studiosi della società che sono chiamati a tutelare.

Valori, perché il loro operare, se evidentemente è a tutela della Legalità, non trascura mai di vedere, nell’ altro, prima di tutto un uomo o una donna, che restano persone anche quando sbagliano.

E, così, mai trascurano quella “promozione umana”, che – nel loro lavoro – si traduce nell’ascolto, nella prevenzione, nel consiglio e che si fa talvolta ardua, ma non viene meno, anche quando deve rimettersi alle categorie del contrasto a ciò che viola i diritti della comunità, della convivenza civile, prima che la Legge.

***

Così, non meravigli se il Calendario, un “must” editoriale dal 1928, sempre presente con la sola parentesi del periodo bellico, offre un caleidoscopio di simboli idonei ad illustrare tutto questo.

Avvalendosi, di anno in anno, delle “penne” e dei “pennelli” più autorevoli, ma soprattutto più originali del momento.

Ricorda tutto questo il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Vercelli, T.Col. Andrea Ronchey, quando presenta un singolare Sottufficiale, il Maresciallo Donato Alighieri.

Ma leggiamo come ne parla, all’unisono con il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri.

 

Rendere omaggio al Poeta che ha “inventato” la nostra lingua, l’ha codificata con le sue terzine, l’ha scolpita nei suoi endecasillabi, è - per un’Istituzione legata all’Italia come un rampicante alla sua parete – quasi un atto dovuto.

Farlo a settecento anni dalla morte di Dante è un’occasione che l’Arma non poteva lasciarsi sfuggire. Un altro motivo ci ha indotti a coglierla: a dispetto di chi sostiene che il Giallo nasca a metà dell’Ottocento con Edgar Allan Poe, già il Vate toscano – e dopo di lui Shakespeare, e poi altri ancora – ha infarcito le sue rime di intrighi e trame delittuose. Cos’altro è l’Inferno, se non una puntuale rassegna di storie criminali?

A che cosa assomigliano i suoi gironi, se non ai bracci di un penitenziario che accolgono i detenuti in base al tipo di reato?

Per ispirarci abbiamo puntato su uno dei grandi pregi della Divina Commedia, la sua permanente attualità.

Dai “barattieri” della Quinta bolgia a chi oggi adultera il vino, ci siamo detti, il passo non è lungo.

L’assassinio di Francesca da Rimini è in fondo un femminicidio ante litteram, il furto del Palladio fa di Ulisse e Diomede i primi ladri di beni culturali della storia.

E’ stato perciò facile, così ragionando, accostare ai versi danteschi i settori d’intervento e le indagini dei nostri reparti. Per descriverli abbiamo concepito un’inedita voce narrante, il Maresciallo Donato Alighieri.

Nato a Firenze come il suo possibile antenato, egli si iscrive nel solco dei tanti personaggi che, nella finzione letteraria, hanno indossato la nostra uniforme.

I ricordi di questo protagonista, immaginario ma del tutto credibile, accompagnano le nostre pagine sfiorando quelle della cronaca recente. Richiamano episodi reali e citano “eroi veri” come il Maresciallo Leonardi, che il 16 marzo 1978 in via Fani fece scudo del suo corpo all’onorevole Aldo Moro.

Il percorso narrativo della pubblicazione, che non tralascia le altre due Cantiche dell’immortale Commedia, il Purgatorio e il Paradiso, è tracciato da un affermato cantore dei tempi antichi, l’archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi. Questi, come già aveva fatto raccogliendo per il Bicentenario dei Carabinieri “Le inchieste del Colonnello Reggiani”, ha accettato con entusiasmo la nostra proposta.

Potrete apprezzare il valore aggiunto della sua partecipazione nei testi che seguiranno. Il contrappunto pittorico alla letteratura è stato affidato a un notissimo artista figurativo annoverato fra i fondatori della Transavanguardia. Le vivide tavole di Francesco Clemente rappresentano un salto ideale dal passato al futuro, la sua magistrale interpretazione conferisce vita, emozione e colore al racconto che di mese in mese dipaniamo.

Discreto e brillante regista della nostra pellicola è stato il Professor Aldo Onorati, collaboratore di punta della prestigiosa “Società Dante Alighieri” e, ormai da molti anni, anche della rivista “Il Carabiniere”. Il suo affettuoso contributo, per la scelta dei versi più indicati da inserire nei vari brani, è risultato prezioso.

Continua così il cammino che l’anno scorso ci ha visti affiancati da Mimmo Paladino e Margaret Mazzantini. L’Arte con la maiuscola duetta con le Istituzioni perseguendo il suo fine più alto, la ricerca della Bellezza, intesa non quale mera estetica, bensì come strumento di divulgazione, di valorizzazione, di educazione. 

Il Calendario Storico dei Carabinieri, dal 1928, non chiede che di offrirsi come un regalo agli occhi di chi lo sfoglierà. Confidiamo perciò di aver confezionato ancora una volta un oggetto gradevole alla vista, piacevole nella lettura, toccante se il pensiero volerà più lontano, sul tappeto magico dei dipinti e delle parole, verso le storie ivi racchiuse e le persone che le hanno vissute, silenziose custodi di Valori.

Da quasi un secolo il Calendario è una parte di noi, un simbolo dell’Arma al pari della Fiamma e degli Alamari. Scandisce i nostri anni, che scorrono veloci anche quando i giorni sono lunghi. Viviamo un periodo difficile, è noto a tutti.

Ne abbiamo fatto cenno anche qui, nel mese di apertura, atto dovuto alle vittime, ai malati, ai soccorritori, e, insieme, auspicio di un rapido superamento. Sappiamo infatti che, proprio nei momenti peggiori, emergono le migliori qualità: vale per gli individui, ma pure per le Istituzioni.

Il 2021 è alle porte e si trascina dietro, inevitabilmente, un carico di dubbi e domande. Da Carabinieri, possiamo offrire al riguardo una sola certezza. Contate i mesi, controllate i giorni uno ad uno. Guardatevi intorno mentre passeranno.

La nostra uniforme sarà lì, al vostro fianco, in ogni momento. Come sempre, del resto, sin dal 1814.

***

Di seguito, l’illustrazione dei significati di un mese particolarmente caratteristico:

LUGLIO

La bassa padana, che è un luogo accogliente, a luglio diventa un inferno con temperature torride e umide per via del Po. Gli abitanti, gente simpatica e gioviale, d’estate cercano di distrarsi sotto i portici davanti ai caffè a giocare a carte.

E non nascondo che qualche giro di briscola o una mano o due di tressette me li faccio volentieri anche io, così posso anche tastare il polso alla gente.

Niente di che, le solite cose: la calura che non se ne può più, che non si arriva a fine settimana perché i prezzi crescono sempre.

Inoltre dal portico si butta un occhio sulla strada per vedere chi passa.

“Ma guarda che strano” disse il mio avversario a tressette. Era il Ballotta, concessionario di automobili.

“Che cosa?” gli feci eco.

“E’ un po’ che gira quella Peugeot di una concessionaria di Cuneo. Un po’ fuori mano, eh Maresciallo?”

“Che fai, mi rubi il mestiere?” scherzai.

“E poi ieri i due a bordo avevano la tuta di operai dell’Enel”.

“Accidenti, sono loro! Abbiamo già denunce per questi malandrini che si fingono mandati dalla compagnia elettrica a riscuotere soldi da persone molto anziane.

Vediamo se riusciamo a beccarli sul fatto!”

Chiamai al cellulare Antonino Benelli, un giovane carabiniere piuttosto sveglio:

“Nino, ci sono all’opera quei farabutti che si approfittano degli anziani per derubarli.

Sono due. Prendi la via Parini, io vengo da via Giordano Bruno e li becchiamo!” Corsi fuori mentre il Ballotta mi indicava dove aveva visto passare i due imbroglioni:

“Di là, Maresciallo!”

Misi subito in moto l’Alfa mentre uno dei due che faceva il palo dalla finestra diede l’allarme e subito si precipitarono per le scale. Uscirono in strada e come mi videro corsero in direzione opposta dove forse avevano parcheggiato la macchina.

Ma nello stesso tempo spuntava Nino e li incastrammo come polli.

Questa a peccar con esso così venne,

falsificando sé in altrui forma,

come l’altro, che là sen va, sostenne

Così mi vennero in mente, mentre scrivevo il verbale d’arresto, i versi di Dante, ché cambiarsi i connotati è pessima abitudine e quasi sempre finisce in male.


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