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17/03/2017 - Bassa Vercellese - Cronaca

ILDAZIOE'TRATTO - Al Polifunzionale di Asigliano Vercellese 600 Agricoltori che vogliono vivere, nonostante l'Unione Europea - Nuovi mercati, vecchi rimedi - Di globalizzazione e pensiero unico si può anche morire

In conigliera i Dirigenti del sistema risicolo - Solo Paolo Dellarole ci mette la faccia




ILDAZIOE'TRATTO - Al Polifunzionale di Asigliano Vercellese 600 Agricoltori che vogliono vivere, nonostante l'Unione Europea - Nuovi mercati, vecchi rimedi - Di globalizzazione e pensiero unico si può anche morire
Mercoledì ad Asigliano Vercellese

Se ci fosse ancora un dubbio, se fosse richiesta ancora solo una prova, per dimostrare quanto sia stata inutile e persino dannosa l’illusione europeista che ha snaturato l’intuizione originaria di Maurice Shuman, Aldide De Gasepri, Konrad Adenauer, Paul-Henri Spaak ecco, la questione dei dazi basterebbe a dire che occorre mettere la parola fine.

 

Perché è chiaro che i palazzi di vetro nei quali si annidano plotoni di inutili e costosi burocrati europei sono il luogo dove si pianifica cinicamente un cambio d’epoca incapace di garantire equità, certo non idoneo ad assicurare sviluppo.

 

E così tutto quello che si riesce ad immaginare per salvare il salvabile è la reintroduzione di una politica dei dazi che tenti di arginare (perché i muri di Trump non vanno bene, ma questi invece, virtuali e costruiti di mattoni giuridici, sono utili) la “risorsa” delle economie orientali.

 

Eppure sono vere le due cose: i dazi sono anacronistici. Ma anche l’Unione Europea non è più il luogo dove inverare l’idea di “Comunità Economica Europea”.

 

Perché vorrebbe  regolare la vita secondo il pensiero unico dell’edonismo senza valori, nella prospettiva nichilista del declino occidentale.

 

Ma “sul campo” invece la gente vuole resistere e non si rassegna.

 

Oggi è la volta del riso, ormai antieconomico, non sostenibile, ma “nostro”.

 

Così si demonizza anche un po’ quell’altro, proveniente da agricolture più povere, dicendo che è pieno di veleni.

 

Ma il problema è – che i veleni siano presenti effettivamente o no – la gente vuole vivere.

E allora non si rassegna alle regole algide imposte da satrapi di palazzi europei

 

Né all’acquiescenza delle Associazioni di Categoria, “politici” anche loro.

 

Né dell’Ente Risi, che di fatto, in quanto parte del sistema, non può fare altro che recitare la propria parte in commedia.

 

***

 

Sicchè la voglia di vivere di non rassegnarsi, a prescindere dal fatto che sia razionale o no, è qualcosa di vitale, di “impulsivo”.

 

E trova sbocco.

Questa volta è l’iniziativa del Sindaco di Robbio, Roberto Francese, subito raccolta da tanti imprenditori altrettanto seri del settore, da Piero Mentasti, Piero Actis, Andrea Vecco.

 

Che sposano un’idea: quella di manifestare un disagio, di fare proposte, di essere ascoltati.

 

Ildazioètratto: un modo per dire che il sistema della UE è una palude, più che un Rubicone, da superarsi per auto rappresentarsi.

 

E si rappresentano.

 

Al Polifunzionale di Asigliano, mercoledì, incominciano – sono in 600 – ad organizzarsi.

 

Unico che abbia il coraggio di farsi vivo, tra i Dirigenti delle Organizzazioni agricole, Paolo Dellarole, presidente di Coldiretti.

In conigliera quelli di Unione Agricoltori. Nel Palazzo quelli dell’Ente risi.

 

Dellarole non prende i fischi, perché sono tutte persone per bene ed educate, imprenditori posati.

 

Però il consenso è un’altra cosa. Ma almeno lui ci mette la faccia.

E con questo si garantisce in ogni caso la simpatia – almeno a livello personale – di chi ascolta.

 

Mercoledì in un clima da “Costituente”.

Prossimi appuntamenti – ancora da fissare – a Novara e Mortara.

 

Possibilità di incidere sulle scelte: vicine allo zero.

 

Ma non importa, la Storia si fa con le utopie che un giorno – a sorpresa – cambiano il Mondo.

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