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29/07/2011 - Saluggia e Livorno - La Posta

GRUPPO MISTO SALUGGIA - Sulla questione D2 Renato Bianco cerchiobottista

Un colpo al cerchio e uno alla botte: "E’ indispensabile capire qual è l’interesse dei cittadini: il resto sono chiacchiere e speculazioni che appartengono al mondo virtuale più che a quello reale"






GRUPPO MISTO SALUGGIA - Sulla questione D2 Renato Bianco cerchiobottista
Renato Bianco

Mai come in questi giorni, l’interesse dei media si è puntato in modo così forte su Saluggia e sulla realizzabilità del deposito nucleare che dovrebbe solidificare i materiali radioattivi presenti nel sito dell’Enea. In molti hanno sentito la necessità di esprimere la loro opinione: io non mi tiro certo indietro!
Si sono occupati di noi sindacati e partiti, deputati e senatori, comuni confinanti, vicini e ambientalisti. Insomma, non ci siamo fatti mancare niente e nessuno!
C’è da pensare che sia in atto una sollevazione popolare forte per manifestare un dissenso diffuso. La cosa che a noi interessa di più è che tanti cittadini saluggesi hanno firmato un documento contro il deposito. Non mi appassiona molto sapere se le autorizzazioni dovevano, potevano essere o non essere rilasciate perché questa volta è in gioco una partita veramente importante per Saluggia, S. Antonino ed il territorio circostante. E’ indispensabile capire qual è l’interesse dei cittadini: il resto sono chiacchiere e speculazioni che appartengono al mondo virtuale più che a quello reale. Voglio fare una serie di domande indirizzate alle tante autorità, politici esperti ambientali ed a chi dice di interessarsi della salvaguardia del nostro territorio.
1.    Oggi la popolazione di Saluggia e dei comuni limitrofi è al sicuro?
2.    È più pericoloso avere in casa il nucleare liquido o solidificato?
3.    Come è possibile risolvere in modo concreto il problema?
4.    Dove si vorrebbe realizzare il deposito nucleare nazionale?
5.    Dopo l’abbandono del nucleare, c’è qualche speranza che venga mai realizzato il deposito nucleare nazionale e che i materiali nucleari di Saluggia trovino una definitiva collocazione?
6.    Se non c’è una risposta chiara alla domanda precedente, perché, dopo tanti anni, dobbiamo continuare a tenerci sotto casa del materiale nucleare nella condizione di massima pericolosità?
Non sono un tecnico e non ho alcuna competenza scientifica. Però ho vissuto gli anni cruciali di Saluggia, quando:
-    la So.Ri.N. (Società Ricerche Nucleari) e il C.N.E.N. (Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare) hanno trasformato una comunità contadina in una della più significative ed importanti realtà industriali provinciali e non solo;
-    si decideva, pur senza averne bisogno, di “ospitare” materiali nucleari nella piscina dell’ex Reattore Nucleare Avogadro;
-    Si faceva in maniera che il Consiglio Comunale non potesse approvare una variante al Piano Regolatore per realizzare gli impianti di cementificazione dei materiali nucleari liquidi;
-    Il Sindaco in carica si preoccupava di avere una circonvallazione in cambio del deposito nucleare addossando le responsabilità al Sindaco che l’ha preceduto (e al quale è stato impedito di approvare la modifica al Piano Regolatore).
Sono molto contento che oggi sia maturata nei cittadini una consapevolezza collettiva. Sono certo che non è solo di facciata e quindi sono doppiamente contento.
Mi piace molto conoscere opinioni differenti e potermi confrontare. Mi interessa sentire l’opinione di tutti, ma non di coloro che hanno avuto le “mani in pasta” negli anni in cui si sono fatte scelte che dovremo pagare ancora per molto tempo. Questi signori dovrebbero stare alla larga pagando con il silenzio la responsabilità di averci lasciato un’eredità troppo pesante!



Renato Bianco


Gruppo Misto Saluggia


 

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