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12/11/2017 - Vercelli Città - Società e Costume

GIUSEPPE TARTAGLINO E' L' "ALPIN D'LA BASA" 2017 - Nella giornata della cittadinanza onoraria all'Ana, presentato il libro sulle 100 e una lettera dei Fratelli Garrone dal Fronte - LA SECONDA PARTE DELLA GALLERY

L'epistolario a cura di Giuseppe Orlando con l'introduzione di Paolo Borgna -



GIUSEPPE TARTAGLINO E' L' "ALPIN D'LA BASA" 2017 - Nella giornata della cittadinanza onoraria all'Ana, presentato il libro sulle 100 e una lettera dei Fratelli Garrone dal Fronte - LA SECONDA PARTE DELLA GALLERY

Il conferimento del premio “Alpin ‘dla Basa” quest’anno ha assunto un significato particolare: nel giorno della cittadinanza onoraria alla Sezione vercellese dell’Associazione Nazionale Alpini, era più che comprensibile l’emozione di Giuseppe Tartaglino ( al termine dell’articolo la motivazione del premio ) nel ricevere l’ambito riconoscimento.


La cerimonia al Museo Leone è seguita ad altri due momenti particolarmente emozionanti: la deposizione – da parte del Sindaco Maura Forte, dei presidenti sezionale e nazionale dell’Ana, Piero Medri e Sebastiano Favero - della corona d’alloro ai piedi della Torre Civica, in memoria di tutti i caduti in guerra.

E’ seguita l’apposizione di un omaggio floreale davanti alla casa paterna dei Fratelli Garrone, Giuseppe ed Eugenio, ufficiali vercellesi morti il 14 dicembre 1917 ( Giuseppe ) ed il 6 gennaio 1918 (Eugenio) nella battaglia del Col della Berretta.

Il Museo Leone è a buon diritto diventato – lo ha ricordato il Presidente Gianni Mentigazzi – il luogo eletto per la seconda parte della giornata

Leggi anche:

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?titolo=GRANDE_GIORNATA_DI_VERCELLI_PRIDE_PER_LA_CITTADINANZA_ONORARIA_AGLI_ALPINI_-_&id=76055&id_localita=2

di onore agli Alpini.

Il Museo custodisce, infatti, ( oltre al sacrario con la stele a Don Secondo Pollo ed ai martiri vercellesi ) l’epistolario – oltre 600 lettere – scritte dai Fratelli Garrone come un diario di guerra grondante amore struggente per chi era lontano, ma soprattutto per i loro soldati.

Di questo epistolario il giornalista torinese Roberto Orlando ha curato una antologia molto pregevole, ulteriormente impreziosita dal contributo del Magistrato e studioso Paolo Borgna.

Il volume “100 (e una) lettere dal fronte un secolo dopo” è stato presentato nello stesso pomeriggio dagli autori alla presenza dei familiari discendenti dei fratelli Garrone.

Al volume dedicheremo una recensione particolare.

***

Vi si narra tra l’altro del rapporto tra interventisti e non interventisti a proposito dell’entrata in guerra del nostro Paese.

Un conflitto che costò al nostro popolo oltre 600 mila morti, centinaia di migliaia di invalidi permanenti.

Un mare di lacrime, un giacimento di dolore che in qualche modo aprì la strada al Fascismo ed alla partecipazione italiana al Secondo conflitto mondiale.

***

E pensiamo perciò sia giusto, al termine di questi servizi dedicati soprattutto a chi è caduto, a chi ha sofferto, dire che queste memorie devono soprattutto insegnare a noi cui l’età conferisce forse qualche responsabilità in più che mai più si dovrà cedere a pur nobili sentimenti interventisti a proposito di qualsiasi occasione in cui la guerra sia alle porte.

Mai più la guerra.

Basti a ricordarcelo l’ispirata conclusione del romanzo “La casa in Collina” di Cesare Pavese, un disincantato, umanissimo ed autentico monito:

Io non credo che possa finire. Ora che ho visto cos’è guerra e guerra civile, so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: - E dei caduti che facciamo? Perché sono morti? – Io non saprei cosa rispondere. Non adesso almeno. Né mi pare che gli altri lo sappiano.

Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero”.

***

Giuseppe TARTAGLINO

 

Nato VIGLIANO D’ASTI l’11 settembre 1950

 

Arruolato nel 1968 a Fossano come Artigliere Alpino viene congedato nel 1969 e, da allora, iscritto all’ANA

Durante il suo mandato di Capo Gruppo del Don Pollo di Vercelli, nel 2000, viene realizzato, davanti alla sede del gruppo, e sede Sezionale di Vercelli, il Monumento ai Caduti Alpini.

Da sempre impegnato nel sociale ha partecipato, prima come volontario, poi con livelli di responsabilità sempre maggiori, a operazioni di protezione civile, sia in zone di conflitti, come in Bosnia, portando aiuti di prima necessità all’Orfanotrofio di Sarajevo, grazie ad una sinergica collaborazione con il Comando delle Truppe impegnate in missione di pace in quel martoriato Paese, sia in caso di calamità naturali, come durante le alluvioni di Asti, Trino, e della Valle d’Aosta o come nei terremoti che hanno sconvolto l’Abruzzo, le Marche e l’Umbria.

Per la forte amicizia nata durante i primi, e terribili, giorni del post-terremoto abruzzese, da oltre 10 anni Giuseppe Travaglino, si reca presso il rifugiuo di Forca di Presta, di proprietà del locale gruppo dell’ANA, dove, l’inseparabile amico, Mario Sabarino, cuoco “sezionale“ e del gruppo di Prarolo, si mette ai fornelli per cucinare l’autentica “Panissa vercellese” in occasione della festa del gruppo stesso e della Corsa Campestre  dei Monti Sibillini.

Organizzatore instancabile di ogni tipo di manifestazione, dal IV Novembre al  25 Aprile, al 2 Giugno, ed altre ancora, presso il Comune di Vigliano d'Asti, suo paese natale, nel quale ha ricoperto anche la carica di vice-sindaco per molti anni, non si risparmia nemmeno nella vita privata: da anni impegnato nell’A.I.S.M. (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), non ha voluto sottrarsi all’aiuto per i più deboli nemmeno in occasione dei vari pellegrinaggi, alcuni fatti in modo autonomo, prima con la moglie, poi, dopo la vedovanza, come volontario dell’UNITALSI di Asti, compiuti verso il santuario Mariano di Lourdes.

A testimonianza della sua partecipazione alla vita ecclesiale, da credente, e da alpino, non ha mancato di offrire il suo servizio anche in due edizioni della Giornata Mondiale della Gioventù: a Colonia nel 2015 e a Rio de Janeiro nel 2013.

Tutto questo mentre continua a svolgere il suo “semplice” lavoro di Amministratore Delegato dell’Agricola Perazzo di Via Cervino 10 a Vercelli, che ha promesso (ai figli che ci credono poco) di lasciare dal prossimo 1° gennaio.

 

 

La motivazione del premio a Giuseppe Tartaglino è la seguente::

 

        Grande esempio di alpinità e umanità, Tartaglino ha da sempre dato tanto per la Sezione, per il suo gruppo e per tutto il mondo alpino Vercellese e non. Con il suo impegno nel sociale e con le sue innumerevoli trasferte alpine ha contribuito a far conoscere la nostra Sezione in tutta Italia”.

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