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26/01/2014 - Trinese - Cronaca

GIORNO DELLA MEMORIA - Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa entrava ad Auschwitz - E tutto il Mondo seppe dell’orrore - Oggi iniziative in tutta la provincia - Particolarmente importanti quelle di Trino

La mattina di oggi, sotto la regìa della Prefettura di Vercelli, offrirà nel Capoluogo alcuni momenti significativi, che troveranno documentazione nei servizi che proporremo in corso di giornata.



GIORNO DELLA MEMORIA - Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa entrava ad Auschwitz - E tutto il Mondo seppe dell’orrore - Oggi iniziative in tutta la provincia - Particolarmente importanti quelle di Trino
L’ingresso al Campo di concentramento di Auschwitz

Il 27 gennaio 1945, poco dopo le 4 del mattino, le truppe dell’ Armata Rossa dirette a Berlino ed in transito in Polonia, entravano nel Campo di concentramento di Auschwitz, città polacca che da quel giorno sarebbe stata perennemente ricordata dall’ Umanità intera come luogo dove trovarono la morte 70 mila prigionieri, per la maggior parte ebrei.

Liberarono i pochi prigionieri che vi trovarono ancora vivi e presero contezza – e con loro tutto il Mondo – dell’orrore.

Ed è proprio questo impegno a ricordare, a fare memoria di una storia che certo si vorrebbe invece rimuovere perché non sopportabile e non comprensibile nello spazio angusto della mente dove alberga la ragione della creatura fatta “ad immagine e somiglianza” del Creatore.

Eppure è sempre vero che non ha futuro chi non sa fare memoria della propria storia. Affinchè il ricordo ed il lutto siano elaborati nella coscienza collettiva così da sedimentare e diventare patrimonio di tutti coloro desiderosi di affrancarsi dalla maledizione di Caino.

Affinchè non si proceda verso il domani smarriti e senza consapevolezza della direzione di marcia, nella illusione che la strada da percorrere possa trovarsi guardando occasionalmente nello specchietto retrovisore.

Così giunge opportuna questa ricorrenza del 27 gennaio che ogni anno ripropone la necessità di soffermarsi a riflettere, poiché non bisogna, pur in tempi forse suggestionati dalla attitudine opposta, rinunciare all’onere del pensiero, esperienza costitutiva della nostra umanità “somigliante” nel proprio arbitrio, libero anche quando desideroso di una autonomia che si fa indipendenza fino a rendersi ribelle; esperienza  germinata e sperimentata in un tempo del resto così di poco precedente, all’alba della Rivelazione, al sacrificio di Abele.

La provincia di Vercelli offre in quest’ora l’esempio di un impegno certamente lodevole di mobilitazione sobria eppure efficace, spiegata secondo un intento pedagogico tuttavia capace di vedere dialogare “alla pari” livelli e responsabilità diverse dell’ordinamento sociale: Istituzioni con cittadini; giovani con anziani; insegnanti con studenti. Famiglie, anche, impegnate, nella relazione tra genitori e figli, a spiegare ad un bimbo o una bimba delle Scuole elementari perché siano potute capitare ed ancora in tanti territori del Pianeta capitino, tragedie segnate dall’odio, dal dolore, dalla disperazione. Ed impegnate a dire che, nonostante tutto, l’orizzonte di una mondo capace di rendere possibile la pace “dono di Dio affidato agli uomini” non è vana speranza, utopia, ripiego antalgico buono per una fede vissuta solo nella dimensione consolatoria.

Si diceva di un impegno lodevole delle comunità locali, un po’ in tutta la provincia e piace in questa sede e non solo per il pur sempre esigente dovere di cronaca, riferire di due momenti che paiono significativi, solenni e semplici ad un tempo.

La mattina di oggi, sotto la regìa della Prefettura di Vercelli, offrirà nel Capoluogo alcuni momenti significativi, che troveranno documentazione nei servizi che proporremo in corso di giornata.

Ma la comunità trinese ha tentato – e pare che lo sforzo non sia stato vano – di mettere a tema lungo tutto l’arco di una settimana un itinerario sapientemente illustrato dai simboli perché ciò che è velato ai più giovani ancora ignari di questo scorcio della Storia, sia invece svelato così da farsi cultura e solido caposaldo della coscienza collettiva.

E’ infatti da giovedì scorso che l’Amministrazione comunale, con il particolare contributo dell’Assessore Patrizia Massazza e del Sindaco Alessandro Portinaro collabora con le Istituzioni scolastiche, la Comunità israelitica, le personalità locali della Cultura, l’Associazionismo del territorio, per offrire un insieme di occasioni utili al dialogo.

Sono in campo tutte le Scuole di Trino: dall’Istituto Alberghiero con la Prof. Paola Bosso, al Liceo Artistico con le Prof. Carla Crosio e Marina Saettone.

Mobilitati anche 200 ragazzi che frequentano le scuole medie, grazie all’adesione dell’Istituto Comprensivo.

Studiosi come Pier Franco Irico e Bruno Ferrarotti danno un contributo appassionato così come il “Gruppo Senza Sede”.

In rappresentanza della Comunità Israelitica, Paolo Bonato.

Nei giorni scorsi, dunque, momenti che hanno illustrato l’orizzonte culturale in cui maturò l’Olocausto e – ieri, domenica – un “focus” sulla vita di un ebreo trinese molto noto Riccardo Luzzatti, internato a Sirnach.

Oggi – 27 gennaio – l’originale perfomance di espressione ideata dagli studenti e dai loro insegnanti: un cammino nel silenzio che nella immagine di tanti sassolini intravvede il destino di una umanità dove gli uomini non si rassegnano alla solitudine delle monadi, ma ricercano nella compagnia del fratello la via per una convivenza forse difficile, eppure possibile.

Le iniziative poi proseguiranno il 30 gennaio, 2, 5 e 9 febbraio e ne daremo debito conto; intanto rendendo l’espressione dei nostri sinceri complimenti per questo così intelligente sforzo educativo, animato, come è di tutta evidenza, dall’amore per i giovani che tanti adulti sanno ancora tradurre in gesti concreti.

 

 

Momenti della presentazione, a Trino, delle iniziative per la Giornate della Memoria 2014
Momenti della presentazione, a Trino, delle iniziative per la Giornate della Memoria 2014
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