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24/09/2019 - Vercelli - Salute & Persona

GIORNATA MONDIALE DELL’ALZHEIMER – Il C.I.S.A.S. è un Ente che si occupa di tutte le fragilità presenti nel territorio di Sua competenza

La persona non è più in grado di percepire tali stimoli, di rielaborarli e di darne risposta corretta ma non elimina la capacità di provare emozioni e di darne





GIORNATA MONDIALE DELL’ALZHEIMER – Il C.I.S.A.S. è un Ente che si occupa di tutte le fragilità presenti nel territorio di Sua competenza

Il 21 settembre è stata la giornata mondiale dell’Alzheimer.

Ma cosa significa avere l’Alzheimer?

L’essere umano ha a capacità di adattarsi agli stimoli esterni.

Questo consente di coprirsi quando si ha freddo, di scoprirsi se si ha caldo, di reagire a un dolore fisico, di sentire la necessità di bere, di mangiare o di andare in bagno.

Questa capacità nell’Alzheimer, e nelle altre forme di demenze, viene progressivamente meno.

La persona non è più in grado di percepire tali stimoli, di rielaborarli e di darne risposta corretta.

Questo concetto è molto importante, perché spesso si associa l’Alzheimer alla sola perdita di memoria. A causa della mancanza costante di adattamento agli stimoli esterni inizia ad avere un comportamento che non aveva avuto prima. Così magari un cucchiaio si trasforma in un coltello,  in un rasoio per radersi o non percepisce, non elabora il dolore e rischia di farsi male.

Poi c’è tutta la parte che riguarda il familiare che non riesce ad accettare questa trasformazione di incompetenza e non razionalità del proprio congiunto. Questa è una sofferenza enorme da parte del familiare che “perde” caro, il quale pur continuando ad esserci diventa un’altra persona: aggressivo, apatico, eccessivamente euforico ecc …

Il C.I.S.A.S. è un Ente che si occupa di tutte le fragilità presenti nel territorio di Sua competenza.

Il Direttore del C.I.S.A.S. Dott. Andrea Lux, specializzato in psicogeriatria clinica e di comunità, è particolarmente sensibile e attento al problema dell’Alzheimer. Per tale ragione ha voluto dare una cadenza settimanale agli incontri del Caffè Alzheimer che si svolgono al Trompone di Moncrivello. Gli incontri infatti si svolgono tutti i giovedì pomeriggio.

Il Cda del C.I.S.A.S. e io stesso in quanto presidente del C.I.S.A.S. ha fortemente creduto in tale progetto dando il nostro costante sostegno.” (Angelo Cappuccio).

I Silenziosi Operai della Croce del Trompone sono attivi e competenti partner  con la collaborazione di: psicologo, medico geriatra, terapista occupazionale e logopedista.

Il C.I.S.A.S. collabora sul tema dell’Alzheimer con l’Università Cattolica di Milano, Brescia e Roma, rifancendosi ai modelli del Prof. Chattat di Bologna e all’Approccio capacitante del Prof. Vigorelli di Milano.

Il C.I.S.A.S. si sta anche muovendo per l’attivazione  di un “Pronto Alzheimer”, telefono che raccoglie le difficoltà dei familiari e fornisce consigli attraverso specialisti.

In occasione della giornata mondiale dell’Alzheimer il C.I.S.A.S. ha trascorso una giornata all’insegna dell’emozione.

 Grazie all’intervento di un esperto  (uno dei tanti che il C.I.S.A.S. coinvolge in questo progetto) si è parlato con i familiari delle emozioni che la malattia del proprio congiunto suscita e di come sia importante che queste emozioni emergano e non siano soffocate. Anche questo rappresenta il caffè Alzheimer: momento in cui i familiari possono lasciarsi andare alle loro emozioni con la consapevolezza di essere accolti e non giudicati.

Anche un partecipante ci ha regalato un momento di forte emozione.

Il signore in questione ha dedicato tutta la sua vita alla musica e, dopo l’esordio della malattia ha lasciato gli spartiti sul pianoforte senza mai più suonare.

La musica in lui, però, ha sempre continuato ad esistere.

Così ho chiesto a lui e alla moglie di suonare in occasione della “festa” per la giornata mondiale dell’Alzheimer, se a loro faceva piacere.

Il signore ha portato la sua fisarmonica e, dopo un anno che non suonava alcuno strumento, ha suonato per noi.

Tutti i partecipanti hanno iniziato a cantare e per noi operatori è stato un momento ricco di emozioni. Per quanto questa malattia possa togliere, non elimina la capacità di provare emozioni e di darne.

Redazione di Vercelli


 

 

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