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21/12/2011 - Regione Piemonte - Società e Costume

GIOCO D ’ AZZARDO - In Gran Bretagna se ne parla a scuola

Il problema del gioco d’azzardo tra i giovani è molto serio e sentito anche nel Regno Unito


GIOCO D ’ AZZARDO - In Gran Bretagna se ne parla a scuola



IL GIOCO D’AZZARDO COME MATERIA SCOLASTICA



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Una notizia molto curiosa arriva dalla Gran Bretagna dove
il governo vorrebbe introdurre una nuova materia nelle scuole secondarie: il
gioco d’azzardo.



Di primo acchito sembrerebbe che il Governo stesse
sproloquiando o che fosse una delle tante bufale: ma non è così. Visto l’aumento
vertiginoso di popolarità che i siti di scommesse, poker
, texas hold’em  
e casinò online hanno avuto negli ultimi anni, così come i social network, eGaming
Review e il Daily Mail riportano un’indiscrezione secondo la quale si vorrebbe
portare su Facebook un vero e proprio casinò virtuale. E il progetto pilota
sarebbe effettuato proprio nel Regno Unito, patria del gioco d’azzardo.



Anche se si è subito scatenata
l’ira di educatori, insegnanti e pedagoghi, al Partito Laburista è piaciuta la
proposta. I ragazzi devono sapere quando la probabilità è a loro avversa, e
sembra, inoltre, che già ci sia lo slogan per la campagna: fai i tuoi calcoli,
non mettere in gioco la vita.



Il problema del gioco tra i
giovani è molto serio e sentito in Gran Bretagna. Il fondatore di Promis
Recover, il prof. Robert Lefever, sostiene che inserire un casinò su Facebook:
«Sarebbe una sconsiderata forma di cinismo. I ragazzi sarebbero portati a
pensare che, proprio perché all’interno di Facebook, le scommesse sono facili e
sicure. Beh, non è così. Le scommesse rovinano le famiglie». In Gran Bretagna
ci sono più di un milione di utenti di Facebook sotto i tredici anni e oltre 3
milioni dai tredici ai diciassette: in teoria una miniera d’oro.



A sostegno delle tesi di Lefever
c’è anche il ministro dell’Istruzione, Twigg che pone il gioco d’azzardo sullo
stesso livello di alcol e droga e afferma che i giovani necessitano di buoni
consigli. L’idea sarebbe di iniziare con i ragazzi di dodici anni e dai
quattordici ai diciassette continuare con programmi più articolati; i ragazzi
scopriranno così i segreti del
poker, delle corse dei cavalli e dei
cani, delle scommesse sportive e anche delle combinazioni delle slot machine.



Ma ovviamente c’è chi è
completamente contrario a quest’inziativa, come l’esperto di educazione Alan
Smithers, dell’università di Buckingham o Chris Keates, segretario generale del
sindacato professori, i quali asseriscono che i giovani devono concentrarsi
sulle materie principali e tradizionali e che questa scelta invece di aiutare,
finirebbe invece di introdurre i giovani al gioco.



Chi ha ragione? Come andrà a
finire? Lo scopriremo fra qualche tempo, intanto registriamo che alcuni colossi
di scommesse si sono dichiarati favorevoli all’iniziativa.



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