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02/05/2011 - Vercelli Città - Mondi Vitali

FESTA DELLA MAMMA - Con l’azalea dell’Airc, sostieni i progetti di ricerca sui tumori

Rendere il cancro una malattia sempre più curabile dipende dalla capacità e dalla passione dei ricercatori, ma anche dall’impegno di ciascuno di noi





FESTA DELLA MAMMA - Con l’azalea dell’Airc, sostieni i progetti di ricerca sui tumori
L’Azalea della Ricerca di AIRC ritorna in oltre 3.500 piazze d’Italia

Domenica 8 maggio l'Azalea della Ricerca di Airc ritorna in oltre 3.500 piazze d'Italia.



Come ogni anno, sarà la Festa della Mamma a fare da sfondo a una delle manifestazioni più amate e apprezzate da tutti i sostenitori della ricerca. I 25.000 volontari di Airc distribuiranno 700.000 azalee a fronte di una donazione di 15 euro. Un regalo per la Festa della Mamma e un gesto concreto a sostegno dei progetti di ricerca sui tumori. Come da undici anni a questa parte, anche a Vercelli, in piazza Cavour, con il patrocinio del Comune di Vercelli, sarà distribuita l’Azalea della Ricerca. Le azalee saranno altresì in distribuzione a Santhià, Prarolo e Lignana.


Per informazioni rivolgersi a Antonio Buonocore, referente dell'Airc per la città di Vercelli (tel. 0161 211596, cell. 340 6980819), a Paola Vizia per Santhià, a Carla Saviolo per Prarolo e a Giuseppe Sassone per Lignana.


Con l’Azalea della Ricerca riceverai in regalo il pocket di Fondamentale intitolato Tu e la ricerca unite contro il cancro. Tutto quello che puoi fare per prevenire la malattia.


Rendere il cancro una malattia sempre più curabile dipende dalla capacità e dalla passione dei ricercatori, ma anche dall’impegno di ciascuno di noi. Gli scienziati sono ormai concordi: per battere il cancro bisogna che ognuno metta in atto comportamenti virtuosi che, alla lunga, ridurranno drasticamente il numero e la gravità dei casi di tumore.


Per battere il cancro, quindi, bisogna agire sui due fronti contemporaneamente. Contribuire a finanziare la ricerca sul cancro significa fare una parte di ciò che è in vostro potere per battere questa malattia. L’altra metà dell’opera consiste nel seguire i consigli degli esperti, nell’avere cura dell’ambiente che ci circonda e nel sottoporsi regolarmente agli esami di screening di provata efficacia.


Cosa puoi fare tu - Prevenire è meglio che curare, dice un detto popolare. E in ambito oncologico questo è più che mai vero. La regola numero uno è astenersi dal fumo di sigaretta e assicurarsi di non essere esposti a sostanze cancerogene sul luogo di lavoro o nelle abitazioni.


Ci sono però anche regole più generali legate allo stile di vita che possono aiutarci a diminuire il rischio di sviluppare tumori le cui cause ambientali sono solo parzialmente conosciute: mantenersi snelli, fare almeno mezz’ora al giorno di attività fisica, limitare gli alimenti ad alta densità calorica e le bevande alcoliche, la carne rossa e il consumo di sale, evitare le bevande zuccherate e le carni conservate; ma soprattutto basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali integrali e legumi in ogni pasto e un’ampia varietà di verdure e di frutta.


Cosa può fare la ricerca- Le ricerche condotte su modelli sperimentali sembrano dare una risposta univoca: ridurre drasticamente l’apporto di calorie che assumiamo col cibo potrebbe essere una sorta di elisir di lunga vita. Lo dimostrano anche gli studi condotti da Pier Giuseppe Pelicci presso il Campus Ifom-Ieo grazie a fondi ottenuti da Airc. Pelicci ha scoperto qual è il legame tra cibo e genetica e quindi in che modo ciò che mangiamo contribuisce alla comparsa del cancro, che è una malattia provocata da mutazione genetiche. L’obiettivo di questo ambito della ricerca oncologica è selezionare alimenti e diete con effetti benefici sul patrimonio genetico delle cellule ed eventualmente produrre farmaci con proprietà analoghe a quelle dei cibi.


Lo scopo della diagnosi precoce è individuare il tumore in uno stadio iniziale, in modo che sia possibile trattarlo efficacemente, aumentando la sopravvivenza media e il numero di guarigioni.


Per alcuni tipi di tumore esistono in Italia dei programmi nazionali di diagnosi precoce, meglio noti col nome tecnico di screening, come nel caso della mammografia e del Pap test.


Le Regioni sono comunque autonome nel decidere se e come proporre tali screening: molte hanno avviato campagne per il cancro del colon-retto, basate principalmente sulla ricerca del sangue occulto nelle feci.


Mammografia e Pap-test sono la base della diagnosi precoce per tutte le donne, ma purtroppo non sono sufficienti a identificare tutti i tumori femminili quando sono ancora curabili. Per questa ragione gli studi si stanno concentrando sulle fasce di età ancora scoperte dalle raccomandazioni internazionali.


Il sogno di ogni oncologo è quello di trovare un marcatore biologico, ovvero una sostanza presente nel sangue, in grado di segnalare con certezza la presenza di un tumore nelle sue fasi iniziali. Già esistono marcatori che vengono utilizzati per monitorare l’efficacia della terapia e l’eventuale presenza di metastasi, ma la ricerca non si è fermata e nuove molecole si candidano a diventare, in futuro, le spie della presenza della malattia. In futuro, si spera, la diagnosi precoce di alcune malattie oncologiche si potrà fare con un banale prelievo.


Per approfondire la conoscenza delle modalità di prevenzione è stato predisposta un’apposita guida nel sito web dell’Airc, consultabile al seguente indirizzo: www.airc.it


 


 

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