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19/08/2018 - Trinese - Pagine di Fede

FATE QUELLO CHE VI DIRÀ - Echi del pellegrinagigo diocesano dell'Oftal di Vercelli a Lourdes - VIDEO E GALLERY

E’ sempre lei che ci viene a cercare, si mette al nostro livello: parla la nostra lingua, per aiutarci a capire. La Madonna non si stanca mai di venire a cercarci, anche quando andiamo a cacciarci in posti difficili, in territori impervi ed ingrati.






FATE QUELLO CHE VI DIRÀ - Echi del pellegrinagigo diocesano dell'Oftal di Vercelli a Lourdes - VIDEO E GALLERY

Lourdes 2018 - from Guido Gabotto on Vimeo.

Vai al video cliccando direttamente sull'icona qui sopra -


E’ rientrato a Vercelli da Lurdes il pellegrinaggio diocesano dell’Oftal.

Dall’11 al 17 agosto scorsi giorni intensi di spiritualità, ma anche momenti di vita in comune, condivisione, crescita di un senso di appartenenza esteso all’idea di una comunità in cammino.

“Voglio che qui venga molta gente, voglio che qui si venga in processione”.

Sono le parole della Vergine dette a Bernadette in quel lontano – sono 160 anni, quest’anno – 1858.

Maria è venuta qui in questa grotta dove si raccoglieva un po’ di tutto: dai detriti residuati dopo la piena, sicchè restava un qualche pezzo di legno da raccogliere, fino all’umanità che si poneva un po’ ai margini, lontano dai posti più frequentati, per nascondere ciò che non pareva bello fare davanti ad occhi indiscreti.

Maria non si fa problemi: anche alle Tre Fontane, presso Roma, sceglie di manifestarsi a Bruno Cornacchiola in quella grotta, nella boscaglia, ritrovo di prostitute con i loro clienti.

Siamo un secolo più tardi, nel 1947 e siamo al cospetto di un’altra verità di fede che abbiamo appena terminato di celebrare: l’Assunzione di Maria in Cielo, che sarebbe stata di lì a poco ( 1950 ) riconosciuta.

E’ sempre lei che ci viene a cercare, si mette al nostro livello: parla la nostra lingua, per aiutarci a capire.

La Madonna non si stanca mai di venire a cercarci, anche quando andiamo a cacciarci in posti difficili, in territori impervi ed ingrati.

Talvolta così ingrati ed impervi e forse anche disperati che nemmeno più la Chiesa ci viene a cercare.

Ma lei non desiste.

Vuole la nostra “guarigione”.

La guarigione talvolta più difficile è quella di un’anima che non spera più.

E quando non si spera più si peggiora sempre: disperati – avrebbe ammonito S.Paolo – si diedero all’impudicizia.

E così – lo vedremo tra poche righe – non rinuncia ad avvisare: non hanno più vino.

***

Così a Bernadette non dirà in francese: Je suis l’immaculée conception.

Dirà, invece: Que soi era immaculada concepciu.

Parlerà il patois di quella valle dei Pirenei.

Che non è francese, non ancora spagnolo, non più occitano.

La ragazza non sa altra lingua.

Ma quelle parole le capisce.

Così come nota subito (resterà nelle sue memorie) che la Signora parla a lei “come si parla ad una persona”.

Perché Bernadette non è abituata a pensare che lei e la sua famiglia siano persone: sono poveracci che tutti guardano con sufficienza, degnazione, da lontano, sicchè si rivolgono a lei ed ai suoi non certo con le belle maniere, è già tanto che non siano arroganti.

Bernadette non riesce nemmeno a frequentare il catechismo per prepararsi alla Prima Comunione.

Come può fare a sapere che quattro anni prima, l’8 dicembre 1854, il Papa Pio IX, con la Bolla “Ineffabilis Deus” ha ufficialmente proclamato come verità di fede la Immacolata Concezione di Maria?

Una verità che il popolo di Dio intuiva sin dai primi secoli del cristianesimo, ma che molti ‘cervelloni’, di ogni tempo, avevano sempre avversato, perché non rientrava nella loro visione delle cose.

Perché Dio va bene finchè sta alle regole, ma quando poi crede di potersi smarcare dal pensiero unico – tempo per tempo dominante – allora fa inarcare qualche autorevole sopracciglio.

Siamo nel 1854 e – a parte il sentimento popolare, dei primi secoli dell’esperienza cristiana – sono passati più di 500 anni da quel fondamentale Capodanno del 1300 quando Giovanni Duns detto “Scoto”, un francescano di origine britannica, aveva già posto chiare le basi, anche di segno “logico” e non solo filosofico e teologico, per arrivare alla verità, che è sempre stata lì da vedere.

Giovanni Duns aveva infatti condensato in poche parole ciò che occorreva mettere a tema:”Potuit, decuit, ergo fecit”.

***

Non fu facile spiegarlo nel corso di una disputa alla Sorbona, contrastando il pensiero di illustri teologi, ma l’approdo alle verità era ormai certo.

Dio “poteva” agire in questo modo: potuit.

Ciò “conveniva” all’economia della salvezza: “decuit”.

E così, “di conseguenza lo fece”: “ergo fecit”.

***

Che cosa?

Questo è il punto: preservare Maria dal peccato originale, in previsione della sua maternità divina, preventivamente.

I cervelloni che volevano sottomettere Dio alle loro idee sostenevano che solo Cristo fosse immune dal peccato originale.

E se una qualsiasi altra creatura umana avesse condiviso questa singolare condizione, sarebbe caduto tutto il loro castello di costruzioni teoriche.

***

Invece: potuit, decuit, ergo fecit.

Ma dal 1300 al 1854 passano altri 500 anni e più.

***

Noi conosciamo soltanto una parte delle parole che la Vergine rivolge a Bernadette.

Ma, oltre alle cose dette, un insegnamento almeno altrettanto prezioso viene da “come” sono state dette quelle parole.

***

Bernadette – abbiamo visto poc’anzi - era una ragazza che oggi chiameremmo border line.

Famiglia poverissima, caduta in disgrazia.

Il padre Francois Subirous era andato in rovina: un tempo con la propria attività di mugnaio assicurava una vita agiata alla famiglia, poi il disastro: non sapeva fare gli affari, sapeva solo lavorare.

Così abbandonano la bella casa attigua al mulino.

E sono ridotti a vivere le “cachot”, una stamberga di 12 metri quadri dove devono stare in sei persone.

Posta lungo una strada che era costeggiata dal corso d’acqua che serviva un po’ da fognatura al paese, chiunque vi gettava il contenuto delle latrine.

Quando papà Soubirous era in auge tutti a fargli salamelecchi: del resto lui non lesinava a chi ne aveva bisogno, qualche sacco di farina.

Adesso che è in disgrazia fingono – quando va bene – di non conoscerlo.

***

Da mangiare c’è poco, ma la famiglia è unita.

Prega.

E’ in quell’ambiente, in quella stamberga posta vicino alla fogna, in quella desolazione di persone ai margini della comunità che di loro non sa cosa farsene, che in quell’11 febbraio Bernadette viene mandata a fare un po’ di legna a Massabielle.

***

E’ lì che il Mistero le si rivela.

E’ come se in quella grotta sulla riva del torrente ardesse un nuovo Roveto.

***

L’immagine di Maria che si trova nei luoghi dell’umanità desolata, torna allusivamente nel tema spirituale che è filo conduttore di quest’anno al Santuario di Lourdes: fate quello che vi dirà.

***

E’ il Vangelo di San Giovanni:

 Giovanni 2,1-12

1 Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. 2 Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3 Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». 4 E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». 5 La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».

***

Per l’umanità che non spera più, per ogni cuore che rimane solo con il proprio limite, alle prese con il vincolo spezzato tra creatura e Creatore, dove è esiliata la speranza, la fiducia in Dio, indica senza perifrasi: fate quello che vi dirà.

Che dirà Gesù: e proprio da quelle Nozze in Cana di Galilea, da quel racconto che è un caleidoscopio di simboli ed iridescenze affascinanti e persuasivi, s'inizierà il ministero terreno del Dio Con Noi.

***

Vi lasciamo con una piccola gallery e con il filmato, in apertura dell’articolo, che offre alcuni scampoli del pellegrinaggio.


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