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21/01/2020 - Vercelli Città - Salute & Persona

ESCLUSIVO, IL DOCUMENTO DEL C.A.R.P. CHE METTE IN LUCE I RISCHI DELLA "LETAMAIA" DELLA LEGA - Con i trucioli, le due facce di una stessa medaglia: Iren ha scelto Vercelli come terra del rifiuto - Le responsabilità della politica

E' possibile essere amici di Iren e amici di Vercelli e dei vercellesi?




ESCLUSIVO, IL DOCUMENTO DEL C.A.R.P. CHE METTE IN LUCE I RISCHI DELLA "LETAMAIA" DELLA LEGA - Con i trucioli, le due facce di una stessa medaglia: Iren ha scelto Vercelli come terra del rifiuto - Le responsabilità della politica

Inutile affrontare l’argomento con perifrasi e giochi di sponda.

Vercelli è sotto attacco.

Non dobbiamo avere paura delle parole.

Ma andiamo con ordine.

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Il disegno, lucido e perseguito con fredda determinazione, di rendere Vercelli la terra del rifiuto, dove portare 200 mila tonnellate l’anno di scarti che Iren vorrebbe conferire qui da tutta la Pianura Padana è venuto allo scoperto.

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Preghiamo il Lettore di concedere un supplemento di attenzione e pazienza e, soprattutto, leggere attentamente il documento preparato già a febbraio 2019 dall’Associazione Ambientalista C.A.R.P. (Coordinamento Ambientalista Rifiuti del Piemonte) di Novara, a firma dell’Ing. Fabio Tomei. Il documento si trova, integrale, in jpg al termine di questo testo.

Ne vale la pena: in queste settimane si compie il momento decisivo per tutelare il nostro territorio o, al contrario, consegnarlo per i prossimi decenni alle mire ciniche di coloro che – sembra paradossale, ma è una delle ragioni in campo – sono convinti che, intanto, qui la gente, alla fine, sopporta tutto.

Il “valore aggiunto” dell’area vercellese sarebbe appunto questo: alla fine, sopportiamo.

Ogni giorno dobbiamo dare l’annuncio di qualcuno che muore di cancro – quando diciamo “male incurabile”, per una sorta di pudore, si intende cancro, tumore – ma nessuno (o pochi) al momento sembra voglia tutelarci e porre fine alle condizioni che per decenni hanno posto Vercelli in condizione di grave pressione ambientale.

Andiamo, dunque, con ordine.

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1.   LA “LETAMAIA” E’ SEMPRE DI IREN, ANCHE SE LA PROPONE POLIOLI: DI IREN E DELLA LEGA VALSESIANA

 

Il Lettore ricorderà che, un giorno del luglio 2018, in piena crisi Polioli – Perstorp, si incominciò a parlare della Unionchimica SpA e del suo Amministratore, Giacomo Bombardieri.

L’articolo è linkato in alto nella pagina.

L’Unionchimica è una grande azienda che fattura 400 milioni l’anno (il sito internet è in perenne ristrutturazione, ma questo dato lo espone).

Ecco cosa testualmente si disse nel secondo articolo (comunque anch’esso linkato in alto), la cronaca della trattativa svoltasi all’Unione Industriale di Vercelli:

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“(…) fonti che si qualificano vicine alla bergamasca Unionchimica fanno rilevare che l’azienda dei fratelli Bombardieri non è interessata con questa ragione sociale.

Le stesse fonti non commentano invece l’insistente voce di mercato che vorrebbe, in rappresentanza di altre Persone Giuridiche, i Bombardieri parte della trattativa”.

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Ecco, quello è il momento decisivo dell’incontro tra tre soggetti protagonisti della “Letamaia”, il Gruppo Bombardieri, Giacomo Ferlin, ex Titolare di Polioli e, appunto Iren.

Perché Iren ha sempre il problema di portare da qualche parte almeno 70 mila tonnellate l’anno di rifiuti organici raccolti in tutta la Pianura Padana.

Ma, attenzione: non sono gli unici “organici” che il digestore di Forsu (Frazione organica rifiuti solidi urbani) potrebbe smaltire.

Perché – informa il Carp di Novara – il primo progetto presentato (dicembre 2018) prevedeva il conferimento di 20 mila tonnellate l’anno di rifiuti organici chimici.

(E’ tutto ben chiaro nel documento del Carp)

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Il disegno parte, dunque, da lontano.

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1.1.- NON E’ VERO CHE IREN NON SIA PIU’ INTERESSATA

 

Sappiamo che, a febbraio 2019, Bombardieri e Ferlin ritirarono il progetto (presentato a Natale 2018), constatando come il fuoco di sbarramento del territorio fosse al momento un vero e proprio firewall.

In Provincia, l’allora Presidente Carlo Riva Vercellotti era stato chiaro e formale.

Da subito, però, negli Uffici di Via Quintino sella del Comune di Vercelli, Pino Scaramozzino si lasciò sfuggire qualche commento che qualcuno aveva interpretato così: questi lo ripresenteranno dopo le elezioni e ci riusciranno.

Scaramozzino aveva partecipato (25 maggio 2018), insieme all’allora Sindaco Maura Forte (che, pare, di simili pellegrinaggi ne abbia fatto più d’uno) ed all’allora Assessore Andrea Coppo, alla famosa visita ad un impianto biogas in Trentino, traendone, però, impressioni negative.

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Dopo le elezioni amministrative del maggio 2019, infatti, arriva alla Presidenza della Provincia Eraldo Botta (Lega).

Come della Lega è il Senatore Maria Cristina Cantù.

Una personalità dalla levatura assolutamente fuori discussione (è bene, anche se superfluo, precisarlo, ad evitare fraintendimenti), già Assessore alla Sanità della Lombardia, poi Sottosegretario alla Sanità nell’ultimo tratto del Primo Governo Conte.

Il Senatore Cantù ha avuto un ruolo in questa vicenda?

Se a questa domanda potrebbero rispondere i leghisti, ciò che è sicuro è che la Lega valsesiana sia favorevole alla letamaia di Iren a Vercelli.

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Ma perché si può dire che Iren sia ancora (e parecchio) interessata?

Non hanno forse dichiarato (a mezza bocca, con telefonatine qua e là) che, intanto, loro si sono comprati l’impianto di “Territorio e Risorse” di Santhià?

E hanno fatto anche (nelle telefonatine) degli esempi concreti: ma come?! – hanno sussurrato – se noi eravamo impegnati con Polioli a conferire 70 mila tonnellate l’anno di Forsu, cosa volete che ce ne importi ancora, adesso che abbiamo acquistato, a Santhià,  Territorio e Risorse?

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Come ogni cosa che sia verosimile, anche questa è la più lontana dal vero.

E vediamo perché.

L’impianto di Santhià era funzionante (con buoni risultati economici) per una capienza di 30 mila tonnellate l’anno di Forsu e frazione organica “verde”.

Poi, hanno chiesto ed ottenuto l’autorizzazione ad un ampliamento al fine di arrivare a lavorare 50 mila tonnellate l’anno.

I lavori per realizzare le nuove parti dello Stabilimento si sono da poco iniziati e termineranno – presumibilmente – entro l’Autunno 2020.

Quindi, finisce lì.

Si passa da 30 mila a 50 mila tonnellate l’anno.

E già ora sono tutte prenotate.

Sicchè, o il nuovo padrone (Iren) manda via Clienti attuali (e comunque risolve solo per 50 mila delle 70 mila tonnellate che ha bisogno di esitare), oppure lascia le cose come stanno, incamera fatturato e utili di Santhià su Santhià e, qui a Vercelli, porta proprio le stesse 70 mila (o minimo 20 mila) tonnellate l’anno che “crescono”.

Si tenga, inoltre, presente che, come abbiamo visto, a Santhià viene lavorata anche una consistente frazione di verde.

A Santhià l’organico verde, a Vercelli l’organico chimico: i soliti fortunati.

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Allora, vale forse la pena di tentare un primo riepilogo che metta in luce “chi sta con chi”.

La “Letamaia” e Iren hanno il tifo a favore della Lega.

E’ importante, perché il gruppo di maggioranza in Consiglio Comunale è leghista e, ancorchè vi sia (nelle apparenze) una Segreteria Cittadina, è di fatto a trazione valsesiana.

Quella parte della Lega che di sicuro conosce il Senatore Cantù.

Come la pensa, a proposito di “Letamaia” il Sindaco Andrea Corsaro?

In campagna elettorale era tutto un furore contro: accusava persino, con malcelata e caustica ironia, Maura Forte di avere fatto i viaggi in Trentino.

Così come era contro la soluzione “Coperchio” per il Centro Nuoto.

Poi, si sa, le idee si possono cambiare.

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2.TRUCIOLI E PALLET:

L’IMPIANTO DI IREN PARTE CON IL CONSENSO DEL PD,

POI CONQUISTA ANCHE IL CENTRODESTRA –

 

Come sappiamo, per quanto riguarda l’altro uppercut ambientale che Iren sta tentando di assestare al territorio ed alla città di Vercelli in particolare, la fabbrica di pallet in Area Industriale, vicino alla Motorizzazione Civile, al momento le valutazioni sono rimesse alla Conferenza dei Servizi.

Sappiamo anche che il Gauleiter di Iren a Vercelli non abbia preso bene il rinvio del progetto alla Conferenza: speravano in un ok subito, senza esami ed approfondimenti.

Come un gol del portiere.

Ne avevano qualche ragione (per sperare).

Qui credevano di avere tutti a favore.

Il Pd: tutto coricato sulle posizioni della Giunta di Maura Forte, non ha praticamente aperto bocca.

Il Centrodestra conquistato in corso d’opera.

Non appena (giugno 2019) si venne a sapere del progetto, l’ex Sindaco diramò un entusiasta comunicato con quale scelse di rivelare come questa idea dei pallet fosse il frutto di una “negoziazione” (sic) durata tutto un anno tra la propria Amministraizione e Iren.

Onore al merito.

Non si conoscono, tuttavia, se ci sono, gli altri termini del negozio.

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D’altro canto, però, i conti non tornano.

Perché il famoso Piano industriale con investimenti per oltre 40 milioni di euro promessi da Iren nel 2015, non c’è più.

I Lettori ricorderanno che, il 17 dicembre 2015, quando 14 Consiglieri Comunali votarono (e bastarono) per svendere la maggioranza delle Azioni di Atena Asm (prima di proprietà comunale) ad Iren, parte essenziale delle condizioni stesse proprio nel Piano Industriale.

Primo: conversione della flotta di auto al metano;

secondo: realizzazione del teleriscaldamento all’Ospedale S.Andrea, con prospettiva di riscaldare i plessi scolastici della zona;

terzo: realizzare la pompa di distribuzione di metano a Vercelli;

quarto: convertire l’illuminazione a Led (con i soldi di Iren).

Niente di tutto questo è stato fatto.

Il voto dei Consiglieri Comunali è stato carpito con un banale imbonimento.

Imbonimento che parrebbe addirittura sfacciato.

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Ricordiamo le domande e risposte poste e date in Consiglio Comunale, nel novembre 2017.

Domanda: perché non avete fatto la pompa di metano?

Risposta: sapete, ci siamo accorti che, per fare la pompa di metano, bisogna anche mettere quelle di gasolio, gas e benzina.

E non lo sapevate prima di scrivere il piano industriale?

Chi ve l’ha scritto il piano industriale, un arrotino?

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Domanda: perché non avete realizzato il teleriscaldamento?

Risposta: sapete, abbiamo capito che l’Assessore Regionale alla Sanità, Antonio Saitta, non aveva piacere.

E prima di scrivere il piano industriale, non avreste potuto informarvi su come la pensasse la Regione che, in fondo, è il padrone di casa dell’Ospedale?

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Domanda: e la conversione del parco auto a metano?

Risposta: sapete, abbiamo cambiato idea: abbiamo scelto l’elettrico.

Così, già che ci siamo, mettiamo le nostre colonnine (non quelle di Enel, ad esempio) qua e là in città e ci blindiamo il mercato per i futuri decenni.

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Domanda: i Led?

Ecco – risposta – vedete, quelli li abbiamo fatti, soltanto che, in luogo di tirare fuori i soldi noi di Iren, i soldi li abbiamo fatti tirare fuori a voi del Comune di Vercelli.

Un tempo la Lega e Forza Italia erano andati su tutte le furie, ma adesso si vede che gli va bene.

Altrimenti dovrebbero incaricare i tre Consiglieri di Amministrazione nominati in Atena Asm dal Comune (Angelo D’Addesio, Daniele Baglione, Antonio Prencipe) di rivoltare come un calzino quel contratto (che – tra l’altro, dicunt – sia all’attenzione di chi di dovere).

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Sulla mancata realizzazione del piano industriale e sulla sostituzione di tutte le previsioni iniziali con il solo progetto dei pallet, il Gauleiter è stato franco oltre ogni limite: siamo alla riunione dell’11 dicembre scorso, Commissioni Prima e Quarta del Consiglio Comunale, che volevano sapere.

Sapete – ha candidamente detto ai Consiglieri Comunali sbalorditi – ogni Amministratore Delegato che arriva, si rifà un proprio piano industriale, un po’ come gli pare.

E, del resto, se il Socio Comune di Vercelli glielo lascia fare, perché no?!

Anche se il primo piano industriale era stato votato come corollario strettamente collegato alla cessione.

Strettamente e formalmente, negli Atti.

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Non parliamo nemmeno dei posti di lavoro promessi.

Atena Asm è sempre sotto organico nel ciclo della raccolta rifiuti.

Adesso, anche per la lettura contatori – notizia degli ultimi giorni – deve arrivare qualcuno da Genova per dare manforte alle esangui risorse in Organico a Vercelli.

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3.GLI AMICI DI IREN NON SONO GLI AMICI DI VERCELLI

I due progetti pericolosi per l’ambiente, inutili all’economia vercellese che sono in gestazione, dicono comunque che Iren sia stata capace di conquistarsi l’alleanza proprio di coloro che dovrebbero difendere il territorio, la salute dei cittadini, l’economia vercellese.

Come afferma chiaramente anche il Carp (a proposito della “letamaia”), infatti, oltre ai rischi ambientali, la caratteristica dominante, il comun denominatore dei due progetti (“letamaia” e trucioli) è che a Vercelli non gliene può fregare di meno di entrambi.

I rifiuti organici prodotti da tutta la provincia sono, infatti, solo 20 mila tonnellate l’anno, già ampiamente smaltiti negli impianti esistenti (immaginiamoci, poi, una volta realizzato l’ampliamento di Santhià).

E qui ne vogliono portare altre 105 mila tonnellate, raccolte in giro, anche di organico chimico.

Ancora maggiore la “forbice” che separa gli interessi di Iren da quelli di Vercelli per quanto riguarda il legno di scarto, da cui si ricavano i trucioli, che poi vanno a costituire i pallet.

Tutta la provincia produce sì e no 2.500 tonnellate l’anno di rifiuto legnoso.

E qui ne vogliono portare altre 100 mila tonnellate.

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Per ora, dunque, chi si oppone a queste cose senza senso economico per Vercelli, rischiose da un punto di vista ambientale?

In Consiglio Comunale di Vercelli – che è il comune preso a bersaglio di queste mire – soltanto i tre Consiglieri di Voltiamo Pagina (Roberto Scheda, Paolo Campominosi, Andrea Conte), Michelangelo Catricalà (Movimento5Stelle) ed i due di SiAmoVercelli, Alberto Perfumo e Renata Torazzo, si oppongono con determinazione e coraggio.

Quest’ultima – Renata Torazzo – è bene ricordarlo, è una affermata Oncologa.

Questi sono gli amici di Vercelli e dei vercellesi.


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