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29/03/2020 - Vercelli - Enti Locali

EMERGENZA CORONAVIRUS, FONDO DI SOLIDARIETA' (PELOSA) PER I COMUNI ITALIANI - Non un euro in più del 2019 (forse meno) - Solo un anticipo del 66 per cento ad aprile invece di maggio - Leggi qui lo stanziamento per ciascun Comune del Piemonte

Poi, c’è uno stanziamento (questo sì, aggiuntivo) di 400 milioni di euro per tutta Italia che deve essere ripartito tra i singoli Comuni affinchè possano aiutare i loro poveri -




EMERGENZA CORONAVIRUS, FONDO DI SOLIDARIETA' (PELOSA) PER I COMUNI ITALIANI - Non un euro in più del 2019 (forse meno) - Solo un anticipo del 66 per cento ad aprile invece di maggio - Leggi qui lo stanziamento per ciascun Comune del Piemonte
Giuseppe Conte - Repertorio -

E’ chiaro che i Sindaci si incavolano di brutto.

Per ora dal Governo, non un euro in più al cosiddetto “Fondo di solidarietà”; anzi, qualcuno ha notato che il famoso “allegato 4”, che si può leggere cliccando qui per la parte che riguarda i Comuni piemontesi, addirittura toglie soldi rispetto al 2019.

Ma andiamo con ordine.

***

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che abbiamo pubblicato allegato all’articolo del primo pomeriggio di oggi, domenica 29 marzo, non appena è uscito dalle atmosfere impalpabili delle conferenze stampa per condensarsi – nero su bianco  - sui fogli (cartacei o elettronici) veri e propri, ha subito fatto drizzare i capelli in testa a moltissimi Primi Cittadini.

Perché – ma si attendono prese di posizioni formali, oltre quella già chiara del Sindaco di Trino, Daniele Pane non c’è un euro in più rispetto al 2019.

Come si compone questo “fondo di solidarietà”?

Anzitutto, va detto che il “fondo” non è istituito per l’emergenza Coronavirus.

C’era già prima.

Perché, allora, chiamarlo di “solidarietà”?

Tentiamo una ricostruzione, per come l’abbiamo capita ascoltando alcuni Tecnici esperti di Finanza Locale.

***

Dunque, bisogna sapere che, una volta, c’erano imposte (che via via hanno mutato denominazione, ma non sostanza) come ad esempio, sugli immobili, l’Imu – Ici, che concorrevano ad alimentare le casse dei Comuni.

Poi, un bel giorno sono state abolite, ma solo per quanto riguarda la prima casa.

Per le seconde case e oltre, sono sempre rimaste.

Ma si è trattato, comunque, di una bella fonte di ricavi in meno per il bilancio di ogni singolo Comune.

***

Allora cosa ha fatto il Governo Centrale?

Ha detto: guardate, Comuni, invece di quello che avreste preso dai cittadini contribuenti, vi diamo qualcosa noi di compensativo, e lo chiamiamo “fondo di solidarietà”, perché, appunto, il Governo è solidale con il proprio Esattore – Comune.

***

Dunque, in questo 2020 stabiliscono (a Roma) che il Fondo di Solidarietà sia di – lira più, lira meno – quattro miliardi di euro.

Che, ad esempio, per Vercelli vuol dire qualcosa di più di 3.880.906,31 euro.

E già i Tecnici incominciano a studiare ( il documento circola da poche ore ) se siano almeno gli stessi del 2019.

Perché – ad esempio alcuni Comuni della provincia di Vercelli – dalla tabella che abbiamo allegato sopra, si vedono attribuiti molti euro in meno di quanto il Governo avesse stanziato l’anno scorso, appunto il 2019, quando non c’era il Covid19.

***

Ma, in ogni caso, quello che è già pacifico ora è che non c’è un solo euro in più dell’anno scorso.

Forse di meno, ma sicuramente non uno di più.

Allora, cosa ha esternato nella conferenza stampa il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte?

Ha semplicemente detto che questo fondo di solidarietà (che, se le cose stanno come sembra, è solidarietà pelosa), anziché erogarlo il 31 maggio come sempre, viene distribuito già in aprile, ma limitatamente al 66 per cento.

Sicchè – sempre ad esempio – se il Comune di Vercelli ha assegnati 3 milioni e 880 mila euro e rotti, che avrebbe preso il 31 maggio se non ci fosse stato il Coronavirus, quest’anno, poiché c’è il Coronavirus, ne prende 2.560.000 circa ad aprile ed il saldo di 1.320.000 sempre il 31 maggio.

Comunque, non un euro in più.

Niente finanza aggiuntiva dal Fondo di Solidarietà.

***

Poi, c’è uno stanziamento (questo sì, aggiuntivo) di 400 milioni di euro per tutta Italia che deve essere ripartito tra i singoli Comuni affinchè possano aiutare i loro poveri.

I poveri tradizionali, come quelli nuovi, che lo stanno diventando perché questa emergenza ha incominciato a falciare le fasce più deboli, quelle che non hanno risparmio accantonato.

Si tratta – è una media solo aritmetica, con i limiti di questa impostazione, ma, anche qui, si è in attesa di spiegazioni sui criteri distributivi – di 400 milioni di euro per una popolazione italiana di circa 60,48 milioni di abitanti.

Qualcosa come 6 euro e 61 centesimi per abitante.

Se le cose stanno così, non occorre essere epigoni della buonanima di Edmondo Bernacca per immaginare che nubi molto dense siano in arrivo nei cieli dello Stivale (Isole comprese).


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