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08/01/2011 - Bassa Vercellese - Cronaca

DAMMI I SOLDI O FACCIAMO DEL MALE VERO A TUO FIGLIO - Tre malviventi hanno cercato di estorcere così 2.700 euro ad una donna, per presunti debiti del figlio

Il ragazzo, 23 enne, si era impegnato a fornire droga ad uno dei tre, ma non aveva potuto provvedere perchè nel frattempo era stato arrestato. Ma il "cliente" aveva pagato in anticipo - 2 mila euro - la fornitura



DAMMI I SOLDI O FACCIAMO DEL MALE VERO A TUO FIGLIO - Tre malviventi hanno cercato di estorcere così 2.700 euro ad una donna, per presunti debiti del figlio
Il Tenente Domenico Giuseppe Sacchetti

La possibile morale di questa “favola” sub urbana: meglio non frequentare cattive compagnie. E’ sempre una regola d’oro. Se ne ricorderà un ragazzo 23enne di Vercelli, che da qualche tempo, non ancora uscito dal tunnel della droga, aveva incominciato a conoscerne gli anfratti più oscuri e scivolosi, quelli che portano al mondo dello spaccio. Gli era per qualche tempo andata bene e, così, quando quel “cliente” 40enne, anch’egli vercellese, gli aveva chiesto di procurargli la “roba” avrà forse pensato che il proprio “business” stesse incominciando a “girare”. L’uomo, R.M., con qualche precedente di polizia (ma non ancora nessuna condanna) per reati contro la persona, gli paga in anticipo la fornitura, dandogli 2 mila euro in contanti.



Il ragazzo cerca di provvedere, ma non ci riesce: viene arrestato (perché gli Inquirenti sono già sulle sue tracce per altri reati). Il ragazzo adesso è nei guai seri, anche come “commerciante”. Non ha più i soldi e non può consegnare la “roba” a chi gliela ha commissionata e pagata. Il “creditore” non va certo da un Avvocato per tentare di recuperare i propri soldi. Dapprima minaccia il ragazzo. Poi, visto che questi non è una mammoletta e gli fa chiaramente capire che non ha i mezzi per rimediare, decide di affidarsi a “specialisti” nel recupero crediti. Come ce ne sono nei paraggi di Milano. E, in effetti, dal Capoluogo meneghino arrivano due “esattori” esperti: M.C., 56 anni e, soprattutto, il più giovane G.A.. Ha soli 34 anni, ma è già un duro. Ha un “curriculum” giudiziario di una certa importanza. E’ soprattutto lui a fare capire, senza tanti giri di parole, al giovane pusher fallito, che delle due l’una: o restituisce subito i soldi, oppure per lui sono guai seri, anche e soprattutto in ordine all’incolumità fisica. Lo spavaldo 23enne, a questo punto, forse perché conosce di fama i suoi aguzzini, ricorre al più antico dei rimedi: si rivolge alla mamma. La Signora, già molto provata, dopo una vita passata nel tentativo di stare vicino a quel figlio che ha già sbagliato tante volte, si rende conto che, questa volta, da sola non ce la può fare. Decide così di andare dai Carabinieri di Desana.


Siamo a dicembre del 2010. I Militi prestano da subito la massima attenzione al racconto della donna che, nel frattempo, è stata a sua volta avvicinata dal malefico trio, dal quale si è sentita ripetere, se possibile con toni ancor più gravi, le minacce per l’incolumità fisica del figlio. Dalla Stazione di Desana la cosa passa alla competenza dei Carabinieri di Vercelli. Così gli Investigatori dell’Arma mettono a punto un piano per cogliere i malvienti con le mani nel sacco.


Il piano va a segno nella serata di ieri, venerdì 7 gennaio. Viene fissato un appuntamento in una pubblica Via di Vercelli, appena fuori dall’area dei Centro storico. La donna finge di cedere alle pressioni e prepara i contanti: i 2 mila euro sono, nel frattempo, nelle pretese di questi esosi “creditori”, diventati 2.700. Ci vogliono molti soldi, infatti, per pagare la prestazione dei due “esattori” milanesi di cui si avvale il vercellese R.M. Ogni banconota è, peraltro, registrata e contrassegnata dai Carabinieri.


Dapprima i tre giocano a rimpiattino con la vittima: l’appuntamento inizialmente fissato per una cert’ora, viene con poco preavviso unilateralmente anticipato. Non solo pretattica: è anche un modo per prevenire eventuali trappole. Così come le astuzie con le quali i due milanesi “perlustrano”, con accurati sopralluoghi, la zona dell’incontro: voglio assicurarsi che il terreno sia “pulito”. Ma i Carabinieri sono ben più furbi di loro e, pur essendo presenti in un numero imponente (circa 12 Militi) con travestimenti accurati, si fanno beffe di tante cautele.


Infine, avviene l’incontro tra due dei tre delinquenti (il terzo è rimasto a fare il “palo”, magari pronto ad intervenire in caso di bisogno) e la donna. C’è il passaggio di denaro. I due “creditori” non fanno in tempo a contare le banconote che subito si rendono conto di essere accerchiati dai Carabinieri, in perfetto assetto “castigamatti”. Intanto, alcuni uomini dell’Arma si incaricano anche di rendere inoffensivo il terzo uomo, il “palo”. E’ rimasto ad aspettare in macchina, ma quando i Carabinieri lo sorprendono non riesce nemmeno a mettere in moto. I tre, così, ora sono tutti a Billiemme, a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale, che ha affiancato passo dopo passo i Carabinieri, condividendone ogni aspetto della strategia investigativa. Per tutti l'imputazione sarà di estorsione, in concorso ed aggravata.


(Guarda anche la video notizia in home page: il Tenente Domenico Giuseppe Sacchetti riassume l’operazione).

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