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11/05/2015 - Cuneo - Pagine di Fede

CUSSANIO - Tanti pellegrini nell’anniversario delle apparizioni della "Madre della divina Provvidenza" - I cresimandi di Marene ed anche una piccola pellegrina che condivide la gioia della Prima Comunione

Oggi dunque è un bel giorno per ricordare tutto questo e sono qui a Cussanio tanti pellegrini: vogliono deporre ai piedi di Maria ansie e speranze, ma soprattutto affidare alla Madre della Divina Provvidenza la loro vita.




CUSSANIO - Tanti pellegrini nell’anniversario delle apparizioni della "Madre della divina Provvidenza" - I cresimandi di Marene ed anche una piccola pellegrina che condivide la gioia della Prima Comunione
Cussanio, Santuario dedicato alla Madre della Divina Provvidenza, domenica 10 maggio 2015

Domenica speciale quella di ieri, 10 maggio 2015, al Santuario di Cussanio. Siamo nel pieno del Triduo in ricordo dell’anniversario delle due apparizioni di Maria (8 - 11 maggio 1521) al povero Bartolomeo Coppa, sordo e muto dalla nascita.

Un modo per dire a tutto il popolo di Dio che la Madre del Salvatore sente anche ciò che non si può pronunciare con le labbra e la Sua parola raggiunge il cuore dell’uomo che le si affida, senza bisogno di una mediazione umana, senza che debba essere “veicolata” dall’udito nella sua espressione biologica, anatomica.

Del resto, quando non si “parla” e non si “ascolta” con gli strumenti del cuore, quelli della carne non sono utili, si rivelano privi di efficacia, non trasmettono messaggi persuasivi.
                                                                ***

Come fu difficile per i fossanesi del tempo credere a quel poveretto, un diverso, emarginato, certo non appartenente alla società cosiddetta “integrata”.

Tanto più perché – e forse fu questo il (più) vero problema – non appena acquistato il dono dell’udito e della parola, subito lo usava per proporre un messaggio che è sempre stato “segno di contraddizione”.

Il messaggio che invita alla “conversione”, ad imprimere non solo o non tanto una “inversione ad U” nella nostra vita, nel cammino che abbiamo intrapreso, che stiamo percorrendo, ma addirittura un mutamento del nostro modo di pensare.

Un messaggio che propone l’abbandono di categorie filosofiche, criteri di lettura della società, dei canoni della relazione umana, ribaltando e forse rivoluzionando (convertendo, appunto) la scala dei nostri valori di riferimento.

Appena diventato “come tutti gli altri” in quella comunità, già il povero Coppa si rivelava originale, eccentrico, forse persino “eversivo” per ciò che diceva.

E così il suo processo di omologazione era già bello e concluso, soffocato sul nascere.

Aveva riacquistato il dono della parola e dell’udito, ma non riusciva a raggiungere cuori refrattari a quella parola, induriti, incapaci di comunicare e fare udire altro che non fosse il richiamo ad un sistema di convenzioni consolidato ed a suo modo foriero di stabilità e sicurezze.

***

Ciascuno di noi, oggi, non è poi così diverso dal modello che propone quello spaccato di società del tempo: perché non vi è in fondo nulla di così “già visto” di quanto non sia la “modernità”.

Talchè non è fuori luogo domandarci se noi, qui e ora, sappiamo udire e corrispondere al messaggio proposto per noi dai tanti Bartolomeo Cappa che si industriano come possono, ma senza più afasie, né desistenze, ad offrirci un’idea di “conversione”, magari un po’ attualizzata e solcata dai “segni dei tempi”.

Fino ad ora non è che abbiamo fatto grandi progressi, sicchè forse è per questo che non sappiamo da dove arrivi la “pestilenza” di una crisi economica epocale, invero idonea invece a richiamare in noi l’idea che la “realtà” vince sempre.

Vince anche a dispetto di bolle speculative che falsano i valori in campo, anche quelli economici; finisce per avere ragione di sistemi iniqui di ripartire produzione e consumi mondiali di beni;  mostra l'aleatorietà della riduzione della vita, in ogni sua fase, a “patrimonio disponibile” secondo l’arbitrio umano.

***

Oggi dunque è un bel giorno per ricordare tutto questo e sono qui a Cussanio tanti pellegrini: vogliono deporre ai piedi di Maria ansie e speranze, ma soprattutto affidare alla Madre della Divina Provvidenza la loro vita.

Ci sono i ragazzi cresimandi di Marene, che sono arrivati qui a piedi, compiendo un pellegrinaggio insieme ai loro Sacerdoti.

Poi da Bricco, Roreto, Veglia Cappellazzo. Ci sono i volontari dell’Avis e tanti altri.

C’è anche una piccola pellegrina, Annamaria Gabotto,  che “torna” appena può nei luoghi dove è nata.

Ora abita a Vercelli e qui (nella diocesi dove proprio un anno fa, l’11 maggio 2014, fu consacrato Arcivescovo Mons. Marco Arnolfo) ha ricevuto domenica 3 maggio la Prima Comunione.

Una gioia condivisa, in questa domenica, con i tanti parenti (ma soprattutto con i cuginetti Stefano ed Alessandro) di Monsola, Genola, Busca, Tarantasca.

E’ qui con mamma e papà, Silvia e Guido, che si sposarono proprio in questo Santuario dieci anni orsono, il 28 maggio 2005 e che tornano ad affidare la propria famiglia alla Madre della Divina Provvidenza.

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Nel video, integrale, la bella e profonda omelie tenuta dal Rettore del Santuario, Don Pierangelo Chiaramello.

http://www.vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2411 

 

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