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26/10/2009 - Crescentinese - Enti Locali

CRESCENTINO - Il sindaco Venegoni frena sul biocarburante




CRESCENTINO - Il sindaco Venegoni frena sul biocarburante
Il bioetanolo è un carburante ricavato da residui agricoli come la paglia di riso

 



(Elisa Massa) - Mercoledì 21 ottobre Legambiente e Pro Natura hanno organizzato un incontro a Crescentino per discutere pubblicamente su gli aspetti controversi della produzione dei biocarburanti. L’argomento è oggetto di particolare interesse in città da quando si è diffusa la notizia di un probabile accordo tra le ditte ILVO e Mossi & Ghisolfi, in vista dell’acquisto di una porzione della ex Teksid, per la produzione di  bioetanolo di seconda generazione.


Un carburante, quest’ultimo, ricavato da residui agricoli come la paglia di riso, quindi con un minore impatto ambientale rispetto alla benzina tradizionale. In sala erano presenti rappresentanti di Regione, Provincia e ovviamente, esponenti dell’amministrazione comunale. Ad introdurre il dibattito, servendosi di grafici e diapositive, è stato Gian Piero Godio, responsabile del settore energia di Legambiente. Godio ha subito esordito ricordando l’esperienza negativa di Rivalta Scrivia, dove un progetto simile non era stato portato a compimento per gli eccessivi aspetti sfavorevoli che erano stati riscontrati. Tuttavia Legambiente non si è dichiarata contraria a priori al progetto che, se realizzato con gli opportuni criteri, potrebbe dimostrarsi fattibile e vantaggioso. Chi invece ha smorzato gli animi è stata Marinella Venegoni, sindaco di Crescentino, che ha evidenziato diversi aspetti problematici: « se si realizzerà l’accordo, comunque non si risolverà il problema occupazionale, perché le cinquanta - sessanta persone assunte dovranno avere studi tecnici medio alti. Altro ostacolo da non sottovalutare è la linea ferroviaria, dotata di un solo binario, che scorre a fianco delle case. Trasportando materiale infiammabile i rischi sono enormi, non vorrei vedere un’altra Viareggio … gli elementi da valutare sono molti per cui bisogna rivolgersi agli esperti. Abbiamo chiesto l’impegno e la disponibilità della Regione  e vogliamo coinvolgere anche l’Unione Europea. »   

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