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02/11/2014 - Bassa Vercellese - Società e Costume

COSTANZANA - Torna dopo quasi 70 anni sulla tomba dell’amica uccisa dai fascisti - Dorotea Leone oggi ha trovato il coraggio di portare un fiore Lorenzina (Sina) Unio -

Una storia che deve ricordare tutto l’orrore della guerra, perché quelle tragedie non si ripetano





COSTANZANA - Torna dopo quasi 70 anni sulla tomba dell’amica uccisa dai fascisti - Dorotea Leone oggi ha trovato il coraggio di portare un fiore Lorenzina (Sina) Unio -
Dorotea Leone oggi a Costanzana sulla tomba dell’amica Lorenzina Unio

COSTANZANA (g.bar.) - Dorotea Leone, 93 anni, originaria di Pertengo, dopo aver vissuto quasi settant’anni nel ricordo della sua amica partigiana Lorenzina (Sina) Unio, trucidata barbaramente dai fascisti a Vercelli il 25 aprile del 1945, ha voluto, nella ricorrenza del Giorno dei Morti, pregare e portare un fiore sulla sua tomba nel cimitero di Costanzana.

Lei che da adolescente abitava nel paese vicino, divenne amica inseparabile di Lorenzina quando ambedue negli Anni ‘30 per parecchie estati erano andate in colonia a Brolo, sul lago d’Orta, dove un lascito dell’Ospedale Maggiore di Vercelli consentiva ai giovanissimi di famiglie bisognose di trascorrere un periodo di vacanza.

E da allora, continuarono la loro fraterna amicizia.

‘Io appena potevo - spiega Dorotea Leone - andavo in bicicletta a trovarla a Costanzana e lei veniva spesso e volentieri nella nostra casa di Pertengo’.

La loro separazione avvenne poi negli anni ‘40 e non le divise tanto la distanza quanto la guerra.

Lorenzina (Sina) Unio era diventata una staffetta della 109° brigata Garibaldi e andò incontro al suo destino proprio il giorno della Liberazione, quando incappò in un posto di blocco nel rione Canadà, a Vercelli.

Le trovarono in tasca un lasciapassare partigiano e questo bastò per farla finire davanti ad un improvvisato plotone d’esecuzione.

Dorotea Leone rimase scioccata quando seppe la notizia, tanto da non aver il coraggio di andare a far visita alla tomba di famiglia dove fu sepolta Lorenzina.

Ma in tutti questi anni, nei racconti della sua gioventù, non c’era volta che non parlasse della sua amica partigiana.

Nel dopoguerra misero una lapide nel punto dove fu uccisa, al numero 29 di via Walter Manzone.

Un’altra sulla facciata del Municipio a Costanzana.

In quelle rare occasioni in cui a Dorotea capitava di passare davanti a quelle lapidi (ricordate ultimamente anche nel libro di Sandra Ranghino ‘Pietre resistenti’) diceva di voler andare a pregare sulla tomba di ‘Sina’.

Ma poi rinunciava.

Oggi invece, all’avvicinarsi del settantesimo anniversario della morte, si è fatta accompagnare dalla figlia alla cappella della famiglia Unio nel cimitero di Costanzana e ha pianto davanti alla lastra di marmo dell’amica.

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