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20/11/2019 - Vercelli Città - Enti Locali

CONSUMA TANTA ACQUA COME 40 PISCINE ENAL, BRUCIA 7 MILIONI DI METRI CUBI DI METANO - Trita legno di scarto importato da altre parti - Produce solo 25 o 30 posti di lavoro che ai vercellesi costano 16 milioni di euro

Ma a qualcuno piace: perchè? - Il pressing di Iren sulle forze politiche si fa sempre più insistente -





CONSUMA TANTA ACQUA COME 40 PISCINE ENAL, BRUCIA 7 MILIONI DI METRI CUBI DI METANO - Trita legno di scarto importato da altre parti - Produce solo 25 o 30 posti di lavoro che ai vercellesi costano 16 milioni di euro

LA FABBRICA DEI PALLET, GIGANTE NEI CONSUMI, NANO OCCUPAZIONALE

 

Una vera e propria idrovora che consuma 6 metri cubi d’acqua all’ora nel corso di un processo che si estende su tutte le 24 ore per 330 giorni l’anno: sono circa 48 mila metri cubi d’acqua che arrivano dalla rete e se ne tornano in fogna.

Quanto sono 48 mila metri cubi?

Basti pensare che la piscina Enal contiene 1.200 metri cubi e fare i conti.

Tanto consumerebbe la fabbrica dei pallet che Iren vuole realizzare a Vercelli in Area industriale, nei pressi della Motorizzazione Civile ed attigua al Centro Multiraccolta2.

Il terreno è già di proprietà di Asm, che tempo fa lo acquistò dal Comune di Vercelli.

Anche i consumi di metano – con le conseguenti emissioni – sarebbero enormi: i progettisti reggiani non li dichiarano, ma devono dichiarare la potenza delle caldaie: 7,5 MW.

I Tecnici dicono che, per caldaie di quella potenza e per gli stessi 330 giorni su 365, occorrono 6,8 milioni di metri cubi l’anno: le emissioni in atmosfera sono quelle conseguenti.

Minimo (sulla carta) il consumo di energia elettrica, che gli estensori emiliani del progetto dichiarano in 3,8 MWh / (anno?).

Che vorrebbe dire 0,4 kW medi.

Una entità così irrisoria da far pensare ad uno svarione e, soprattutto, tale da far sospettare che, in Atena Asm, dove si occupano di queste cose tutti i giorni, non abbiano nemmeno letto il progetto, forse perché l’hanno preso a scatola chiusa dai Consulenti di Iren.

Tutti questi dati sono riepilogati nelle illustrazioni (tratte dalle tavole del progetto) che pubblichiamo in jpg in calce all’articolo.

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Nei prossimi giorni sfoglieremo un po’ tutto l’elaborato per riproporlo in altri articoli.

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In questo articolo, integrali, in calce al testo:

la posizione del Capogruppo del Pd, Maura Forte, il 28 giugno scorso;

la posizione di SiAmoVercelli, di domenica sera appena trascorsa, dopo la raccolta firme;

la posizione dei giorni scorsi di Movimento5Stelle (con Michelangelo Catricalà) e Voltiamo Pagina (Roberto Scheda, Paolo Campominosi, Andrea Conte);

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PERCHE’ IREN FA LA CORTE AL SISTEMA POLITICO?

 

L’insistenza con la quale Iren sta cercando di “far passare” presso il sistema politico vercellese l’idea di costruire, l’impianto per la produzione di pallet da legno riciclato è già di per sé eloquente.

E basta per porsi molte domande.

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Ci sono forze politiche che devono essere convinte e ci sono quelle che sono sempre state convinte.

Il Pd, per bocca del Capogruppo in Consiglio Comunale Maura Forte, così si esprimeva, inviando una lettera ai giornali, il 28 giugno scorso, cioè un giorno dopo la presentazione della prima versione del progetto.

Quella che poi la stessa Atena Asm avrebbe ritirato il successivo 23 settembre, (anche) in quanto si era verificata la presenza di un componente cancerogeno, la formaldeide, nel processo di lavorazione del legno di scarto.

In calce all’articolo, come gli altri documenti, integrale la lettera inviata dall’ex Sindaco il 28 giugno; ne anticipiamo una sintesi:

“Il progetto che appartiene al piano industriale aggiornato di ASM alla voce investimenti, ha coinvolto la mia Amministrazione comunale per una determinante azione di confronto e di negoziazione con il gruppo Iren che ci ha visti impegnati per più di un anno”. 

E, ancora:

“Sebbene oggi io sia sui banchi dell’opposizione, voglio esprimere soddisfazione per il concretizzarsi di un progetto che ho seguito, in cui ho creduto, in linea con i principi che ho ed abbiamo perseguito in questi anni di amministrazione”.

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E’ lecito ritenere che Maura Forte non parlasse per sé, ma autorevolmente rappresentasse tutto il Pd il quale, del resto, era stato l’asse portante della Giunta che aveva svolto la negoziazione con Iren per arrivare a questo risultato.

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Dunque il Pd era ( sempre stato ) al corrente del progetto, del processo di lavorazione, delle caratteristiche sostanziali del medesimo (forse era sfuggita la presenza di aldeide formica), ma anche – evidentemente – altri aspetti, almeno quelli “macro”, che in seguito esporremo.

Del resto, anche oggi la posizione non sembra sostanzialmente cambiata.

Quindi, sembra che Iren abbia già in tasca l’assenso del Pd.

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Più difficile immaginare con quali argomenti il Socio di maggioranza di Atena Asm stia cercando di far digerire alla Lega, a Forza Italia ed a Fratelli d’Italia l’idea di usare i soldi di Atena (cioè dei vercellesi, almeno per il 40 per cento) per costruire uno stabilimento che alla città – come sostengono gli esponenti di SiAmoVercelli - non interessa nulla.

Non serve all’economia locale, perché il legno di scarto che sta alla base del processo arriva dalla Pianura Padana, raccolto dalla stessa Iren.

Il rapporto tra entità dell’investimento (40 milioni di euro, di cui il 40 per cento, pari a 16 milioni, dei vercellesi) e occupazione è assai deludente (da 25 a massimo 30 persone).

I rischi per l’ambiente non sono confutati (sottolineano in particolare M5Stelle e Voltiamo Pagina): l’integrazione al progetto di prima prevede soltanto l’uso di colle prive di formaldeide, che però resta nel legno conferito e da lavorarsi.

E, inoltre, restano pure tutte le criticità già evidenziate.

Soprattutto: se Atena Asm spende i soldi per questo stabilimento, quanti gliene restano per tutto ciò che, invece, interessa ai vercellesi?

Ad esempio: più pulizia in citta, una raccolta rifiuti degna di questo nome, assunzioni di Personale, soprattutto - di nuovo - nella raccolta rifiuti, efficientamento energetico, provvedimenti per ridurre l’emissione di CO2, aria più pulita, quindi.

Poi, cogenerazione, teleriscaldamento e, insomma, tutto ciò che era stato alla base del Piano Industriale collegato (strettamente, ndr) alla cessione della maggioranza di azioni.

In cosa consiste questo “nuovo” piano industriale di Atena Asm?

Il Consiglio Comunale per ora non lo sa.

Sa soltanto quello che gli si raccontò, per imbonirlo, a dicembre 2015.

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PALLET E RAPPORTO CON IREN: QUELLO CHE PUO’

E DEVE DIRE LA POLITICA

 

Il problema politico è tutto a carico del Comune di Vercelli.

E’, infatti, il Comune ad essere Socio al 40 per cento di Atena Asm.

E’ il Comune che è rappresentato in seno al Consiglio di Amministrazione di Atena Asm da tre componenti nominati dal Sindaco.

Si tratta di Angelo D’Addesio, Daniele Baglione, Antonio Prencipe.

Sono loro che devono dire se sia saggio o meno spendere 16 milioni di euro che sono dei cittadini di Vercelli per intraprendere un’iniziativa industriale che tratta rifiuti prodotti del tutto fuori dalla città ed anche dalla provincia di Vercelli.

Non sono fuori luogo – almeno da un punto di vista sostanziale – i dubbi persino in ordine alla compatibilità dell’iniziativa rispetto alla previsione statutaria di Atena Asm, avanzati dal Commercialista Piero Boccalatte, nella sua veste di Dirigente di SiAmoVercelli.

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Su di loro (D’Addesio, Baglione e Prencipe) ed anche chi li ha nominati, grava dunque una grande responsabilità.

Certo, la loro è la posizione più difficile, perché sono e sempre saranno tra l’incudine del Comune, della città e dei suoi cittadini, ed il martello di Iren, il padrone di Atena Asm, che cala con regolarità e metodo a cercare di forgiare e piegare ai propri interessi non solo il capitale proprio (ne ha diritto), ma anche quello dei vercellesi.

Una contraddizione che vede, ormai strutturalmente, gli obbiettivi di Iren contrapposti e non conciliabili con quelli della città.

Almeno finchè Iren non farà la cosa giusta.

Che è quella ormai “sdoganata” nel dibattito politico cittadino, proprio da SiAmoVercelli.

Cioè la cosa giusta sarebbe, al punto in cui siamo arrivati, dire al Comune: guardate, Signori cari, vi compriamo anche quel restante 40 per cento di Azioni che avete.

Ve lo paghiamo i 54 milioni che diciamo valgano ancora (e purtroppo in tanti dubitano che sia ancora vero, ma finchè siamo in tempo…) e poi facciamo quello che ci pare in Atena Asm.

Facciamo quello che ci pare esattamente come già stiamo facendo.

Ma almeno finiamo di pagarvi una società che controlliamo dalla testa ai piedi, avendo tirato fuori solo 14 milioni di euro per comprare il 20 per cento di capitale, passando in maggioranza, dal 40 per cento che avevamo al 60 che abbiamo ora.

La “debolezza” politica del progetto sta proprio qui.

Perché se fosse Iren a dire: guardate, realizziamo uno stabilimento nello stesso posto e per gli stessi scopi, lo facciamo come Iren ed ai vercellesi non costa nulla e, anzi, magari assumiamo tra le 25 e le 30 persone, allora sarebbe tutto (molto) diverso.

Resterebbe “solo” il problema ambientale, ma questo, come vedremo tra poche righe, non è più un problema politico del Comune di Vercelli.

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IL PROBLEMA TECNICO ED AMBIENTALE E’ TUTTO DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI

 

Se, insomma, parafrasando, Iren per ora vuole fare i pallet con i soldi degli altri, le valutazioni tecniche sono rimesse ad un “tavolo” che è la Legge ad individuare.

Non per nulla questi progetti sono protocollati non in Piazza Municipio, ma in Via San Cristoforo, dove ha Sede l’Amministrazione Provinciale.

Quel tavolo è quello della cosiddetta “Conferenza dei Servizi”, cioè l’Organo collegiale e multidiscplinare che vede riuniti tutti gli Enti (oltre alla Provincia, ad esempio, Asl, Arpa, Vigili del Fuoco, ed altri, per vari profili e competenze) che abbiano voce in capitolo per valutare soprattutto, ma non solo, l’impatto ambientale di ogni nuova iniziativa.

La pratica (una delle possibili, ma la principale) si chiama, infatti, “VIA”, cioè Valutazione di Impatto Ambientale.

Poi ci sono gli approfondimenti collegati, come, per esempio, quello di impatto per i profili sanitari.

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La prima riunione di questo Organismo è prevista per il giorno 17 dicembre prossimo.

Ma il lavoro sarà solo all’inizio.

Chi si intende di queste procedure, stima che si potrebbe concludere, se non ci fossero imprevisti e la valutazione fosse positiva, nei primi mesi del 2020.

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La circostanza non è priva di riverberi anche sul dibattito politico in Comune di Vercelli.

Perché vi sono forze politiche di Opposizione le quali, sia sul Piano Industriale di Atena Asm, sia, in particolare, in ordine a questo progetto, chiedono la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio Comunale.

Si tratta di SiAmoVercelli, Movimento5Stelle, Voltiamo Pagina.

Il Pd sta dicendo: sì, facciamo il Consiglio, ma dopo il risultato della Conferenza dei Servizi.

Come abbiamo visto, significa rimandare la partita ai primi mesi del 2020 e, soprattutto, non discutere del Piano Industriale di Atena Asm.

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Le forze politiche di maggioranza appaiono completamente appecorate nella difesa del progetto di Iren.

E perché questo avvenga è un mistero, se, per esempio, si hanno a mente le battaglie condotte, nel precedente mandato, dalla Lega, ma anche da Forza Italia, su temi importanti come il contratto capestro per l’illuminiazione a Led, oppure la fantaraccolta differenziata della plastica.

Oggi che farebbero?

Appecorati?

Si deve, inoltre e con sorpresa, registrare poi che sia andato lo stesso Sindaco Andrea Corsaro alla riunione pre consiliare dei Consiglieri Comunali di maggioranza, a dire qualcosa che è suonato come: ma sì, in fondo, facciamoglielo fare l’impianto dei pallet.

E questo ben prima che fosse depositato il progetto revisionato il quale, peraltro e come abbiamo visto, deve essere ancora aperto dalla Conferenza dei Servizi.

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LE POSIZIONI DELLE FORZE POLITICHE

Ma ecco il testo delle singole prese di posizione delle forze politiche fino ad ora intervenute nella discussione.

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IL CAPOGRUPPO DEL PD, MAURA FORTE

 

E’ stata avviata da ASM ( 28 giugno 2019, ndr ) la procedura mediante presentazione in Provincia della documentazione per la richiesta di autorizzazione alla realizzazione di un impianto per la produzione di pallet e blocchetti di legno accessori  con il recupero ed il reimpiego del materiale di scarto legnoso raccolti da ASM e in parte dal gruppo IREN. 

Il progetto che appartiene al piano industriale aggiornato di ASM alla voce investimenti, ha coinvolto la mia Amministrazione comunale per una determinante azione di confronto e di negoziazione con il gruppo Iren che ci ha visti impegnati per più di un anno. 

Realizzare questo nuovo impianto a Vercelli, significa arricchire sempre più la nostra realtà grazie all’importante investimento del gruppo di circa 36 milioni di euro e alla ricaduta occupazionale di 30 nuovi posti di lavoro. 

L’impianto, che sarà collocato nell’area industriale, è basato su tecnologie pulite di ultima generazione in linea con i principi innovativi dell’economia circolare e sarebbe unico per il suo genere in Italia.

Non poteva mancare nel progetto una sezione dedicata all’ Educazione Ambientale, rivolta agli studenti, affinché le future generazioni possano impegnarsi sempre più per un ambiente pulito e sostenibile. 

Sebbene oggi io sia sui banchi dell’opposizione, voglio esprimere soddisfazione per il concretizzarsi di un progetto che ho seguito, in cui ho creduto, in linea con i principi che ho ed abbiamo perseguito in questi anni di amministrazione.

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IL COMUNICATO DI SIAMOVERCELLI

 Nei giorni scorsi Asm ha depositato il nuovo progetto che prevede la realizzazione di una fabbrica da destinare alla produzione di pallet, con l’utilizzo di un nuovo collante che sostituisce quello originariamente previsto, a base di formaldeide, sostanza altamente cancerogena.

Ci chiediamo: se non avessimo alzato i toni del confronto, la formaldeide sarebbe rimasta? Crediamo proprio di sì.

Perché, in sintesi, rimane il nostro No al progetto ASM?

- non è nella mission di ASM, società destinata ad erogare servizi ai cittadini;

- non è attività rientrante nella filiera energetica o dei servizi;

- un Ente pubblico non deve assumersi il rischio di impresa, non disponendo di capitale di rischio;

- non è utile ai cittadini ma solo ad Iren, società commerciale, che può fare investimenti con capitale di rischio;

- La pubblica amministrazione deve gestire il proprio patrimonio come il buon padre di famiglia, evitando operazioni rischiose. Le risorse in capo al Comune, anche se per il tramite di società partecipata, non appartengono all'Amministrazione bensì a tutti i cittadini che vi contribuiscono con le tasse.

Abbiamo letto e studiato il nuovo progetto in cui permangono numerosi aspetti negativi; ne elenchiamo alcuni:

- l’indicazione di 3,8 MWh di consumo di energia elettrica costituisce un errore che un’azienda specializzata in tale campo non dovrebbe commettere (sono 3800kWh);

- ci sarà un consumo di gas metano di circa 6,8 milioni di mc in relazione alle caldaie installate, consumo che non risulta dichiarato in alcun punto del nuovo progetto.

 Evidentemente il management di ASM non ha avuto il tempo di leggere il progetto di cui, peraltro, è proponente.
Nascono poi spontanee alcune considerazioni:

- considerate le tonnellate di legno indicate (110.000), perché Asm non ha pensato di portarne il 20% in più per sostituire il metano?

- perché il nuovo progetto è stato presentato come integrazione del precedente, considerato che non integra un bel nulla, essendo contemplata una variante del ciclo produttivo?

E ancora, nell’integrazione presentata pochi giorni fa alla Provincia di Vercelli, tra le altre cose, c’è scritto: "L’impianto sarà il primo nel suo genere in Italia ed Europa”.

Ma è sensato che una società come ASM di fatto investa su un processo di lavorazione "prototipo"?
Nonostante il nuovo progetto continuano a rimanere validi i motivi per i quali ci opponiamo alla realizzazione dell’impianto:

1) l’inquinamento ambientale;

2) l’utilizzo di denaro pubblico per effettuare investimenti produttivi.

Per quanto riguarda l’inquinamento ambientale, non sono state eliminate le criticità legate:

- al materiale che verrà utilizzato – rifiuti legnosi - contenente formaldeide;

- alle emissioni di altri composti che possono avere effetti negativi sulla salute pubblica;

- all’incremento degli autoarticolati sul territorio comunale per il trasporto dei rifiuti in ingresso e dei pallet e degli scarti in uscita.

Ma preferiamo soffermarci su un altro argomento, altrettanto importante: l’errato e scriteriato utilizzo dei denari pubblici.

Continuiamo a porci la seguente domanda, senza trovare una risposta: perché Asm – che, ricordiamolo, è partecipata per il 40% dalla Città di Vercelli e per il 60% dal socio di maggioranza Iren, - deve affrontare il rischio di impresa utilizzando denaro pubblico per creare dal niente un’attività produttiva che nulla ha a che vedere con quella tradizionale dell’Azienda, consistente nell’erogazione dei servizi pubblici essenziali, nel miglioramento della loro qualità ed efficienza?

L’investimento previsto è di 40 milioni di euro; considerata la partecipazione del Comune di Vercelli del 40%, 16 milioni sono imputabili allo stesso e verranno investiti nella fabbrica di pallet!

Quanti anni ci vorranno per raggiungere il break even period, ossia quale sarà il periodo di tempo necessario per il recupero dell'esborso iniziale sostenuto?

Perché Iren, come già successo in altre realtà, non ha effettuato l’investimento autonomamente?

Crediamo che non interessi al cittadino vercellese sapere che il Comune potrà, in un futuro non meglio identificato, forse, ricevere i dividendi, qualora i risultati gestionali dovessero essere positivi.

Parimenti a noi cittadini non interessa l’economia circolare se la città continua a essere sporca, la bolletta non scende e non si fa nulla per nuovi servizi energetici meno costosi.
Qualora i risultati dovessero essere, invece, negativi, un’eventuale svalutazione della partecipazione del Comune in Asm potrebbe avere ripercussioni negative sul bilancio della Città di Vercelli, con conseguenze facilmente immaginabili.

Forse gli auspicati e futuri dividendi ipotizzati “tentano” l’attuale Amministrazione, così come la promessa assunzione di 30 persone.

Lo faccia Iren allora e ASM assuma altrettante persone per formare competenze sull’efficienza energetica, il cui indotto locale è certamente più importante rispetto a quella del riciclo dei rifiuti di legno.

Non crediamo sia il momento, per la nostra Amministrazione comunale, di giocare a fare gli industriali.

E’ il momento di chiedere ad ASM di far pagare meno i servizi e soprattutto di farli meglio.

Si deve inoltre tenere presente un altro aspetto fondamentale: il Piano originario prevedeva 100 milioni di euro di investimenti; 60 di essi, o poco meno, ascrivibili alla gara per il gas, ancora bloccata; i restanti 40 avrebbero dovuto essere impiegati nell'efficientamento e implementazione dei servizi (idrico, raccolta rifiuti, ecc..), servizi che, inutile nasconderlo, lasciano alquanto a desiderare.

Se Asm dovesse investire 40 milioni per la fabbrica di pallet, non rimarrebbe più nulla da destinare al core business di ASM, il famoso Piano industriale, mai rispettato!

Pertanto, a gran voce, continuiamo a dire NO al progetto di Asm.

  

***

IL COMUNICATO DEL M5STELLE

E DI VOLTIAMO PAGINA

 

OGGETTO: C.S. NUOVO STABILIMENTO PER LA PRODUZIONE DI PALLETS DA LEGNO DI SCARTO

Catricalà (M5S) – Campominosi (Voltiamo Pagina).

Apprendiamo (sempre dagli organi di stampa) che, invece della Formaldeide, nel processo di lavorazione per produrre pallets verrà utilizzata MDI e che i Sindaci dei paesi limitrofi si sentano più tranquilli, anzi pare che diventino sostenitori della fabbrica.

Ribadiamo che non si ha affatto intenzione di bloccare investimenti sul territorio, se questi possono creare solo ed esclusivamente beneficio, ma i dubbi restano e tutti.

Leggeremo con attenzione le integrazioni al progetto presentate da ASM, rese disponibili nella giornata di ieri sul sito della Provincia, che verranno discusse nella prossima Conferenza dei Servizi, convocata presumibilmente dalla Provincia per il 17 dicembre prossimo: a quella riunione abbiamo chiesto di partecipare, in qualità di Consiglieri Capigruppo di Opposizione, almeno quali uditori.

Come abbiamo visto, è necessario affrontare la materia in modo tecnico ed approfondito, ben oltre l’ambito frequentato fino ad oggi dagli entusiasti sostenitori degli obiettivi industriali di Iren: i comunicati stampa, gli annunci e le interviste.

Ma già ora è possibile qualche considerazione.

Si dovrà, per esempio, spiegare cosa rappresentino i codici “H” (REGOLAMENTO (CE) N. 1272/2008) relativi ai prodotti MDI sostitutivi delle colle sicuramente dannose. Infatti almeno 2 di essi sono da “tener d’occhio”, ovvero H351 e H373. La frase di pericolo H351 indica infatti una sostanza: sospettata di provocare il cancro. La frase di pericolo H373 una sostanza: che può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta.

Per quanto riguarda il traffico veicolare sempre leggendo i giornali si asserisce che i camion saranno “solo” 7.000, circa 30 al giorno, ovvero un aumento dell’1% sui flussi odierni». Come si sa Vercelli è tra le province peggiori per qualità dell’aria e quindi un punto fermo degli amministratori dovrebbe, anzi deve essere, quello di diminuire i flussi veicolari e non di aumentarli. Rimaniamo sicuramente fermi su di un punto: la necessità di chiedere oltre alla VIA (valutazione di impatto ambientale) anche la VIS (valutazione sull’impatto sanitario).

Si tratta in ogni caso di un’impiantistica importante che tratterà scarti legnosi di ogni genere, anche contenenti formaldeide, per tale motivo un ente che mette la salute dei cittadini al primo posto dovrà, essendo nei suoi poteri, richiedere monitoraggio continuo sui camini previsti nel progetto.

Vercelli, 16/11/2019

Michelangelo Catricalà – Capogruppo M5S

Paolo Campominosi – Per il gruppo consiliare Voltiamo Pagina

  


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