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10/02/2021 - Vercelli Città - Politica

CONSIGLIO COMUNALE, ECCO I 17 CHE VOGLIONO L'IMPIANTO DEI PALLET TRUCIOLI DI IREN - Un segnale di debolezza del territorio, subito colto dai proponenti della "Letamaia" per provarci di nuovo

Proprio oggi protocollata in Provincia la documentazione di Polioli - Ma ci sono anche le luci - La sudditanza ad Iren convince sempre meno le forze politiche più responsabili -




CONSIGLIO COMUNALE, ECCO I 17 CHE VOGLIONO L'IMPIANTO DEI PALLET TRUCIOLI DI IREN - Un segnale di debolezza del territorio, subito colto dai proponenti della "Letamaia" per provarci di nuovo

Diciamo subito che la parte maggiore di questo fondamentale, odierno, Consiglio Comunale sui pallet – trucioli di Iren Atena Asm potrà essere on line nelle cronache di domani, perché c’è molto lavoro di riproduzione delle audiotracce che metteranno il Lettore in condizione di ascoltare direttamente e integrali gli interventi più “di peso”.

***

Qualche flash, comunque, è possibile.

Il risultato è che, naturalmente, vincono, con i numeri, i componenti di quella che abbiamo chiamato “maggioranza Ursula allargata”, quella con cui Iren vuole governare Vercelli.

L’impianto dei trucioli di Iren piace a 17 Consiglieri Comunali.

Che sono la maggioranza, ma non sono nemmeno poi così tanti.

E’ altrettanto vero che incominciano a manifestarsi importanti novità.

Ma andiamo con ordine.

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Dunque, non passa la mozione presentata da Voltiamo Pagina (Roberto Scheda, Paolo Campominosi, Andrea Conte), SiAmoVercelli (Renata Torazzo, Piero Boccalatte) e Movimento5Stelle (Michelangelo Catricalà) che dice: prima di costruire l’impianto dei pallet, pretendiamo che Atena Asm adempia a tutte le prescrizioni che ha già messo in chiaro Arpa.

Si tratta di rispetto dei limiti non solo “odorigeni”, ma anche e soprattutto di tutte le emissioni in atmosfera.

Questa idea vede contrari, cioè favorevoli all’impianto di Iren, i seguenti Consiglieri: naturalmente, il Sindaco Andrea Corsaro, poi Romano Lavarino, Gian Carlo Locarni, Margherita Candeli, Simone Boglietti, Giovanni Fortuna, Francesco Iacoi, Martina Locca, Damiano Maris, Giorgio Malinverni, Gianni Marino, Carlo Riva Vercellotti, Jose Saggia, Martina Miazzone, Stefano Pasquino, Alberto Pipitone, Franco Vercellino.

Anche i Consiglieri di Forza Italia, che a tutta prima avevano manifestato incertezze, rientrano nei ranghi.

Forse perché ci sono in ballo le elezioni della Provincia e, soprattutto, la nomina del Vice Presidente di Via San Cristoforo a consigliere calma e bicarbonato per mandare giù i bocconi amari.

Comunque, al di là delle fortune elettorali prossime venture, per ora rimediano una figura di guano.

Poi ci sono gli astenuti.

Tullia Babudro e Donatella Demichelis e questa non è una sorpresa.

Astenuti anche parte dei Consiglieri PD, il partito che paga lo scotto maggiore della vicenda pallet: Michele Cressano, Alfonso Giorgio, Alberto Fragapane.

Perché – e qui un primo dato politico che avrà futuro – altra parte del Pd, invece, vota con gli altri dell’opposizione.

Carlo Nulli Rosso e Manuela Naso da tempo erano in “sofferenza”, rispetto ai diktat di partito.

Oggi scelgono di manifestarsi senza remore.

Votano sì alla mozione, cioè per una “moratoria”, la realizzazione dello stabilimento solo “dopo” che sia assicurato il rispetto di tutti i limiti di emissioni che Arpa ha previsto.

Insieme ai due Consiglieri Pd, votano chiaramente sì alla Mozione lo stesso Catricalà, Roberto Scheda, Paolo Campominosi, Renata Torazzo, Andrea Conte, Piero Boccalatte.

Sono fuori da questo computo perché assenti giustificati, i Consiglieri Maura Forte ed Alessandro Stecco.

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Da incorniciare perché inguardabile – ma sarà integrale on line domani – l’intervento del Capogruppo della Lega, Romano Lavarino.

Oggi in Consiglio Comunale il leghista riesce persino ad attirarsi un commento da parte del Consigliere Roberto Scheda, che è come una mazzata: il Lavarino di oggi è molto cambiato dal Lavarino che ho conosciuto in altri tempi.

Insomma, il Lavarino che tempo fa ha conosciuto l’Avvocato Scheda faceva – come tutti sanno, nel gioco delle parti – la guardia e stava da quella parte.

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Il leghista ha anche la cattiva idea di citare Paolo Campominosi.

Si tratta dell'interrogazione che prendeva le mosse da verifiche sul campo: il Consigliere aveva accertato come le chiavi di alcuni camion di Asm Vercelli fossero lasciate sul predellino ed il mezzo abbandonato.

Sarebbe, a dire del Capogruppo del Carroccio, il sintomo di un “astio” verso Atena Asm.

Il Lavarino che conosceva anni fa l’Avv. Scheda si sarebbe, forse, incavolato con i responsabili (sono modi di dire) di Corso Palestro: è persino ovvio che chiunque malintenzionato si fosse impossessato del mezzo ed avesse procurato sinistri, avrebbe anche messo la Pubblica Amministrazione di fronte ad un bel problema.

Il Lavarino di oggi, invece, si incavola con Campominosi.

Che non ha timidezze e gli risponde: dev’essere successo qualcosa, tra novembre 2019 e gennaio 2020, che ha determinato una conversione, come sulla via di Damasco, di Lavarino.

Insomma, fino a novembre 2019 Lavarino convocava la IV Commissione (di cui è Presidente) per discutere ed eventualmente censurare Atena Asm.

Poi, da gennaio 2020, coperto e allineato sulle posizioni del Gruppo del Pasqua.

Fa riflettere.

Forse si è appassionato dell’immortale “Todo cambia” di Mercedes Sosa.

Ma, soprattutto, fa riflettere il fatto che la Lega, fino al 2019, abbia detto e fatto di tutto per stigmatizzare i comportamenti di Asm.

Addirittura, un esposto alla Corte dei Conti, per segnalare le incongruenze sull’incarico di sostituire le luci dell’illuminazione civica, con quelle a Led.

Altro che astio: un esposto alla Corte dei Conti è qualcosa.

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Ma oggi molto della discussione ruota attorno all’annuncio – di cui VercelliOggi.it aveva dato l’anticipazione – della famosa lettera inviata dall’Amministratore Delegato di Atena Asm.

Il Sindaco (domani anche l’integrale dell’intervento di Andrea Corsaro) in sostanza dice: mi comunicano che adegueranno i filtri per le emissioni odorigene alle prescrizioni di Arpa.

La lettura degli articoli precedenti inquadra e riassume l’argomento.

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Andrea Corsaro tenta di andare leggero, su questa “comunicazione” di Conte.

Dice che esiste, ma non come è fatta, cosa c’è scritto, mediante quali investimenti ed addizioni tecniche si ottiene il preteso risultato della riduzione delle emissioni odorigene.

Insomma, per quello che dice il Sindaco, potrebbe essere anche – in ipotesi – scritta sulla stagnola dei Baci Perugina.

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Ma anche qui casca male, perché sta parlando ad un consesso dove ci sono persone come Piero Boccalatte e Roberto Scheda che di contratti, condizioni, clausole, appendici, impegni, ne sanno qualcosa.

E, infatti, lo incalzano, anche con un po’ di ironia, come se fossero nuovi: ma, sai caro Sindaco, certe cose è meglio vederle messe nero su bianco…

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A domani per i video.

Il risultato politico della riunione di Consiglio?

Un primo risultato è negativo.

Evidentemente incoraggiata da queste debolezze del sistema politico, Polioli proprio in queste ore ha depositato in Provincia le integrazioni perché sia ripreso

l’esame del progetto “Letamaia”.

Non dimentichiamo che l’impianto di biogas era nel piano industriale di Atena del 2017 e che il primo elaborato depositato prevedeva di prendere i rifiuti organici proprio da Iren.

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Le posizioni supine ed accondiscendenti come quelle manifestate da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, altro non fanno che proiettare verso l’esterno l’immagine di un territorio, di un Capoluogo, permeabile a qualsiasi cosa che altrove sarebbe respinta: la parabola dell’Inceneritore parla da sé.

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Un secondo risultato è, al contrario, incoraggiante.

L’idea che sia possibile fare crescere alternative a quelle parti del sistema politico sempre eterodirette dai poteri esterni a Vercelli, trova concreti sintomi.

Otto Consiglieri, di uno schieramento politico civico e comunque popolare, con l’importante contributo di una parte della realtà Pd, non sono poca cosa.

Poi ci sono gli astenuti, che comunque manifestano così una dissociazione.

Sono, forse, poco per chi mendica dal Ghiottone un posto in Provincia.

Rappresentano, al contrario, una realtà affidabile e tutt’altro che esigua per chi voglia ripensare alla costruzione di un gruppo dirigente e responsabile, che sappia fare gli interessi della città e dei vercellesi.

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