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03/03/2011 - Valsesia e Valsessera - Economia

COLDIRETTI - Ampliamento della diga in Valsessera, servono “posizioni condivise”

"E’ necessario che tutte le espressioni del territorio attivino un tavolo di discussione su questo argomento"





COLDIRETTI - Ampliamento della diga in Valsessera, servono “posizioni condivise”
Una diga

In merito al tema dell’ampliamento della diga in Valsessera, Coldiretti continua ad assistere a singole esternazioni di parte, che raramente portano un contributo costruttivo alla discussione. Questo progetto va affrontato nelle sue varie implicazioni, tenendo conto di tutti i possibili utilizzi, e non solo relativamente all’uso agricolo. Sappiamo che (sulla base della relazione presentata dalla Commissione tecnica della Regione Piemonte il 5 giugno 2009) occorre prendere seriamente in considerazione la necessità di realizzare nuovi invasi, o ampliare quelli esistenti, in quanto è necessario sopperire ad una carenza idrica. Ma il fine non è solo quello di garantire la fornitura di acqua alle risaie, bensì l’approvvigionamento idrico all’intera collettività, considerando ugualmente importanti le coltivazioni, la produzione di energia, il deflusso minimo vitale, le esigenze di protezione civile. Il dibattito riguardante la costruzione di un’opera importante come questa non deve mettere settori della società l’uno contro l’altro, spesso per mero populismo. Al contrario, è necessario che tutte le espressioni del territorio (comunità locali, istituzioni, associazioni di categoria, gruppi ambientalisti, Comunità montana, rappresentanti di Provincia e Regione, ecc.) attivino un tavolo di discussione sereno e non strumentale, al fine di valutare con estremo rigore ed equidistanza i benefici e le ricadute conseguenti alla realizzazione di infrastrutture comunque necessarie al bene collettivo, eventualmente anche tramite la creazione di una struttura pubblica-privata che si occupi di gestire economicamente, socialmente e territorialmente l’opera. In un territorio nel quale il lavoro scarseggia, il settore agricolo rimane una forza viva che cerca di sopravvivere, rispettando le regole imposte (a partire dalla Comunità Europea sino alle amministrazioni comunali). L’acqua è la vita del settore agricolo, e le difficoltà derivanti dalle limitazioni sui prelievi dai torrenti durante i mesi estivi per provvedere all’irrigazione, per quanto legittimi, possono essere superate grazie alla creazione di nuovi invasi. Coldiretti lancia pertanto un appello a tutte le forze politiche, sociali ed economiche, e a tutta la popolazione del territorio affinché si affronti insieme ed in modo organico la questione della salvaguardia e dell’utilizzo delle risorse idriche del territorio, ed invitando i gruppi consigliari e quanti abbiano incarichi politici ad essere coerenti rispetto a quanto affermato durante le passate campagne elettorali.



Coldiretti non assume una posizione preferenziale o pregiudiziale a priori nei confronti di una soluzione o di un’altra, ma ritiene che solo a seguito di analisi e studi si possa giungere a una soluzione che possa garantire il bene dell’intera collettività, o che comunque non arrechi danno all’uno o all’altro.

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