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10/04/2014 - Torino - Mondi Vitali

CIP PIEMONTE - Silvia Bruno, il carisma di una donna

Protagonista delle recenti Paralimpiadi di Sochi, non come atleta ma come presidente del CIP Piemonte e giornalista





CIP PIEMONTE - Silvia Bruno, il carisma di una donna
Silvia Bruno

 



Anche lei è stata una protagonista delle recenti Paralimpiadi di Sochi, non come atleta ma come presidente del CIP Piemonte e giornalista de La Stampa. Una donna molto carismatica Silvia Bruno, torinese d’eccezione, che ha saputo unire in un connubio efficace, passione per lo sport e desiderio d’integrazione tra discipline Olimpiche e Paralimpiche.


Nata nel 1975 con una patologia che le rende indispensabile l’utilizzo di una carrozzina a motore, Silvia ha saputo riscattare la sua condizione di disabilità con una brillante carriera nel giornalismo e nelle associazioni sportive di persone con limitazioni fisiche.


Come ci racconta lei stessa dopo aver conseguito il diploma al liceo linguistico ha proseguito gli studi universitari laureandosi in Scienze della Comunicazione, e aggiunge:  “Dal 2006 sono Giornalista Pubblicista.  Lavoro al Comune a Torino come coordinatrice del magazine on line dell’Informagiovani e collaboro con La Stampa per articoli sullo sport disabili”.


Sono molto incuriosita dalla sua esperienza d’inviata a Sochi ed è la prima cosa che mi faccio raccontare: “Dopo Torino, Sochi è stata la mia quarta Paralimpiade, perché ero già stata a Pechino 2008, Vancouver 2010 e a Londra due anni fa. Sono sempre bellissime esperienze perché spesso, come in Cina e ora in Russia, hai la possibilità di conoscere un pochino popoli e paesi molto diversi da dove sei abituato a vivere. Per quanto riguarda la parte sportiva, a Sochi ho visto soprattutto le gare di hockey su ghiaccio – che raccontavo in articoli per il sito de La Stampa – ma sono anche andata tre volte su in montagna a vedere lo sci. Sfortunatamente l’Italia non ha vinto nessuna medaglia ma, come per ogni Paralimpiade, è senz’altro valsa la pena andare”.


La carriera di Silvia è stata un crescendo di ottime occasioni, la sua professionalità e il suo amore per lo sport l’hanno portata ai vertici del CIP (Comitato Paralimpico) della Regione Piemonte. Quali sono state le varie tappe per arrivare a questo importante traguardo, le chiedo, e quali i rapporti con Luca Pancalli del CIP Nazionale?


“Avevo già visto qualche partita di basket in carrozzina grazie ad alcuni amici, ma nel 1997 sono diventata Delegata Provinciale di Torino grazie alla signora Paola Magliola di Biella – all’epoca Commissario Regionale del Piemonte – che mi ha trovata per caso, grazie a conoscenti di famiglia. Dopo alcuni anni sono stata eletta Presidente Provinciale per Torino e, nel gennaio 2013, Presidente Regionale. I rapporti con il CIP nazionale sono ottimi, c’è un continuo dialogo con tutti gli uffici e sono soprattutto utili le riunioni con i miei colleghi Presidenti delle altre regioni. Luca Pancalli è una persona straordinaria che secondo me potrebbe dare molto all’Italia non solo come dirigente sportivo; è sempre molto impegnato e quindi ci sentiamo poco, ma se ho bisogno di qualunque cosa è assolutamente disponibile”.


Appassionata di sport, la carriera della preseidente del Cip Piemonte, ha seguito di pari passo questa passione ma ci dice:


“In realtà prima di avvicinarmi al CIP (allora si chiamava FISD – Federazione Italiana Sport Disabili) non ero una grande appassionata di sport, seguivo solo il calcio, ambito su cui avevo anche scritto la mia tesi di laurea, incentrata sui giornali delle società di serie A (a cominciare, da buona juventina, da Hurrà Juventus). Poi ovviamente appassionandomi allo sport disabili ho imparato a conoscere e apprezzare un po’ tutte le discipline, anche se continuo ad avere le mie preferite”. E, sorridendo, si riserva di dirci quali sono.


Silvia ha la grande fortuna aiutare nella promozione le diverse Associazioni sportive piemontesi che si occupano di sport senza ostacoli, sicuramente un fiore all’occhiello del Nordovest. Sono al passo queste associazioni con le altre presenti in Italia?


“Assolutamente sì, possiamo dire che il Piemonte sia stato una delle regioni-pioniere in Italia per lo sport disabili. Abbiamo associazioni che operano da 30 anni sul territorio e che continuano ancora oggi nonostante tutte le difficoltà, non solo economiche, di questi anni”.


Quale futuro per lo sport disabili regionale e nazionale?


“Già da alcuni anni il Presidente Pancalli è riuscito in qualcosa che fino a una decina di anni fa sembrava un’utopia: far entrare lo sport Paralimpico in gran parte delle federazioni CONI, cercando la maggiore integrazione possibile.


La strada ormai è tracciata e non si può più tornare indietro. Ora il sogno sarebbe di avere un unico Comitato Olimpico e Paralimpico, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo. Da questo punto di vista il Piemonte, come tutte le altre regioni, non può che seguire questa tendenza e direi che già si vedono molti risultati”.


Una strada possibile potrebbe essere l’investimento dei privati?


“Perché no? Negli ultimi anni CIP, federazioni sportive ed enti pubblici hanno sempre meno risorse e secondo me è ora che lo sport per disabili possa sovvenzionarsi anche con sponsor e partner commerciali, come già avviene in molti paesi”.


 Un’ultima domanda. In che modo ti ha arricchito il fatto di essere Presidente del Cip Piemonte?


“Sono Presidente Regionale da poco più di un anno e mi sembra molto di più, perché è davvero un lavoro quotidiano – anche faticoso – fatto di decisioni, incontri, telefonate, mail… Ma poi, quando vedo ragazzi con disabilità che si divertono facendo uno sport cui non avrebbero mai pensato, sono ripagata di tutto”.


 


 

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