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19/05/2014 - Cigliano e Borgo d'Ale - Enti Locali

CIGLIANO - Nel cambio di gestione alla Casa di Riposo restano a piedi 5 lavoratrici - Perdono il posto al Cisas e non sono più riassunte dalla Coop. Nuova Assistenza di Novara - Bufera all’Assemblea dei Sindaci

Entro otto giorni la soluzione, oppure... Non si sa.






CIGLIANO - Nel cambio di gestione alla Casa di Riposo restano a piedi 5 lavoratrici - Perdono il posto al Cisas e non sono più riassunte dalla Coop. Nuova Assistenza di Novara - Bufera all’Assemblea dei Sindaci
La Presidenza dell’Assemblea al Cisas, il 14 maggio scorso

A piedi, mai!

Così assicurava la pubblicità di qualche concessionario d’auto, negli Anni ’90.

Voleva dire che, per male che che andasse, l’auto sostitutiva c’era sempre.

Per qualche tempo ha funzionato. Poi non si sa che fine abbia fatto la concessionaria.

Certo non si è trasferita a Cigliano.

Perché è proprio a Cigliano che 5 dipendenti della Casa di Riposo si trovano ora senza posto di lavoro e senza stipendio. Non ci sono ammortizzatori sociali che tengano: un saluto cordiale e via.

Come è stato possibile?

La storia è stata ricostruita la scorsa settimana all’assemblea del Cisas, tenutasi a Santhià.

Il Cisas è il Consorzio per i servizi Socio assistenziali e sanitari che raggruppa una serie di Comuni della provincia, oltre a qualcuno, come ad esempio Viverone, della provincia di Biella.

Presidente del Consorzio è il Sindaco di Alice Castello Vittorio Petrino e l’Assemblea di quel 14 maggio è stata presieduta dal Primo Cittadino di Salasco, Doriano Bertolone.

E’ accaduto questo.

Qualche mese fa il Comune di Cigliano ha deciso di esternalizzare, cioè appaltare all’esterno l’intera gestione della propria Casa di Riposo.

I termini del contratto prevedono che l’aggiudicatario si faccia carico di costi e ricavi; tra i costi ovviamente c’è quello del personale dipendente.

Il personale, fino a tutto il 30 aprile 2014, è in carico allo stesso Cisas.

Che però, dal 1 maggio, non ha più nulla a che fare con la struttura ciglianese: non incassa più né le rette degli Ospiti né il contributo regionale.

E perciò non può più pagare il personale.

Questa situazione di fatto “fotografica” può persino apparire ovvia, ma giova metterla (ulteriormente) in chiaro ai fini dell’esposizione.

Così pensano anche i componenti dell’Assemblea del Cisas, cioè tutti i Sindaci interessati, perché sono destinatari delle lemantele tanto dei Sindacati, quanto e forse più, ovviamente, delle stesse lavoratrici rimaste “a spasso”. O “a piedi”, secondo la pubblicità d’antan.

Ma andiamo con ordine.

Si aggiudica la gara la Cooparativa Nuova Assistenza di Novara che è tenuta ad assorbire tutto il personale in servizio al momento della cessione.

Sono una ventina di persone in tutto.

La cooperativa, il giorno 29 aprile, cioè quando ancora le lavoratrici sono dipendenti del Cisas, pensa bene di sottoporle a visita medica per accertarne l’idoneità al servizio.

E per 4 di loro (la quinta non si presenta) emergerebbero delle limitazioni. Sono idonee al lavoro, ma con limitazioni.

Sicchè la coop. non le assume.

Ora le lavoratrici sono, per usare un eufemismo, in mezzo al guado o ad una strada che dir si voglia, ma comunque senza lavoro e senza stipendio già da questo mese di maggio.

Ed è proprio a loro difesa che gli animi dei Sindaci che fanno parte del Cisas si scaldano.

Perché le Signore non stanno con le mani in mano e naturalmente vanno a tirare per la giacchetta un po’ tutti: dai dirigenti del Cisas, ai Sindaci, ai Sindacati.

Sul banco degli imputati il Comune di Cigliano che è per l’occasione rappresentato dal Vice Sindaco, Signora Anna Rigazio, candidata – tra l’altro – alla successione di Giovanni Corgnati.

Perché, secondo i colleghi Sindaci, non avrebbe posto clausole sufficientemente chiare nel bando oppure – se le clausole sono invece chiare e prescrivono l’assunzione del personale già operante, pur se con qualche acciacco – non starebbero facendo abbastanza per assicurare il rispetto del contratto.

All’unanimità passa un Ordine del Giorno che impegna il Comune di Cigliano a provvedere, entro 8 giorni (quindi ci siamo quasi) ad assicurare l’assunzione anche delle quattro Signore rimaste senza lavoro.

E per lo stipendio di maggio?

Sul punto c’è una vera e propria gara tra Primi Cittadini a chi più nettamente se ne lava le mani.

Il Cisas non ha soldi, perché non ha più gli introiti dell’attività.

E se dovesse prendersi comunque in carico il Personale, nessuno sarebbe comunque disposto a sborsare un euro dai rispettivi e già provati bilanci comunali: tutti con gli occhi addosso a Cigliano, perché paghi chi – eventualmente – ha sbagliato.

E’ chiaro che, con queste premesse, le quattro lavoratrici tranquille non possono stare sicuramente.

Tra pochi giorni potremo sapere come è andata – se avrà avuto una conclusione – a finire.

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