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25/05/2017 - Vercelli Città - Economia

CGIL VERCELLI VALSESIA – Edilizia piemontese ferma, dal Piemonte partiranno oltre 600 lavoratori per partecipare al Presidio unitario di Bologna

Oggi si ferma l’edilizia piemontese, 600 lavoratori piemontesi saranno in piazza a Bologna






CGIL VERCELLI VALSESIA – Edilizia piemontese ferma, dal Piemonte partiranno oltre 600 lavoratori per partecipare al Presidio unitario di Bologna
Giovanni Fera

Su pensioni, lavoro, sicurezza e contratto l’edilizia piemontese si ferma oggi, giovedì 25 maggio per dare vita a una grande manifestazione unitaria a Bologna, dove si terrà la manifestazione interregionale. Dal Piemonte saranno 600 i lavoratori che partiranno - da Torino, Alessandria, Verbano Cusio Ossola, Cuneo, Vercelli, Biella e Asti - suddivisi in 12 bus messi a disposizione da Feneal, Filca e Fillea

 

Il presidio unitario sarà sotto la sede regionale dell’INPS e sono previsti diversi interventi di lavoratori edili mentre il compito di concludere i lavori spetterà, al Segretario generale nazionale Feneal UIL, Vito Panzarella.

 

L'Italia oggi sarà attraversata da manifestazioni interregionali degli operai edili che rivendicano il diritto ad accedere realmente alla pensione dopo troppi anni passati sulle impalcature. La norma dell'APE agevolata ha rappresentato un passo avanti nella vertenza sulla previdenza ma, per come è stata concepita, interesserà pochissimi operai edili, caratterizzati da anni di lavoro discontinuo.

Mandare in pensione gli operai edili over 60 non è solo un atto di giustizia, ma serve anche a evitare incidenti mortali che, negli ultimi anni, sono sempre più numerosi.

 

Inoltre, troppe aziende, con la scusa della crisi, non investono più sulla sicurezza dei propri dipendenti. I lavoratori edili sono stufi degli appalti al massimo ribasso che fanno aumentare i rischi per la propria salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

Se non parte l'edilizia, non potrà ripartire il paese. E su questo obiettivo, i lavoratori chiedono al Governo di compiere scelte forti. Il sistema infrastrutturale del Paese è al collasso e per questo servono politiche straordinarie di manutenzione e nuove opere pubbliche, moderne ed efficienti, senza dimenticare la messa in sicurezza di interi territori.

 

I lavoratori chiedono del lavoro buono che può venire solo dalla sottoscrizione di un buon contratto: il rinnovo dei Contratti nel settore edile deve prevedere un incremento dei salari, utile a far ripartire l'economia e i consumi, il rafforzamento della previdenza, della sanità integrativa e dei fondi per l'aiuto al pensionamento anticipato.

 

Per informazioni: Giovanni Fera, FILLEA CGIL, cell. 335 7195773
 

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