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16/12/2015 - Vercelli Città - Enti Locali

CASO "ONESTO GABRI" / 2 - Ma quale esclusiva - La lettera che accolla al Comune gli oneri di bonifica la conoscevano tutti i Consiglieri, almeno dal 2011 - Però si vede che non interessava a nessuno -

I documenti allegati






CASO "ONESTO GABRI" / 2 - Ma quale esclusiva - La lettera che accolla al Comune gli oneri di bonifica la conoscevano tutti i Consiglieri, almeno dal 2011 - Però si vede che non interessava a nessuno -

Sul caso che potremmo chiamare “Onesto Gabri” si stanno concentrando molte attenzioni, da parte di quella che si chiama di solito e chissà perché “opinione pubblica qualificata”.

Qualificata, forse.

Come debba essere qualificata è poi tutto da vedere: magari diversamente qualificata, non vedente, non udente, non credente (nel senso che non ci crede) o vattelappesca.

Siccome qualche San Tommaso c’è, rompiamo gli indugi e alleghiamo di seguito la lettera a firma di Gabriele Bagnasco.

Guarda anche:

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?titolo=ESCLUSIVO__SALTA_&id=65553&id_localita=2 

 

Una lettera scritta il 3 ottobre 2002 e che, prima di approdare al protocollo di Atena, impiega altri 12 giorni.

 

( in formato espanso a fondo pagina )

 

Ma se soltanto oggi questo documento diventa di dominio pubblico, abbiamo invece detto che tra gli addetti ai lavori lo conoscevano un po’ tutti.

Anche perché quel burlone di Dario Roasio, il 29 settembre 2011, ebbe la bella pensata di inviarlo per conoscenza – e perché ciascheduno fosse messo a conoscenza delle proprie responsabilità – a tutti i Consiglieri Comunali allora in carica.

Ma ovviamente nessuno mosse ciglio né sopracciglio, né altro corredo tricologico di cui madre natura possa avere accessoriato l’umana creatura.

Non si mosse nemmeno un pelo superfluo.

***

Le cose, infatti, si erano ulteriormente complicate.

Perché con il passare del tempo la valanga si era un po’ ingrandita e diventava difficile da gestire.

Già era difficilissima, da gestire,  di natura.

E’ chiaro che, con una lettera così in mano, coloro che assunsero responsabilità in Amministrazione dopo Bagnasco si ritrovarono con una patata bollente e non trovarono di meglio che ignorarla.

All’apparenza.

Soprattutto il Sindaco Andrea Corsaro, poi l’Assessore alle Partecipate Luigi Michelini e, ultimo ma non per importanza, Fratel Marco Ciocca Assessore al Bilancio.


Ma tale preoccupazione deve forse essere stata estesa un po’ a tutto il settore, a cominciare dal Dirigente Silvano Ardizzone, cui forse qualcosa dovettero dire e non si vede come avrebbero potuto tacergli la cosa.

Sulla quale, d’altra parte, lui, Ardizzone,  ha taciuto per anni.

***

Dunque – sempre senza che vi sia un atto deliberativo preliminare  autorizzativo, così come manca un atto di sanatoria e nemmeno figura una semplice presa d’atto – da parte né della Giunta, né del Consiglio Comunale, Gabriele Bagnasco impegna l’Amministrazione.

***

Passano sei lunghi anni nel corso dei quali nessuno si sogna di provvedere alla bonifica che – come è chiaro anche dai documenti di oggi, allegati alla bozza di transazione su Atena, tra Iren e Comune di Vercelli – è invece doverosa.

A nessuno, del resto, pare importare niente.

Invece, i provvedimenti da adottarsi sono atti doverosi: ci sono 45 mila metri cubi di scarti (rifiuti) della combustione ad elevato potenziale inquinante ammucchiati alle porte di Vercelli dove di fatto c’è una discarica non autorizzata ed a cielo aperto, ma a nessuno pare importare un accidente di niente.

***

Come si vede, la lettera di Bagnasco fa riferimento ad una norma di Legge (il decreto Legislativo n. 22 del 1997, art. 17) che peraltro non individua – a priori – i Comuni quali Enti obbligati.

E’ una possibilità, soprattutto nel caso in cui chi di dovere non provveda alla bonifica.

E qui si apre ovviamente un ulteriore capitolo, poiché bisogna andare a leggere le carte contrattuali tempo per tempo stipulate: la rimozione di qui rifiuti toccava forse ai gestori del Forno?

Oppure toccava all’Ente proprietario (Atena)?

E, se Atena, quale?

La Patrimonio?

La Spa?

Una questione interpretativa così difficile da dipanare che ancora nel 2010, con nota del 17 febbraio, il Sindaco Andrea Corsaro ed il Presidente di Atena dicono a chiare lettere, ciò riportiamo di seguito:

 

(in formato espanso in calce all’articolo)

 

Differenze interpretative da superare, dunque, ma ormai non c’è più niente da interpretare, perché appunto Bagnasco ha impegnato, di proprio pugno, l’Amministrazione.

 

E’ chiaro comunque cosa comunica il Direttore di Atena che interpella Bagnasco: la questione non può mancare di riverberare effetti sulla cessione di quote societarie tra Comune di Vercelli e Amga.

 

***

 

Nel 2008, poi, è l’ora della burla.

Bonificheremo l’area con i fondi Cipe.

Così dicono inguaribili ottimisti.

E si viene ufficialmente a sapere, tramite i giornali, che il costo della bonifica è 9 milioni di euro.

Così si ha un’idea di quanto valga per Amga – Iren la lettera di Bagnasco.

E quanto pesi, ovviamente, sulla trattativa per la ulteriore cessione di quote tra Comune e Iren nella trattativa i cui esiti approderanno domani in Consiglio Comunale a Vercelli.

Una trattativa condotta con gli esponenti del colosso emiliano che, prima di incominciare qualsiasi discussione, sventolano la famosa lettera, per memoria, nel caso qualcuno se ne fosse dimenticato.

Sicchè in queste ore vi è chi ipotizza che il vero e proprio danno per il Comune si verifichi adesso.

Se danno c’è, naturalmente, perché ci meraviglia persino il fatto che nessun coraggioso sia ancora insorto a dire che quella lettera è come una vitamina: non solo non fa male, ma addirittura è tutta energia.

Se ne sono, del resto, udite ben altre.

***

Dicevamo, però, di quella bella presentazione ( il ritaglio di giornale a fondo pagina in jpg ): la bonifica non la pagherà il Comune e tantomeno l’Onesto Gabri, ma pagherà il Cipe.

Che però, come ormai è noto, non paga un bel nulla.

E quindi la bonifica non si fa.

***

Non si fa, né nel 2008, né nel 2009 e così ad agosto di quell’anno la Provincia manda un bel penultimatum al Comune, dicendo (integrale la lettera di seguito) più o meno così: guardate, Signori cari, che è ora di procedere.

 

 

***

 

 

 

Fabrizio Finocchi e Piero Gaetano Vantaggiato sono formali: quello è un luogo a rischio perché come è noto, “la contaminazione interessa sia i suoli, (presenza oltre i valori di CSC previsti per i siti industriali di metalli pesanti, diossine, IPA e PCB), nelle acque di falda (metalli pesanti) e nelle acque superficiali (diossine). La situazione si protrae dagli Anni Settanta”.

***

Si arriva così ai giorni nostri ed alla lettera dell’Onesto Gabri che, puntuale, arriva sul tavolo delle trattative per la madre di tutte le operazioni mobiliari di sempre, in provincia di Vercelli.

La maxi fusione e la cessione delle azioni ora in portafoglio al Comune di Vercelli e che passeranno poi alla multiutiliy emiliana.

Guarda anche: http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=47849

***

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