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14/06/2012 - Casale e Monferrato - Enti Locali

CASALE - Bilancio 2012: dopo le Commissioni, il documento approda in Consiglio comunale

Per le fasce deboli sono inoltre previsti 100 mila euro di riduzioni ed esenzioni della Tarsu, 140 mila euro destinati al fondo di sostegno alle famiglie (in continuo aumento dal 2010)




CASALE - Bilancio 2012: dopo le Commissioni, il documento approda in Consiglio comunale
Il Sindaco durante l’approvazione del bilancio

Dopo la presentazione alle organizzazioni sindacali, alle associazioni di categoria e alle Commissioni consiliari, il Bilancio di previsione 2012 sarà discusso dal Consiglio comunale a partire da venerdì 15 giugno. «Come per gli anni precedenti – ha voluto sottolineare il sindaco Giorgio Demezziquello che proporremo sarà un bilancio sano, che ha permesso nel 2011, ad esempio, di pagare i fornitori un totale di 27 milioni 700 mila euro entro 60 giorni dal ricevimento delle fatture: una liquidità preziosa per le imprese. Anche per il 2012 cercheremo di mantenere questi standard, nel rispetto di quel patto di stabilità che punteremo a rispettare anche quest’anno». Sarà un bilancio che, inevitabilmente, risentirà dei 3 milioni di euro in meno di traferimenti statali: «Anche le casse comunali stanno risentendo delle difficoltà del nostro Paese – ha proseguito Demezzi -, ma siamo riusciti comunque a mantenere la qualità dei servizi legati al welfare e a intraprendere la strada, ormai obbligatoria, dell’autonomia finanziaria e tributaria del Comune».



Il bilancio 2012, infatti, ha visto salire dal 55% del 2011 al 76 l’autonomia finanziaria, mentre il peso dei trasferimenti statali, rispetto alle entrate, passare dal 24% al 2%. Tradotto: il Comune di Casale Monferrato è sempre meno dipendente dai trasferimenti statali, dimostrando un’ottima capacità di reperire le risorse per il finanziamento delle spese di funzionamento dell’intero apparato.


«Un risultato – ha spiegato il primo cittadino - che sarà raggiunto pur garantendo, per il secondo anno consecutivo, invariata la Tarsu (la tassa rifiuti) e l’Imu sulla prima casa allo 0,4 per cento, il minimo indicato dalla legge».


Per recuperare i 2 milioni 375 mila euro mancanti, si è però deciso di portare l’Imu per gli altri immobili, i terreni e le aree fabbricabili dallo 0,76% allo 0,86% (da cui si avrà un maggiore incasso presunto di un milione 200 mila euro) e l’addizionale Irpef dallo 0,5% allo 0,8% (con un maggiore incasso presunto di un milione 175 mila euro). «Per andare incontro alle fasce più deboli – ha sottolineato Giorgio Demezzi si è deciso di portare l’esenzione Irpef a 10 mila euro, che significa che ben 2 mila 400 contribuenti su circa 20 mila non dovranno versarla, cioè il 12 per cento. A questi sono da aggiungere i circa 3 milioni 200 mila euro previsti nella funzione sociale e i circa 4 milioni 200 mila euro per la pubblica istruzione».


Per le fasce deboli sono inoltre previsti 100 mila euro di riduzioni ed esenzioni della Tarsu, 140 mila euro destinati al fondo di sostegno alle famiglie (in continuo aumento dal 2010), l’aumento del 5 per cento della quota relativa alla convenzione con l’Asl per la gestione dei servizi sociali (raggiungendo quasi il milione di euro totale) e 70 mila euro per il progetto “Mai soli” della Casa di Riposo. Ma si è intervenuti, negli anni, anche sulla riduzione delle spese: «Dall’inizio della nostra legislatura – ha proseguito il sindaco - sono stati risparmiati 300 mila euro sul capitolo del personale e 172 mila euro sui costi e i rimborsi spesa degli amministratori. A tutto questo va aggiunto che anche per quest’anno gli oneri di urbanizzazione saranno interamente destinati agli investimenti. Investimenti che vedranno anche l’accensione di mutui per 3 milioni 500 mila euro per opere che interesseranno, solo per citarne alcune, il Pip 5, le strade del centro storico, gli edifici scolastici, le aree gioco o gli impianti sportivi».


Un bilancio, quindi, che cerca di mantenere la stabilità degli anni passati: «Siamo convinti che predisporre un bilancio sano, nel rispetto di tutti i parametri dettati dalla legge e che abbia un occhio di riguardo per le fasce più deboli della popolazione – ha concluso Giorgio Demezzi, significhi gettare solide basi da cui ripartire appena passerà la crisi».

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