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31/10/2010 - Santhiatese e Cavaglià - Società e Costume

CARISIO - TRADIZIONI E LEGGENDE CARISINE - Racconti di nonne per i loro nipoti

Intervistate Maria Boraso e Carmen Beccaro hanno raccontato le tradizioni e le leggende della loro giovinezza ambientate nei tre giorni dedicati ai morti.




CARISIO - TRADIZIONI E LEGGENDE CARISINE - Racconti di nonne per i loro nipoti
Castagne e vino: l’offerta della tradizione per i defunti.

(d.a.) Intervistate due signore del paese hanno raccontato le tradizioni e le leggende legate al 1 e al 2 di Novembre.



Boraso Maria (Vanda) racconta la sua giovinezza, di come non potesse uscire nei tre giorni dedicati ai morti, il 31 Ottobre, il 1 e il 2 di Novembre.  « La sera della vigilia la mia famiglia non mangiava la carne e i due giorni successivi, quello della festa dei Santi e quello della festa dei Morti recitavamo la sera il rosario mentre le castagne sobbolivano sul fuoco.» Sì perché per tradizione il 1 e il 2 di Novembre mettevano, e Maria lo fa tutt’ora, un piattino di castagne e un bicchiere di vino sul tavolo della cucina, come offerta per  le anime dei defunti. La signora Maria continua raccontando che « il 2 di Novembre le maestre ci portavan,  prima di entrare a scuola, al cimitero così da poter pregare per i nostri cari.»


Carmen Beccaro intervistata racconta invece tre leggende riguardanti il paese: una ambientata a Nebbione, una nel paese e l’ultima sulla strada che porta al cimitero.


Carmen racconta che « dei giovanotti spavaldi, attorno al 1850, volevano cercare le prove di donne che si tramutavano, perché possedute dal diavolo, in animali. Durante la camminata i giovani trovarono una capra che aveva al collo una corda. Al mattino scoprirono che la capra altri non era che una donna posseduta che supplicava per la sua libertà.» Solo una delle tre storie raccontate ci dice Carmen pare essere una storia vera. « È quella di due sorelle avvenuta durante i primi anni del ‘900. Le due sorelle, una bionda e una mora, prendevano continuamente in giro un mendicante vecchio e zoppo. Dopo averle esortate a smetterle, l’uomo si girò e fissandole disse: - a te bella mora non posso fare niente, ma tu biondina avrai il ricordo per tutta la vita…diventerai epilettica- . Infatti» continua la signora Carmen « questa è la storia chiamata da noi carisini del “ mal cadü” ». L’ultima storia è ambientata nel XIX secolo e parla di un uomo che non credeva al passaggio delle anime durante le notti del 31 Ottobre, del 1 e del 2 di Novembre. « In paese si racconta ancora» ci dice Carmen « di un paesano che nella notte tra il 1 e il 2 di Novembre, non rispettando la regola di rimanere in casa, si inoltrò per le vie di Carisio. Incredulo si sentì toccare alla spalla per 3 volte e tornato a casa si fece controllare la spalla.  Sulla spalla era apparso un gobbino riportante il segno della mano che lo aveva toccato


Entrambe le signore intervistate sono concordi nell’affermare che « è un vero peccato che i giovani d’oggi non conoscano più né le tradizioni né le leggende della propria terra. Questo non è solo il periodo di Halloween, festa che non esisteva quando noi eravamo giovani, ma sono i giorni dedicati ai nostri cari che purtroppo non ci sono più con noi

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