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02/03/2011 - Santhiatese e Cavaglià - Società e Costume

CARISIO – A San Damiano si respira l’archeologia - Trovati cocci di laterizi, ceramiche scure e un nucleo di selce

Un sogno accompagna questi ritrovamenti archeologici: vederli restaurati ed esposti in una sala del Comune di Carisio





CARISIO – A San Damiano si respira l’archeologia - Trovati cocci di laterizi, ceramiche scure e un nucleo di selce
Peso da telaio verticale romano

(d.a.)  Nel 2002 in un campo a sud della frazione San Damiano, verso il torrente Elvo, sono emersi alcuni cocci di laterizi, le cui attestazioni sono già presenti in documenti databili attorno al 1041 d.C. Inoltre dalla terra arata sono venuti alla luce anche cocci di ceramica scura; subito si è chiesto il parere di un archeologo che, ha parlato di embrici romani per i laterizi e di origine celtica per la ceramica scura. Continuati gli scavi è emerso dal suolo un “sasso lucido” appartenente a un tipo di roccia non presente nella zona. Domenico Molzino, esperto di archeologia,  esaminato il minerale  ha affermato che « non è solo un “sasso lucido”, bensì un nucleo di selce; questo tipo di selce è arrivata dal Veneto e in tutto il Piemonte il minerale non risulta presente nei materiali rocciosi che, compongono l’habitat roccioso della regione. Dalla lavorazione si può ipotizzare che sia stato usato e plasmato dai cacciatori del Neolitico vissuti 6-7 mila anni fa.» Il campo dei ritrovamenti a San Damiano prende il nome di Chiesa Vecchia, «anche se la chiesa li nessuno l’ha mai vista» ci dice un abitante della frazione, «non bisogna dimenticare però che a San Damiano il tempo si è cristallizzato, tanto che la costruzione più recente, che è la cascina Nuova, esisteva già nel 1580 e ne abbiamo informazioni dall’archivio parrocchiale dell’epoca



Gli archeologi spiegano come il territorio attorno ai ritrovamenti doveva essere molto diverso durante il periodo del Neolitico: la foresta occupava gran parte dello spazio, non c’erano strade e l’unica via era quella fluviale, in quanto permetteva ai cacciatori di inseguire gli animali che inseguivano. Proseguendo lungo l’Elvo, a circa 2 km più a monte, troviamo nel territorio della frazione Arro di Salussola, un altro campo con il nome di Chiesa Vecchia. Ebbene nel 2005 durante alcuni lavori, sono comparsi due ciotoli sporchi di malta e dopo aver richiesto il permesso di indagare, sono emerse mura di una chiesa databile attorno al X secolo.


Il sogno è di poter esporre in una sala del Comune di Carisio i reperti restaurati, ma i tempi di attesa sono ancora lunghi e per ora essi si trovano ancora a San Damiano, meta di scolaresche e appassionati, desiderosi di imparare una parte di storia del territorio che a scuola non viene affrontata.

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