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27/04/2014 - Bassa Vercellese - Cronaca

CARESANA - Corsa dei Buoi da paura, la n. 778 - Incidente alla partenza fa temere il peggio - Un bue scappa dal giogo fissato male - Ambientalisti sul piede di guerra: serva a fare riflettere - GUARDA IL FILMATO E LA GALLERY

Al momento della partenza un bue si libera dal basto - nell’immagine a sinistra, riquadrato - Gara annullata





CARESANA - Corsa dei Buoi da paura, la n. 778 - Incidente alla partenza fa temere il peggio - Un bue scappa dal giogo fissato male -  Ambientalisti sul piede di guerra: serva a fare riflettere - GUARDA IL FILMATO E LA GALLERY
La partenza a Caresana, domenica 27 aprile 2014

La 778.ma edizione della Corsa dei Buoi di Caresana sarà probabilmente di quelle che daranno argomenti agli ambientalisti ed agli animalisti, che non da oggi mettono in discussione l’attualità di manifestazioni come questa.

E, insieme alle ragioni degli animalisti, forse l’incombente sarà assunto pensando anche alla sicurezza delle persone.

Che è sicurezza del pubblico presente, ma anche di chi conduce i carri.

L’incidente di oggi – è forse pleonastico sottolinearlo – così come avrebbe potuto generare guai seri, dai quali ha tenuto lontano la evidentemente indefessa – nei secoli  - protezione del Patrono, evidenzia come, al di là della misericordia del  Santo (e di quella divina, essendone tra l’altro oggi la Solennità liturgica), la prevenzione abbia presentato falle vistose.

E’ semplicemente accaduto che un basto si sia rivelato fissato male.

Cose che possono succedere.

Ma chi deve controllare che i finimenti siano adeguati e ben saldi?

Il filmato che possiamo offrire su quei sessanta secondi è eloquente:

                                                                                  http://www.vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2242


Filmato reso possibile dal fatto che, come consuetudine, VercelliOggi è presente alla manifestazione con almeno due operatori.

Proprio per fare, anche in circostanze come queste, servizi completi e testimoniare concretamente tutta l’attenzione che abbiamo sempre dato alla cultura ed alla tradizione locali.

Per una piccola testata uno sforzo impegnativo.

Ma che ha consentito in questa occasione di filmare non soltanto dal cestello sopraelevato sulla linea d’arrivo ( si ringrazia il Sig. Cesarone Thomas che ha messo a disposizione l’elevatore, della cortese collaborazione ) , ma soprattutto lungo quella di partenza.

La scena rivela una tensione malcelata. Il nervosismo è palpabile. Le bacchette dei conduttori si calano a ripetizione sulla fronte degli animali, ma non riescono a tranquillizzarli del tutto.

Vale la pena di richiamare l’attenzione sul fatto che una quarta coppia di buoi non ha potuto partecipare alla gare perché uno dei bovini è risultato privo di “orecchino”, cioè la piastrina di controllo “anagrafico” punzonata all’orecchio.

Qualcuno almeno questo l’ ha controllato.

Meglio così, perché – se le informazioni raccolte dovessero risultare confermate – gli animali erano giunti solo stamane da Genova: un viaggio stressante senza i tempi adeguati di riposo ed ambientamento, che avrebbe potuto rivelarsi una  ulteriore ragione di fibrillazione.

E’ bastata, peraltro, di fibrillazione, quella che si è vista alla partenza e che il video documenta.

Altri video presto on line documentano, purtroppo, un approccio discutibile al problema sicurezza, da parte di qualche protagonista della giornata, evidentemente a sua volta, come i buoi, in preda al nervosismo.

L’Operatore di VercelliOggi si avvicina per filmare le condizioni dell’animale dopo la caduta e subito si odono voci che si sarebbe preferito non udire: sono bestie, mica persone. E ancora: è solo un po’ di sangue.

Poi un suggerimento amichevole: spenga la telecamera. Non vogliono che si veda. Ed anche: vada al mare.

E poi altro ancora.

Chissà cosa c’entra tutto questo con il voto a San Giorgio. Chissà.

Ma soprattutto: perchè?

Certo sono giornate come quella odierna che fanno dire a qualcuno come il voto potrebbe essere sciolto anche affidandosi ai simboli, non necessariamente alla concretezza di una “corsa”, altrove del resto “sublimata” da rappresentazioni che fanno memoria delle cose antiche, attualizzandole nella realtà odierna.

La pensa così, ad esempio,  la vercellese Rossana Vallino, responsabile regionale del Settore Animali in Lega Ambiente Piemonte: “Un conto sono le tradizioni, che sono una bella cosa.

Nessuno è contrario a ricordare e coltivare le nostre radici. Tante cose, nella vita, hanno un cuore antico, ma abbiamo saputo rinnovarle.

Quando si tratta di utilizzare gli animali, invece, il tempo pare fermarsi.

La cosa sicura è che in queste occasioni gli animali soffrono.

Dal punto di vista fisico, certo.

Ma – come in questa “corsa” – anche dal punto di vista della sua inclinazione naturale: il bue viene costretto a violare il suo temperamento placido per vivere un istante, sia pure breve, contrario alla propria natura.

Sono situazioni, del resto, pericolose anche per le persone che assistono e per quelli dei carri.

Speriamo che questa esperienza serva per rivedere il modo di attualizzare queste tradizioni.

Ribadisco che le tradizioni vanno rispettate, ma possiamo trasformarne il modo di riviverle. E’ sicuramente più bello fare una festa che sia festa per tutti.

Di sicuro questi sentimenti, per come ascoltiamo noi le persone, sono comuni anche alla gente del posto: tanti preferirebbero modi diversi di rivivere questa tradizione.

L’incidente di oggi, per fortuna non così grave, deve fare riflettere. Pensiamo che è andata bene e cerchiamo quindi di “ri – pensare” a queste cose, vedendole in chiave più attuale.

Se San Giorgio fosse qui con noi oggi, forse la penserebbe così e di certo non se ne avrebbe a male.

A proposito di cultura, perché – è solo un esempio - in questi paesi non si pensa a tenere un paio di esemplari in una stalla modello. Poi, una volta l’anno o di più, potrebbero essere portati a fare una tranquilla passeggiata, capace di suscitare stimoli rievocativi certamente non minori di questa “corsa” che sarebbero rispettosi degli animali”.

Così la Signora Vallino. Va detto che, altrettanto certamente, comunque la si voglia perpetuare, occorre che la tradizione sia osservata in condizioni di sicurezza, con cura doverosa di ogni particolare.

Oggi a Caresana per qualche minuto si è persino pensato – data la partenza falsa della prima prova – a ripetere la carriera, sia pur con due soli carri.

Ed ecco allora al lavoro gli auriga (il filmato che sarà domani on line offre immagini inequivocabili quanto sconcertanti) che tentano di riparare il giogo fissandolo con un bastoncino rimediato sul posto, staccato da un ramo.

Uno dei due avverte la inadeguatezza del tentativo: questa roba qui non tiene niente.

Meno male che lo ascoltano.

La seconda prova è superflua.

Il voto al Santo è sciolto.

La gara annullata.

Quello che resta della giornata è la consueta bella festa, autenticamente popolare, che ha avuto il proprio culmine nella Celebrazione eucaristica  e nella benedizione del pane.

La gente ha preparato tutto con cura, che rivela amore per il paese: le case hanno balconi e davanzali pavesati con i colori della tradizione.

C'è persino, ad impreziosire il corteo, una bellissima amazzone, in perfetta tenuta da dressage,  che governa con dolce fermezza un docile per quanto vitale cavallo grigio pomellato. Anche la cavalcatura è bardata a festa.

Il maltempo non ha fermato tanti Sindaci di Comuni vicini che come di consueto hanno voluto dimostrare amicizia e vicinanza con la popolazione di Caresana.

La banda musicale ha accompagnato come sempre con esecuzioni accuratamente preparate la processione che, prendendo le mosse dal Municipio, si è diretta verso la chiesetta di San Giorgio.

Nel corso della S. Messa il Parroco Don Ambrogio Asei d’Antoni ha voluto ricordare che proprio oggi, mentre qui si scioglie questo voto, a Roma sono elevati agli onori degli Altari due Santi pontefici, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

Poi, un doveroso ringraziamento all’ex Sindaco del paese, che è anche amatissimo Medico condotto, il Dott. Sergio Cavagliano. Anche quest’anno si è prodigato, pur non essendo più il Primo Cittadino, facendo ugualmente tutto quello che ha potuto perché la festa riuscisse per il meglio.

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