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19/03/2009 - Santhiatese e Cavaglià - Enti Locali

CACCIA, REGOLE NUOVE PER IL 2009 - 2014 - Importanti novità per le 3.764 doppiette della provincia di Vercelli, impegnate anche nella tutela del territorio







CACCIA, REGOLE NUOVE PER IL 2009 - 2014 - Importanti novità per le 3.764 doppiette della provincia di Vercelli, impegnate anche nella tutela del territorio
Una scena di caccia

Accorpamento dei due ambiti faunistico venatori della pianura provinciale un una sola entità e modifica dei confini delle Aziende vantorie private di Borgo d’Ale e Santhià, queste le principali novità del nuovo Piano faunistico venatorio deliberato dalla Provincia di Vercelli.



 


Nel corso dei lavori del Consiglio è stata approvata l'adozione del Piano Faunistico-venatorio provinciale 2009-2014, documento presentato dall'Assessore Massimo Camandona. Il Piano, che verrà trasmesso all'esame della Giunta Regionale, comprende:


- le oasi di protezione (oasi), destinate al rifugio, alla riproduzione ed alla sosta della fauna selvatica;


- le zone di ripopolamento e cattura, destinate alla riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale ed alla cattura della stessa per l'immissione sul territorio in tempi e condizioni utili all'ambientamento sino alla ricostituzione ed alla stabilizzazione della densità faunistica ottimale per il territorio;


- i centri pubblici di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale, ai fini di ricostituzione delle popolazioni autoctone;


- le zone e i periodi per l'addestramento, l'allenamento e le gare di cani anche su fauna selvatica naturale o con l'abbattimento di fauna di allevamento appartenente a specie cacciabili, la cui gestione può essere affidata ad Associazioni venatorie e cinofile ovvero ad imprenditori agricoli singoli od associati;


- i criteri per la corresponsione degli incentivi in favore dei proprietari o conduttori dei fondi rustici, singoli o associati, che si impegnino alla tutela ed al ripristino degli habitat naturali e all'incremento della fauna selvatica.


Il documento affronta anche alcuni specifici argomenti atti a:


- identificare meglio le salienti peculiarità naturali del territorio provinciale riferite al suo importante quanto complesso quadro idrografico;


- fornire un quadro aggiornato della situazione e dell’andamento dei popolamenti delle più interessanti specie di fauna selvatica;


- affrontare organicamente e complessivamente, in base ad apposito Protocollo Tecnico sottoscritto con l’I.N.F.S. (oggi I.S.P.R.A.), il tema del controllo di alcune specie di fauna selvatica problematiche;


- dare notizia anche cartografica delle aree protette e degli istituti di caccia privati di esclusiva competenza regionale che concorrono comunque alla completezza della pianificazione territoriale;


- avanzare alcune proposte di razionalizzazione della gestione faunistico-venatoria della zona di pianura;


- promuovere sinergie con gli organi direttivi di caccia programmata per favorire la riproduzione naturale di specie fauna selvatica oggetto di caccia e di abituali azioni di ripopolamento, al fine di una sempre minore dipendenza da approvvigionamenti provenienti dalla cattività.


Nel Piano, tra le altre cose, viene invitata la Regione a seguire alcune indicazioni che riguardano


essenzialmente l'accorpamento dei due Ambiti Territoriali di Caccia nei quali è attualmente diviso il territorio faunistico di pianura in un unico ambito, garantendo peraltro al nuovo istituto l’ammontare complessivo degli attuali trasferimenti finanziari regionali annuali a favore dei due istituti. La modifica dei confini delle aziende private di caccia “A.F.V. Borgo d’Ale” e “A.A.T.V. La Mandria di Santhià” in funzione della razionalizzazione della destinazione del territorio, e la definizione analitica delle incidenze superficiali delle aziende private di caccia istituite in altre province piemontesi che sconfinano parzialmente in provincia di Vercelli.


 Il commento dell'Assessore Massimo Camandona: "Stiamo parlando di un lavoro sicuramente interessante che ha permesso di elaborare un Piano le cui linee programmatiche sono condivise, cosa questa che faciliterà la concreta gestione faunistico venatoria del territorio provinciale nei prossimi anni.


Il Piano si prefigge importanti obbiettivi che intendo evidenziare, a partire dal mantenimento ed il miglioramento dell’ambiente naturale che è condizione primaria per qualsiasi intervento faunistico che si intenda porre in essere, favorendo al tempo stesso il popolamento di fauna naturale su tutto il territorio provinciale. Ora attendiamo fiduciosi l’approvazione da parte della Regione, convinti che il Piano darà i risultati che tutti ci attendiamo". 


 


 

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