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26/10/2010 - Valsesia e Valsessera - Società e Costume

BORGOSESIA - LA SOCIETA’ VALSESIANA DI CULTURA AL FORTE DI BARD E AD AOSTA. In visita anche alla mostra dell’artista ceco Mucha

Gita per i componenti del sodalizio alal scoperta della regione confinante




BORGOSESIA - LA SOCIETA’ VALSESIANA DI CULTURA AL FORTE DI BARD E AD AOSTA. In visita anche alla mostra dell’artista ceco Mucha
Il gruppo che ha partecipato all’uscita

(l.t.) - Un gruppo di soci della Società valsesiana di cultura domenica 24 ottobre è stato a Bard, salendo al Forte utilizzando i tre ascensori vetrati che in pochi minuti permettono di superare il dislivello, apprezzando la posizione strategica che aveva motivato la costruzione di una tanto possente postazione difensiva, la quale nel 1800, con una guarnigione di 400 uomini resse l’assedio di 40.000 soldati napoleonici (tra i quali c’era anche Stendhal), arrendendosi con l’onore delle armi. Il forte fu raso al suolo per ordine di Napoleone e ricostruito tra il 1830 e il 1838, ma non dovette più affrontare prove belliche e nel  1990 fu ceduto dal Genio militare alla Regione Valle d’Aosta, che gli ha ridato nuova vita come sede permanente del Museo delle Alpi, una struttura affascinante che avvalendosi delle più moderne tecniche multimediali immerge il visitatore in un habitat naturale di cui si colgono le diverse componenti e i contrasti. Nel forte vengono ospitate mostre temporanee come la prima grande esposizione delle opere dell’artista ceco Alphonse Mucha, allestita dal 29 luglio al 21 novembre, nel centocinquantenario della nascita. Duecento pezzi realizzati dall’artista illustrano i molteplici aspetti della sua inesausta attività: fotografo di tableaux vivants, grafico, arredatore e antesignano dei maestri del design, gioielliere, freschista. L’immensa produzione litografica che diede fama internazionale all’artista proponeva uno stereotipo femminile destinato a divenire una delle più note immagini iconografiche dell’Art Nouveau: una donna-idolo, dai tratti delicati, sinuosa nella figura, dalle lunghe chiome inanellate, adorne di corolle di fiori, dall’espressione apparentemente angelica, in realtà inquietante. Mucha in età matura realizzerà giganteschi quadri visionari, dieci che illustrano la storia del popolo ceco e dieci per i restanti popoli slavi.



Nel pomeriggio il gruppo valsesiano ha visitato Aosta, ammirando lo splendido complesso della collegiata di Sant’Orso, il restaurato teatro romano, la cattedrale, che sorge dove c’era il foro e il Museo archeologico regionale, dove sono esposte in una mostra le tavolette sumeriche raccolte dal canonico Justin Boson: testi economici della III Dinastia di Ur (2100-2000 a.C.), primordi della scrittura. I recenti ritrovamenti nell’area megalitica di Saint Martin de Corléans, alla periferia ovest di Aosta, attestano una frequentazione dal 3000 a.C. L’epoca romana e alto medievale sono documentate da numerosi reperti, resi leggibili da un’esposizione estremamente accattivante, didattica senza pedanteria.

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