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21/06/2009 - Borgomanero e dintorni - Società e Costume

BORGOMANERO - La dispersione scolastica impoverisce tutta la società - Per contrastarla Comune, Insegnanti e Assistenti sociali hanno messo a punto un originale progetto







BORGOMANERO - La dispersione scolastica impoverisce tutta la società - Per contrastarla Comune, Insegnanti e Assistenti sociali hanno messo a punto un originale progetto
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(i.s) Oggigiorno, la “dispersione scolastica”, ovvero quel fenomeno per il quale intelligenze, energie, risorse, occasioni crescita e d’emancipazione vengono sprecate o non utilizzate al meglio, tende purtroppo a prendere sempre più piede e di conseguenza a preoccupare la cittadinanza. In quest’ottica il Comune di Borgomanero ha attivato uno sportello di prevenzione che ha dato ottimi risultati seguendo 34 alunni. Lo sportello è stato istituito dall’assessore comunale alle politiche sociali, Maria Emilia Borgna, ed è stato gestito dalle assistenti sociali Maria Carla Moia (coordinatrice), Michela Rapetti, Paola Sacco, e dalle insegnanti Anna Barbaglia, Maria Teresa Erbetta, Tiziana Martignago.



I servizi socio-assistenziali di sostegno sono stati di cinque tipi: trasporto, sostegno nei compiti (un servizio che verrà potenziato grazie anche alla disponibilità dell’associazione presente in via Molli e via Cureggio), per education (aiuto agli studenti da parte di altri studenti: in questo caso studenti del liceo socio psicopedagogico e del liceo scientifico con alunni di quinta elementare), scuola-campus e scuola-formazione: in quest’ultimo caso il progetto è sorto in base agli accordi tra preside e direttori dei centri di formazione professionale. I servizi sono stati attivati su valutazione delle insegnanti e delle assistenti sociali e su segnalazione delle scuole. Nel corso dell’anno sono stati seguiti alunni con handicap ma anche giovani con famiglie in situazione di disagio, e si è data particolare importanza al ruolo delle famiglie, a cui si è chiesto di assumere in pieno la funzione e i doveri propri dei genitori. «Gli alunni con presenza irregolare, trattati all’interno di questi servizi - commentano le assistenti sociali e le insegnanti - hanno modificato significativamente la frequentazione della scuola, con andamento individualizzato e relativo al tempo di segnalazione. Tuttavia, tra i casi trattati, due alunni della scuola secondaria di primo grado, non provenienti dai quartieri di edilizia popolare o da famiglie socio-economicamente disagiate, non hanno modificato il loro approccio con il mondo della scuola, del rispetto delle istituzioni e degli impegni assunti. Questi due casi, accanto ad altri emersi negli incontri periodici con la scuola dell’obbligo, sono soggetti a trattazione ed interventi di competenza del Ciss, il Consorzio dei servizi socio-assistenziali, a cui il Comune ha formalmente scritto. La continuità del raccordo tra enti ed istituzioni diverse, costituisce un sistema efficace per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica nei diversi livelli in cui si presenta».

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