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26/11/2018 - Vercelli Città - Cronaca

BOOMERANG PROPAGANDISTICO DI IREN - Esibito un professore che spiega l'effetto serra - Ma l'obbiettivo 'promo' è un altro - Ma il modo migliore per dare una mano, talvolta, è quello di toglierla - LA GALLERY

Il concetto è semplice, ma, occorrendo, si potrebbe anche fare un disegno -


BOOMERANG PROPAGANDISTICO DI IREN - Esibito un professore che spiega l'effetto serra - Ma l'obbiettivo 'promo' è un altro - Ma il modo migliore per dare una mano, talvolta, è quello di toglierla - LA GALLERY

Si chiama Valerio Rossi Albertini e fa il Fisico del Cnr, insegna all’Università e si toglie subito il pensiero.

Esordisce:”Il Gruppo Iren sta facendo cose mirabili, lo imparerete crescendo”.

Ufff….

E’ fatta.

Poveretto, chissà – se è vero, ed è vero, che è uomo di scienza – che fatica.

Ci tocca.

Pensiamo che persino Galileo Galilei dovette dire che, in fondo, non era poi così certo che fosse la Terra a girare intorno al Sole e non viceversa.

Così la suppostina propagandistica subliminale la piazza subito.

E si toglie il pensiero.

Nelle intenzioni, forse, suppostina particolarmente efficace: io che sono uno scienziato e che questa sera vado in televisione vi dico che Iren fa cose mirabili.

Figuriamoci se non è così: vado anche in televisione ( Rai Uno, mica la celeberrima TeleLecco dei Gatti di Vicolo Miracoli ) questa sera a commentare la diretta da Marte.

Io commento Marte e sono lo stesso che vi dico: Iren fa cose mirabili.

Iren dev’essere – dunque, nell’immaginifico propagandistico e nella sagace progettualità degli Uffici preposti – qualcosa di strabiliante, come la sonda che manda roba da Marte, in diretta.

E voi – crescendo – vi renderete conto della fortuna che avete ad averla qui a Vercelli.

E ve l’ha portata qui la maggioranza del Comune, a trazione Pd.

***

Ma i ragazzi non sono tonti e c’è da credere che la suppostina illusoriamente propagandistica avrà la morfologia di un boomerang, assumendo la nota traiettoria fra circa sei mesi.

Soprattutto, i ragazzi sono pragmatici: prendono ciò che interessa e serve della “lectio”, fanno le domande che vogliono, e poi se ne tornano a casa.

La supposta la schivano.

***

Perché, poi, lui abbandona subito il genere promo e si concentra su una lezione che ha per argomento l’effetto serra e la mobilità sostenibile.

Come da programma.

Incontestabile il contenuto tecnico della lezione: se ne ascoltano più o meno simili già dalla Seconda Media in poi.

Ma un ripasso è certamente utile.

Perché – per questo ripasso – i ragazzi abbiano perso un giorno di scuola lo saprà chi ha organizzato, lo saprà il Comune che ha portato – festoso – un saluto da parte di una comunità ignara di essere rappresentata, stamane, al Teatro Civico.

***

Ma andiamo con ordine.

Con una premessa.

E’ chiaro che iniziative come quella di oggi al Civico, come l’albero di Natale piantato in fronte a Vercelli, che sarà collocato – festosamente, come festosamente Ulisse piantò il palo nell’occhio di Polifemo – in Piazza Cavour dal 1 dicembre,  tanto per fare vedere chi sono, devono essere state concepite da tempo.

Perché?

Cerchiamo di capirlo.

***

PROPAGANDA FUORI TEMPO / 1


E’ da almeno un anno che Vercelli sta tentando di dire una cosa, alla maggioranza in Comune ed alla Giunta.

Siamo pentiti che abbiate svenduto Atena ad Iren, il 17 dicembre 2015.

Quando la maggioranza si comportò più o meno – nei confronti della città – come il ligneo Cavallo astutamente concepito da Ulisse quale dono a Troia.

Cavallo che, del resto, fu costruito da Epeo, con l’aiuto di … Atena.

E scusate se è poco: era già tutto previsto, avrebbe cantato Riccardo Cocciante.

Ma torniamo a bomba.

***

Perché già era dura fare andare avanti le cose nell’interesse della città e dei cittadini, quando l’Azienda non era “posseduta” da un colosso che ha un capitale sociale versato di 1,3 miliardi di euro.

Un colosso con un fatturato annuo di quasi 4 miliardi di euro.

Un colosso transnazionale che mira a fare utili.

Prima, l’Azienda era un braccio operativo del Comune e ne condivideva (al di là delle particolarità civilistiche) la stessa mission: dare servizi ai cittadini nell’interesse della collettività.

Adesso Iren, il colosso che ha un miliardo e trecento milioni di euro di capitale sociale versato mira a fare gli utili.

E amen.

Sono tanti 1,3 miliardi di euro?

Basta fare i confronti: Atena Asm ha un fatturato complessivo di circa 100 milioni di euro.

Cento milioni di fatturato, contro i 4 miliardi circa del fatturato annuo di Iren che è il padrone.

Ed un capitale sociale versato ( Atena Asm ) di 120 milioni di euro.

Contro 1,3 miliardi di euro di Iren, il padrone.

Quindi Iren da sola – stando al capitale sociale – è dieci volte più grande di Atena.

Ma se guardiamo al fatturato annuo, Iren è più grande di 40 volte.

Il Comune un Bilancio annuale di 80 milioni di euro.

Ci mangiano quando vogliono.

***

Siccome un’azienda è una realtà organizzativa complessa, dove interagiscono risorse di varia natura, prendiamo ad esempio le risorse umane.

C’è qualcuno tra gli operatori di Atena Asm che non si faccia questi conti?

Se anche il Comune di Vercelli ha il 40 per cento di una robina che è 40 volte inferiore al Socio del 60 per cento, cosa potrà mai contare?

Le azioni si pesano, non si contano.

Lo insegnava Enrico Cuccia.

E solo la fanciullesca ingenuità di certi estemporanei Amministratori Locali dà loro l’illusione di fare gli industriali trattando qualcosa con chi ha i piedi al caldo, con un fatturato 40 volte superiore a quello della baracchetta di cui hanno comprato il 20 per cento delle azioni, passando in maggioranza.

Iren ha pagato 12 milioni di euro (3 li abbiamo già ridati perché il Comune si fa carico della bonifica dell’area inquinata attorno all’inceneritore: ma questo è un regalino dell’Onesto Gabry) un’azienda che ne fattura 100 ogni anno.

Con 12 milioni di euro hanno acquistato il controllo totale di Atena Asm.

***

Ma questa è acqua, purtroppo, passata e consideriamo anche quelle note come un “ripasso”, alla stregua della lezione del Fisico del Cnr che questa sera si occupa di Marte a Rai1.

***

PROPAGANDA FUORI TEMPO / 2

 

Dunque, è dal Consiglio Comunale del 24 novembre 2017, un anno fa, che una maggioranza trasversale di circa 19 – 20 Consiglieri Comunali, cerca di dire alla Giunta: non va bene come vanno le cose con Iren Atena Asm.

Vogliamo vederci chiaro nei contratti.

Un po’ tutti, dalla nettezza urbana ai semafori.

Ma soprattutto va chiarita l’enormità dei Led.

La nuova illuminazione che al Comune di Vercelli costa tanto di più di quella che paga Novara.

Novara la prende dal Consip, Vercelli, ovviamente da Atena Asm Iren.

Ma qui a Vercelli siamo riusciti a fare una cosa semplicemente stupefacente: trasferire sul Comune (committente) il rischio d’impresa del fornitore.

Leggete questa clausola contrattuale


Allora: se Atena Asm Iren non guadagna, per qualsiasi motivo, il guadagno deve saltare fuori lo stesso, a spese del Comune.

Sicchè, come dare torto al Professore – Commentatore di Marte, che dice: Iren sta facendo cose mirabili?

Non solo mirabili, ma stupefacenti: vorremmo conoscere il genio che è riuscito a partorire una clausola del genere e poi ad inculcarla (attenti alle parole, le nostre intenzioni sono rette) a chi in Comune ha sottoscritto una clausola simile.

Ponendo a carico del cittadino vercellese (ignaro di tutto, perché ogni due per tre ti dicono che sono segreti industriali) persino l’eventualità che un brutto giorno non guadagnino più la loro fetta di bollito, dai Led che già ci dobbiamo pagare in toto, fornitura di energia distinta, separata, ma compresa nei costi dei cittadini.

***

Ma – di nuovo – non divaghiamo.

Si diceva che ci sono almeno 20 Consiglieri Comunali bipartisan che hanno aperto gli occhi.

E così ad ottobre 2017 ecco che approvano una delibera di indirizzo perché l’acquedotto torni in mano al Comune.

L’acqua è pubblica e le reti dove scorre, anche.

Qui il Pd votò contro e si ficcò un bel dito nell’occhio.

C’è da dire che, da quando se ne sono andati dal Consiglio Comunale Maria Pia Massa, Donatella Capra, Giorgio Comella, di quella deliberazione non se ne ricorda più.

In Comune sperano che la cosa passi nel dimenticatoio.

Perché se una cosa non piace ad Iren, anche a Palazzo Civico diventano tristi.

E l’idea di retrocedere l’acqua ad Iren non piace.

Il nuovo Amministratore Delegato, Roberto Conte, ogni volta che si presenta alle riunioni con gli altri gestori in Ato2 ne ha sempre una: non si può decidere finchè non c’è il piano industriale.

Non si può fare il piano industriale finchè non si è deciso.

I sindacati sono contrari.

Ma poi non conviene al Comune di Vercelli.

Insomma, una volta manca il martello, un’altra mancano i chiodi, un’altra ancora non c’è il quadro o addirittura il muro dove appenderlo, ma Conte non si schioda di un millimetro dalle posizioni: boia chi molla.

Atteggiamento ostruzionistico che non servirà a nulla, ma loro ci provano.

 

PROPAGANDA FUORI TEMPO / 3

 

Dunque il Consiglio Comunale di novembre 2017.

La maggioranza trasversale che mandò sotto la Giunta disse chiaro e tondo qualcosa del genere: nei rapporti con Atena Asm Iren, il Sindaco e l’Assessore alle Partecipate sono sostanzialmente “commissariati”.

Cioè non decidono niente se non “insieme” alle Commissioni Consiliari.

Significa con tutti i Capigruppo presenti.

In pratica: o siamo tutti d’accordo o non se ne fa niente.

E – diciamolo subito – una cosa del genere, avrebbe dovuto capirla in primo luogo Iren.

Poi, sempre in quella sede, critiche a bizzeffe sul piano industriale di Peter Pan.

Quello dell’Isola che non c’è.

Per convincere gli scettici che l’affare della svendita ad Iren fosse da fare, si inventarono un piano industriale, una somma di investimenti di circa 100 milioni di euro, che sostanzialmente è rimasto lettera morta.

Tranne i Led, che se li paga il Comune.

***

Dunque, il portato logico di quelle decisioni – per la prima volta in 40 anni accadeva che il Consiglio censurasse la partecipata – è stato quello di chiedere la “testa” o dell’Amministratore Delegato mandato da Iren, Fabrizio Tucci, oppure del Presidente di Atena, nominato dal Sindaco, Sandro Baragioli.

Ma subito si disse: ma se togliamo di lì Baraggioli, dove la prende la sua fetta di bollito?

Mentre se va via Tucci, un altro posto nel mare magnum di Iren glielo trovano e la sfanga ugualmente.

Dapprima si scontarono le fiere opposizioni dell’Amministratore Delegato di Iren, Massimiliano Bianco.

Che – riferiscono rumors degni di fede – diceva: ma Tucci mi dà gli utili.

Al che si ribatteva: ma se gli utili arrivano perché Atena Asm non assume dipendenti e non fa i servizi, lascia le foglie per terra e i rifiuti in strada, non sono utili che ci interessino.

Tira e molla, alla fine fecero tornare Tucci a Torino e mandarono qui Roberto Conte.

Passò però troppo tempo (da dicembre a maggio successivo) sicchè il significato politico dell’operazione fu vanificato nella macerazione dell’attesa.

Resta quello concreto, di risultato: adesso c’è uno normale.

Niente di più e niente di meno, ma è qualcosa.

***

L’ultima censura, da parte del Consiglio Comunale, è quella sulla plastica.

Il piano per incominciare una raccolta differenziata parziale di parte della plastica, togliendo i cassonetti gialli dalle strade.

Ma anche qui, la doccia fredda.

La prima (calda) se la sono fatta ad agosto, quando la Giunta ha deciso: procediamo e diamo altro formaggio ad Iren, con un sovracosto di 300 mila euro l’anno per questa operazione.

Tanto bastò a Conte e compagni per dire: ma sì, compriamoci anche gli automezzi per la nuova raccolta.

E così fecero, sicchè ora in cortile di Corso Palestro ci sono 4 automezzi nuovi che servono però per la raccolta differenziata.

Non – ad esempio – per andare a ritirare gli ingombranti davanti l’uscio delle case.

Perché li hanno comprati, se subito si è capito che la cosa potesse rientrare?

E chi lo sa?!

Poi dev’essere iniziata una fase di cicì ciociò per convincere questo e quello, da maggioranza a opposizione, che dev’essere stata di una dolcezza iperglicemica.

Perchè, per qualche tempo, dall’opposizione arrivavano salutini, ammiccamenti, per non dire vere e proprie moine rivolte all’Ad di Atena, Conte, che dal canto suo ricambiava.

E così, giù a deliberare nuovamente, da parte della Giunta, questa volta con estensione del servizio fino al 2021.

***

E qui la doccia super fredda, perché di nuovo, il Consiglio, giù a deliberare.

Non si fa nessuna raccolta della plastica.

Si rivede, semmai tutta la differenziata.

***

Ma ora sta succedendo un po’ come per la delibera sull’acqua.

Non se ne sta facendo nulla.

Il Consiglio dice: Signori della Giunta, ritirate anche la seconda delibera sull’acqua.

Ma la Giunta, invece, non ritira un bel tubazzo di niente.

La tiene in vigore.

Forse perché, anche in questo caso, aspetta che passi il tempo, poi…zàcchete!

Incomincia la differenziata lo stesso.

Del resto ormai Atena Asm quei quattro automezzi li ha comprati e qualcosa dovrà farne.

Ed è qui che le cose diventano un cicinin pesanti.

Bisogna, infatti, sapere, che nei prossimi sei mesi ci sono ancora da votare un bilancio consuntivo ed uno preventivo.

Se i Consiglieri dovessero sentirsi presi in giro, vedendo le proprie decisioni bellamente disattese, potrebbero magari anche fare vedere  in occasione della votazione sul bilancio quali provvedimenti si possono prendere per fare rispettare la dignità dell’Aula.

 

PROPAGANDA FUORI TEMPO / 4

 

Ma poi c’è il Consiglio della settimana scorsa, 22 novembre.

Un po’ diverso dagli altri.

Perché questa volta le censure ad Atena Asm Iren sono state, se possibile, ancora più dure e mosse praticamente da tutti.

In settimana, inoltre, anche un’interrogazione di sei Consiglieri di maggioranza per sapere se e come il Comune controlli come lavora Atena Asm, se faccia le pulizie in città come si deve.

Il Consiglieri di maggioranza Paolo Campominosi, nel proprio intervento, ha ricordato il vero e proprio sfregio delle 7 mila ore di straordinario chieste ai lavoratori di Atena Asm.

Significa che c’è esigenza di almeno altre 10 assunzioni, che non si fanno.

E, sempre Campominosi, ha paventato – e qualcosa di più – la possibilità che si possa invocare una risoluzione anticipata dei contratti tra Comune ed Asm per inadempimento di quest’ultima.

Del resto, le foto di come stiano i cassonetti sono eloquenti.

I cittadini non sono incivili.

Depositano la plastica correttamente in quelli gialli.

Solo che trabocca non perché mettano altra roba.

Abbiamo fotografato da vicino: è tutta plastica, avvolta in sacchetti e ordinata.

La gallery è di questa mattina, dalle 8 alle 14.

Il problema è che non passano a ritirarla, oppure vanno messi più cassonetti, in rapporto al numero di abitanti della zona.

A proposito di educational, chissà che bell’esempio hanno i ragazzi della Media Verga vedendo, all’uscita dalla scuola, quello schifo lasciato lì da Iren Atena Asm che fa cose mirabili.

Venga qui a vedere, professor Rossi Albertini, venga qui davanti alla Scuole Media Verga, se le avanza un minuto, prima di andare in Rai a parlare di Marte e forse di marziani, a vedere le cose mirabili che i ragazzi devono vedere entrando ed uscendo da scuola.

Magari Iren Educational, oltre – o al posto  della - parcella che lei esporrà, potrebbe pagare qualche Operaio in più, un autmezzo o due in più.

Certo che costa meno una parcella di un luminare, per alta che eventualmente sia.

E forse credono che faccia più effetto.

Ma pensiamo proprio di no.

Per non dire della postazione per le colonnine elettriche di Piazza Mazzucchelli, che – da settembre – non finisce mai.

Del resto, è chiaro che se ne possono fregare, per quelle 4 auto elettriche che ci sono.

Signor Rossi Albertini, l'hanno per caso accompagnata anche in Piazza Mazzucchelli a dare un'occhiata a quelle reti arancione che sono piantate lì dove c'è l'ingresso da Torino - Biella a Vercelli?

Così uno arriva da Torino o Biella e capisce subito che qui comanda Iren e che fa un po' il cavolo che vuole.

L'hanno portata anche qui, Rossi Albertini?

Se non avesse tutta questa fretta di andare in Rai per Marte, sarebbe bello fare un giro per Vercelli.

Ritorni, troverà tante persone disposta ad accompagnarla a vedere le cose mirabili che sta facendo Iren.

 

PROPAGANDA FUORI TEMPO / 5

 

E qui viene il punto.

Perché appare di evidenza persino intuitiva che queste iniziative di propaganda pro Iren, concepite per insinuarsi in modo subliminale, al modo del grisou in miniera, tra i vercellesi, siano state pensate prima che si potesse vedere chiaro che a Vercelli non ci cascano.

I Consigli Comunali “post” plastica dicono chiaro e tondo che quel genere di propaganda qui non attacca.

Dunque, perché farla?

Ma proprio perché – pensiamo di non sbagliare – è stata concepita “prima”, quando cioè potevano credere, veniva fatto a loro credere, nei mesi estivi, che tutto sommato il peggio fosse passato.

Adesso siamo alla fase esecutiva, che non si poteva più revocare.

***

PROPAGANDA FUORI TEMPO E RISCHIOSA

Perché c’è una cosa che quelli di Iren dovrebbero avere capito, dopo un anno di mazzate che prendono.

Meno si fanno vedere qui è meglio è.

Ci spieghiamo.

Vogliono fare vedere chi sono?

Puliscano le foglie.

Vogliono fare vedere che sono potenti?

Assumano il Personale che devono assumere.

Vogliono fare vedere che fanno regali alla città?

Non facciano regali: adempiano ai contratti.

Non abbiamo bisogno di regali.

Vogliono fare vedere che sono bravi?

Facciano le cose regolari, invece di dare le elemosine agli Alpini piuttosto che agli stakeholders cittadini: non è facendo i piacioni con i potenti che – come si è ampiamente visto – convincono i Consiglieri Comunali.

Non convincono nemmeno più i Consiglieri di maggioranza, che ormai si sono smarcati.

Soprattutto, la cosa grande che potrebbero fare è comprarsi anche il 40 per cento delle azioni ora in portafoglio a Palazzo Civico.

Ma qui andiamo sul difficile, non è nemmeno il caso di arrivare fin lì.

***

Dunque i sentimenti di critica nei confronti di Iren Atena Asm rischia di tradursi in un sentimento negativo anche nei confronti della Giunta, che ha fatto di tutto per assecondare il colosso con le sue immediate adiacenze.

Soprattutto, dovrebbero avere chiara una cosa, che sicuramente, dopo il Consiglio del 22 novembre, chiunque capirebbe.

Ma, se necessario, si potrebbe anche fare, per loro, un disegno.

Più si fanno vedere in giro, più rischiano di danneggiare la Giunta, in termini di immagine e – in senso lato – in vista delle prossime elezioni amministrative.

Ora, non si capisce dove potrebbero andare a trovare una Giunta più generosa con loro di quanto sia stata questa.

E allora perché rischiare di nuocerle elettoralmente – tra l’altro, anche – con comparsate come questa?

Proprio non riescono, per questi ultimi sei mesi, a stare nei loro quartieri, mollando la presa?

Il modo migliore per dare una mano – talvolta – è quello di toglierla.

 



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