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19/01/2010 - Comunità Montane - Mondi Vitali

BOCCIOLETO - Per amore della montagna e per i suoi animali, sfida il freddo e il gelo



BOCCIOLETO - Per  amore della montagna e per i suoi animali, sfida il freddo e il gelo
Cesare Gozzi nella sua abitazione in montagna

 



 (e.c.) - Una domenica speciale quella appena trascorsa dal signor Cesare Gozzi, ottantacinque anni e l’intraprendenza di un ragazzino, dopo anni passati a camminare da un versante all’altro della Valsesia da un po’ di tempo è stato arrestato dal solito tragitto tra il paesino e gli alpeggi per via della salute.


Il signor Cesare vive a Palancato, frazione di Boccioleto, fermamente deciso a rimanere tra le sue valli, perché al cuore non si comanda, nonostante siano assenti quasi tutte le comodità e il paesino sia ormai disabitato.


Questo spiega il motivo per cui con gli occhi lucidi accoglie nella sua casa un gruppo di ragazzi  sconosciuti, ma decisi ad andarlo a trovare per portare il loro aiuto dopo aver saputo la notizia che anche la carrucola che Cesare utilizzava per ricevere cibo dal paese ai piedi della valle si era rotta.


E’ così che con un po’ di vergogna Cesare invita i ragazzi a fermarsi, anche se è trattenuto dal farlo perché non ha nulla da offrire agli inaspettati ospiti.


Per l’occasione Cesare apre le porte di una casa in cui non vive abitualmente, ma tiene pulita per i rari ospiti che ogni tanto nel periodo estivo passano a trovarlo, spiega senza esitare: “Io vivo in un’altra casa, ma non ve lo faccio vedere perché mi vergogno, è tutta in disordine perché ci vivo con i miei gatti e le galline, ci facciamo compagnia tutto il giorno”.


Inutile descrivere l’espressione di felicità mentre i ragazzi chiacchierano con Cesare, che si incupisce nel momento in cui gli si chiede di spiegare come mai sia arrivato a stare tutto da solo nel paesino. “Ho le ‘molle’ che non mi reggono più” racconta, indicando le sue ginocchia mentre spiega come mai non potendo più raggiungere il paese è rimasto per otto giorni senza cibo “Non posso neanche più usare la carrucola per farmi mandare il cibo perché si è rotto il filo metallico che lo faceva funzionare, prima riuscivo a salire e scendere dalla montagna quando avevo bisogno di qualcosa o volevo parlare con qualcuno. Sono sempre solo, ma non mi piace e ora ci sono costretto per via delle gambe”.


La situazione estrema non ha comunque spaventato il signor Cesare che ha telefonato al Sindaco di Boccioleto Pierangelo Carrara, nonché presidente della Comunità Montana della Valsesia, per ricevere aiuto.


“Sono venuti gli assistenti sociali nei giorni scorsi, per portarmi qualche provvista, ma sono quindici giorni che non vedo più nessuno perché non riesco più a scendere in valle. Sono sempre stato abituato a stare in mezzo alla gente, facevo il muratore, ma ora sta diventando difficile vivere qui senza vedere mai nessuno”.


Lucido e arzillo racconta ai ragazzi di tutte le visite che ha ricevuto negli ultimi anni e dei momenti passati in compagnia degli amici, con un’evidente nostalgia. Ora passa le giornate leggendo e occupandosi dei suoi animali “Sono i miei migliori amici, l’anno scorso mentre ritornavo dal paese in inverno mi si sono bloccate le ‘molle’ poco distante da casa, non riuscivo ad alzarmi e stava calando il buio. Ero scoraggiato anche perché con la neve temevo di non superare la notte, so esattamente che la morte per congelamento è una delle più brutte e sofferenti. Ho cercato di coprirmi nel miglior modo possibile, ma credevo davvero fosse giunto il mio momento. Poi ho sentito qualcosa sul collo, come una pelliccia, erano i miei gatti. Sono venuti tutti e sei a svegliarmi e a riportarmi a casa”. Parla dei suoi animali come se fossero quasi dei nipoti e mostra ai ragazzi il suo preferito, un gatto molto particolare “Pitta”, lui dice sia un incrocio tra una faina e un gatto.


Apparentemente il motivo per cui ha deciso di non scendere in paese almeno per la stagione invernale è per la preoccupazione di abbandonare i suoi animali al loro destino durante il periodo invernale, anche se sentendo le sue storie è facile immaginarsi quanto sia difficile lasciare l’alpeggio e arrendersi alla città. Il suo amore per la montagna ha sicuramente forgiato il suo spirito avventuroso e coraggioso che ancora per quest’anno gli hanno fatto decidere consapevolmente di affrontare tutte queste difficoltà piuttosto che lasciare il suo paesino.


foto - nelle foto compaiono il signor Cesare Gozzi, il suo gatto preferito "Pitta" (a sua detta un incrozio tra una faina e un gatto) i ragazzi che sono andati a trovarlo dopo aver saputo che si trovava isolato all'alpeggio - Davide Sabbioneda, Alessandro Coppo, Federica Zappone.

Poi ho sentito qualcosa sul collo, come una pelliccia, erano i miei gatti...
Poi ho sentito qualcosa sul collo, come una pelliccia, erano i miei gatti...
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