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29/07/2012 - Santhiatese e Cavaglià - Salute & Persona

BIELLA - Piero Massara, Commissario della Croce Rossa Italiana di Biella, espone la drammatica situazione in cui versa il Comitato Provinciale , in merito ai mancati pagamenti da parte di ASL Novara.

Alcune fatture sono state liquidate ma con cifre ben lontane da quelle necessarie per un deciso cambio di rotta, tenendo lontane le prospettive di risoluzione del problema






BIELLA - Piero Massara, Commissario della Croce Rossa Italiana di Biella, espone la drammatica situazione in cui versa il Comitato Provinciale , in merito ai mancati pagamenti da parte di ASL Novara.
Piero Massara

(Maurizio Castoldi) - Siamo ormai alla fine del mese di luglio e la CRI “Croce Rossa Italiana”di Biella fa sentire forte la sua voce attraverso il Commissario Provinciale, Piero Massara, in merito allequestioni suscitate dal mancato pagamento dei servizi d‘urgenza. Per il 2012 il Comitato di Biella ha stipulato idonea convenzione per tali servizi, con Asl di Novara, che però sembra non essere per nulla ligia in relazione a tempi e modalità di pagamento:«Siamo in una situazione davvero critica– spiega Massara - ad oggi ci è stata liquidata circa metà della somma per cui avevamo emesso fatture fino al 30 giugno appena trascorso. Le prospettive drammatiche nelle quali avevamo rischiato d’incappare, sospensione dei servizi 118 e mancato pagamento degli stipendi, purtroppo nonsono completamente debellate, per ora sono solo rimandate

Alcune fatture sono state liquidate nel corso del mese di aprile, ma con cifre ben lontane da quelle necessarie per un deciso cambio di rotta, tenendo lontane le prospettive di risoluzione del problema:«Non capisco- è visibile il turbamento sul volto di Massara - Avevamo presentato un preventivo approvato dall’ASL novarese stessa, sulla base di una convenzione stipulata con il nuovo partner, in cui si progettava una fatturazione mensile relativa alle spese di gestione dei servizi di urgenza 118, corrispondenti a tre ambulanze medicalizzate attive ventiquattr’ore al giorno a Biella, Cossato e Cavaglià più altri due mezzi, di cui si garantiva un permanenza in attività costante, ventiquattr’ore su ventiquattro, a Biella e Cossato. Abbiamo dovuto battere i pugni sul tavolo per farci dare non il totale, ma la metà di quello che ci spettava: basti pensare che, considerato anche il mese di luglio, Novara ci deve ancora circa 300mila euro

Le cose sono cambiate quando la CRI di Biella è stata praticamente costretta a fare riferimento a Novara per i pagamenti pertinenti le ambulanze: la precedente collaborazione con l’ASL di Biella non aveva mai generato problemi di sorta, con pagamenti sempre regolari a 60 giorni. Nelle circostanze attuali, al contrario, la situazione è veramente al limite: «Poche settimane fa ci siamo trovati di fronte alla possibilità concreta di essere costretti a dover interrompere il servizio d’urgenza delle ambulanze, i pagamenti non erano stati effettuati e i soldi erano finiti. Era ora d’intervenire, mi sono mobilitato personalmente per sottoporre la gravissima questione alle amministrazioni locali, al consigliere regionale W. Ronzani, al presidente della Provincia Simonetti, al Prefetto Missineo. L’interessamento alla problematica da parte delle istituzioni è stato forte, sono riuscito a parlare direttamente con il Direttore sanitario dell’Asl di Novara, dott. Minola, il quale mi ha assicurato che i soldi sarebbero arrivati. Hodovuto insistere molto, ho smosso le acque con tutte le forze a disposizione e finalmente è arrivata una parziale boccata di ossigeno con i primi provvidenziali 250mila euro, che ci hanno permesso se non altro di pagare gli stipendi e molte fatture.»

A un soffio dal dover chiudere baracca, la CRI di Biella ha saputo, grazie alla tenacia del suo Commissario Massara, riprendere le redini della situazione: «Sarebbe stato inaccettabile anche solo pensare di poter permettere un tale disservizio, niente più ambulanze. Non scherziamo: si parla di sanità, sanità pubblica, non è possibile creare le premesse per un rischio così grave ai danni della popolazione del territorio. Grazie anche al deciso intervento degli amministratori, siamo riusciti, almeno per ora, a garantire gli interessi della comunità, senza avanzare richieste eccessive ma limitandoci a pretendere il giusto.»Per settimana prossima è prevista un’ulteriore interrogazione in Consiglio Regionale da parte di W. Ronzani: ancora 300mila euro mancano all’appello e ora la CRI di Biella può tirare un primo sospiro di sollievo, ma la paura di andare incontro a drammatiche conseguenze non è ancora del tutto scongiurato. La parola d’ordine è “garanzia”: garantire servizio al territorio, rimanendo sempre schierati sul fronte di quella che si preannuncia come uno nuovo periodo di incontri e scontri, con l’obbiettivo di rendere la CRI di Biella ancora una volta pienamente in grado di servire le comunitàdel Biellese.

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