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16/03/2011 - Santhiatese e Cavaglià - Società e Costume

BIANZE’ – Tre momenti dedicati all’Unita’ d’Italia

Per la prima volta in 10 anni una sessione straordinaria aperta del Consiglio Comunale per commemorare i 150 della nostra Italia





BIANZE’ –  Tre momenti dedicati all’Unita’ d’Italia
Discorso di apertura del Sindaco

«Il Comune di Bianzè, senza grandi cerimonie e senza spendere per questo ingenti somme, ha deciso di portare avanti il discorso della Celebrazione dei 150 anni dell’ Unità d’ Italia con 3 momenti: il primo, quello della serata dedicata alla sessione straordinaria aperta del Consiglio Comunale in commemorazione di tale anniversario; il secondo, quello di colorare con il tricolore Corso Italia, giovedì 17 marzo, fornendo a tal fine 60 bandiere alle famiglie che vivono sul corso stesso; il terzo, sarà oggetto del prossimo Consiglio Comunale, con una mozione proposta dal gruppo di maggioranza per l’ intitolazione di un luogo pubblico del paese all’ Unità d’ Italia». Con queste parole il Sindaco Maurizio Marangoni ha aperto il Consiglio Comunale Straordinario svoltosi lunedì 14 marzo alle ore 21 presso la Sala Consigliare. Oltre a tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza, e agli spettatori adulti, a tale consiglio hanno partecipato anche i ragazzi di scuole elementari e medie. L’ Amministrazione Comunale, in collaborazione con gli insegnanti della scuola secondaria, ha infatti pensato di far svolgere ai ragazzi un tema sulla celebrazione, evidenziando da quali sentimenti sono stati animati e quali insegnamenti hanno tratto dalla nostra storia passata e presente.



A precedere la lettura dei temi da parte dei tre ragazzi vincitori, un intervento dell’ Assessore alla Cultura Pierluigi Callegari ha sottolineato come il messaggio che arriva da parte di chi ci governa non sia sempre incoraggiante, con ministri della Repubblica che pubblicamente si dissociano da tali celebrazioni e presidenti di Regioni che fanno altrettanto. Si pone quindi una domanda: «Ma la gente cosa ne pensa? Io vorrei che in tutti noi per questa ricorrenza ci fosse un tripudio di orgoglio, che veramente tutti ci sentissimo italiani, dal nord al sud, italiani non solo quando si vincono i Mondiali di pallone o medaglie d’ oro alle Olimpiadi, ma anche quando si vivono momenti difficili come quelli attuali. Italiani anche quando ci viene chiesto di aiutare i nostri connazionali colpiti da calamità naturali; italiani quando ci si raccoglie in silenzio attorno alle bare dei nostri soldati caduti in terra straniera. Perché nonostante siamo un popolo dalle mille risorse, dalle mille sfaccettature e contraddizioni, dobbiamo anche essere capaci in momenti critici di dire: “Ci siamo, siamo tutti uniti per tentare di migliorare e far amare questa nostra tribolata e bella terra, l’ Italia”».


La lettura dei temi, da parte dei ragazzi visibilmente emozionati, ha sottolineato lo spirito con cui l’ evento è vissuto da parte dei più piccoli che vedono in coloro che hanno permesso l’unificazione del nostro paese degli eroi e nel 17 marzo 1861 un punto di partenza per un processo ancora oggi in evoluzione.


E lo stesso intervento del Consigliere di minoranza Luciano Galvani ha ripercorso i 150 anni della nostra storia come processo in divenire in cui «è necessario ricordare il passato sia nelle cose positive che in quelle negative». Rubando dai libri Galvani ha ripercorso le tappe della storia d’ Italia partendo dal 1861 quando venne proclamato il Regno d’ Italia, sotto la reggenza di Vittorio Emanuele II e lo Statuto Albertino come “Costituzione”, ad oggi, seguendo un percorso fatto di conquiste, ma anche di problemi ancora irrisolti; un percorso costellato da guerre, crisi, dittature, ma anche da eventi che hanno permesso all’ Italia di risollevarsi ed andare avanti, primo tra tutti la redazione della Costituzione Italiana, presa a riferimento da molti stati e che, sottolinea Galvani: «non è da cambiare ma da attuare».  Elementi positivi come il diritto di voto per tutti, la possibilità della pensione minima per chi non può più lavorare, la riforma della sanità ad oggi invidiata in tutto il mondo, lo statuto dei lavoratori che ne garantisce i diritti. «Queste commemorazioni non dovrebbero essere fatte ogni 50 anni ma ogni anno, perché ci permettono di ricordare il passato, ciò che è stato fatto, cose belle e cose brutte. Pertanto vi dico: “Viva la Costituzione italiana, viva l’ Italia, viva l’ Italia Unita”». 


A portare le proprie riflessioni anche il Consigliere Avv. Alberto Villarboito che ricordando come l’ Italia unita sia nata dalla progressiva annessione degli stati preunitari al Regno di Piemonte, ne evidenzia l’ eterogeneità, linguistica, sociale, di costume, morfologica, che ancora oggi ne contraddistingue le regioni. «Viviamo questo anniversario con una nuova prospettiva, partendo proprio dalla storia passata del nostro territorio: con la prospettiva di un federalismo regionale tanto più auspicabile e più comprensibile quanto più rispondente alle esigenze locali di ricerca di solidità economica, di competitività, di civiltà, di democrazia, di tutela del lavoro e dei più deboli, di giustizia, di equità fiscale, di autonomia: di riaffermazione del senso civico che il Piemonte ha saputo esportare in tutta la nazione italiana dal 1861. Con questi sentimenti, con la consapevolezza della nostra piccola-grande storia locale-provinciale-regionale e in questa prospettiva, possiamo, con buona ragione, ritenerci fieri e felici di celebrare l' importante anniversario dell' Unità d' Italia. Al grido di : Viva il Piemonte e Viva l’ Italia».


A conclusione l’ intervento di Giorgio Bergamasco ha voluto sottolineare che il Risorgimento non è opera solo maschile, ma molte donne dettero il loro contributo alla causa dell’ Unità d’ Italia, e «le quote rosa non sono quindi un tema nuovo».


La seduta si è conclusa in armonia grazie allo spirito positivo dei ragazzi ha animato la serata permettendo all’intera assemblea un clima più sereno e unito su un tema che tocca tutti noi come italiani, senza distinzioni politiche o territoriali.


 

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