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25/10/2010 - Santhiatese e Cavaglià - Cultura e Spettacoli

BIANZE’ – MAGREPHA: UN BORGO, UN GUFO, UN VIOLINO – Un viaggio nel Settecento partendo da Santhià, passando da Biella, dal canavese per arrivare fino a Torino

Prima serata organizzata in collaborazione tra la Biblioteca Comunale di Bianzè e l’associazione culturale "La Voce", con la presentazione del libro Magrepha scritto da Maria Lacchio




BIANZE’ – MAGREPHA: UN BORGO, UN GUFO, UN VIOLINO – Un viaggio nel Settecento partendo da Santhià, passando da Biella, dal canavese per arrivare fino a Torino
Magrepha

(e.fr.) – Si è svolta venerdì 22 ottobre, a partire dalle ore 21 presso la Biblioteca Comunale di Bianzè, la prima serata organizzata dal consiglio di Biblioteca in collaborazione con l’ Associazione culturale “La Voce” di Alice Castello, di cui era presente il presidente Renzo Bellardone.



La serata ha avuto inizio con la presentazione di questa collaborazione da parte di Federica Volpato, presidente del consiglio di Biblioteca, e i ringraziamenti da parte di Renzo verso l’ Amministrazione Comunale che la gestisce, per questa nuova opportunità di unire le forze in nome della cultura.


È proprio in tema di cultura il primo incontro ha visto protagoniste della serata due donne: Maria Lacchio, scrittrice di Santhià che ha presentato il suo libro “Magrepha” e Natalia Kotsoiubinskaia musicista di alto livello che ha allietato i presenti con la sua interpretazione di musiche di Debussy e Cajkovskij, creando l’ atmosfera.


E “Atmosfera” è stata una parola chiave per tutta la serata. L’ autrice, infatti, ha sottolineato come questo elemento sia per lei fondamentale: fin dalla rappresentazione della copertina, realizzata appositamente per il libro dal marito pittore, Maria cerca di trasmettere al lettore quella che è l’ ambientazione che lei aveva immaginato per “Magrepha”. L’ atmosfera è l’ elemento fondamentale anche nella seduta spiritica con cui si apre il libro, una finta seduta spiritica che permette all' autrice di presentare i protagonisti, e che si pone come antefatto, svolgendosi un anno e mezzo prima rispetto al corpo centrale del libro che si concentra, invece, attorno all' uccisione misteriosa del marchese Tancredi e alla volontà del fratello di scoprire i motivi di questo assassinio e i colpevoli. L' intera vicenda si svolge nella zona che va da Santhià a Torino passando per il canavese e per il Biellese, e oltre a parlarci del marchese e della sua morte, parla di quelle che erano le usanze Settecentesche di questi luoghi, le atmosfere che si vivevano, i mestieri e la quotidianità. Parla di un Settecento barocco che vede una società festaiola, legata alla mondanità, al lusso e allo sfarzo. Un po’ ovunque ma non in Piemonte, dove regnava Re Carlo Emanuele III, un re soldato che non amava “i fronzoli”; un re che preferiva spendere per mantenere attivo il suo esercito e che odiava la nobiltà e i letterati.


Per questo le feste della nobiltà si svolgevano in campagna, lontano dagli occhi del Re, e proprio l’ atmosfera mondana di una di queste feste, organizzata a casa del marchese Manfredi, viene interrotta dalla notizia della morte di un nobile: il marchese Tancredi, fratello del padrone di casa, amante del gioco e grande frequentatore di salotti.


Qui inizia il corpo centrale del libro, Manfredi vuole scoprire l’ assassino e il motivo che l’ ha portato ad agire. Ostacolato dalla nobiltà, dovrà trovare altre vie per scoprire la verità, altre vie che sono la trama del romanzo.


Maria Lacchio con il suo racconto coinvolge il pubblico presente, accompagnandolo nel mondo che ha immaginato, senza però svelare dettagli che possano svelare la soluzione del rebus. E a coinvolgere il pubblico non solo il racconto di Maria, ma anche le trenta bambole vestite e acconciate da Angelo Berni, a ricreare l’ ambientazione del tipico salotto Barocco, e la musica di Natalia che ha permesso ai presenti di calarsi in un epoca lontana ma affascinante. Non resta che leggere il libro per scoprire come va a finire la vicenda, in attesa di entrare nel mondo del prossimo autore, Stefano Carecchio, che venerdì 2 dicembre presenterà il suo libro “Sabato prossimo”.

Maria Lacchio
Maria Lacchio
Natalia Kotsoiubinskaia
Natalia Kotsoiubinskaia
Da sinistra: Natalia Kotsoiubinskaia, Maria Lacchio, Renzo Bellardone e Federica Volpato
Da sinistra: Natalia Kotsoiubinskaia, Maria Lacchio, Renzo Bellardone e Federica Volpato


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