VercelliOggi.it
Il primo portale quotidiano della provincia di Vercelli
Meteo.it
Borsa Italiana
mercoledì 21 aprile 2021 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it




31/01/2011 - Vercelli Città - Pagine di Fede

BENEDIZIONE DI SAN BIAGIO – LA TRADIZIONALE LITURGIA DEL SANTO DELLA GOLA CELEBRATA NELLA PARROCCHIA DI SAN SALVATORE

La benedizione veniva chiesta in passato per supplicare l’intercessione del Santo al fine di evitare la mortale difterite ai propri figli.




BENEDIZIONE DI SAN BIAGIO – LA TRADIZIONALE LITURGIA DEL SANTO DELLA GOLA CELEBRATA NELLA PARROCCHIA DI SAN SALVATORE
San Biagio

(Luca Vallarino) – Giovedì prossimo, 3 febbraio, la liturgia celebra la festa di San Biagio, vescovo e martire. Questo santo è tra i più cari alla devozione popolare, in quanto veniva e viene invocato dai credenti come sostegno nelle malattie della gola. La Parrocchia di San Salvatore di Vercelli celebrerà la tradizionale liturgia prevista per la festa di San Biagio, nella quale il sacerdote benedice la gola dei fedeli con due candele benedette il giorno della Candelora, ossia il 2 febbraio. Le funzioni si terranno alle ore 9 nella Cappella della Sacra Famiglia di via Parini 5 e alle 18 nella chiesa parrocchiale sita in corso Libertà 42.



Nell’epoca dei colluttori, degli antibiotici e dei vaccini, una pratica come questa può sembrare quasi sorpassata e superstiziosa. In realtà essa è reale testimonianza del nostro passato comune. Conscio o inconscio, è rimasto il ricordo di una malattia della gola, spesso mortale, che attaccava soprattutto i bambini: la difterite. Fino ai primi dell’Ottocento essa veniva confusa con altre malattie della gola. Era detta con un termine generico, ora obsoleto, squinzania, che indicava diverse affezioni morbose della gola: dalla semplice infiammazione della faringe a quella che veniva chiamata soffocazione, anche velo perché la gola cominciava a velarsi, e placche, perché sul palato si formavano placche le quali, moltiplicandosi, portavano all’impossibilità di respirare. Quando si presentava il mal di gola in un bambino, cosa assai frequente in inverno (intorno alla festa del Santo), la famiglia tremava fino alla sua guarigione, perché si sapeva come poteva finire. Un esempio di questo si può trovare magistralmente raccontato nel libro postumo di Oriana Fallaci, “Un cappello pieno di ciliegie”. Si comprende bene come la disperazione nei secoli spingesse a cercare protezione da una malattia inesorabile che colpiva soprattutto gli esseri più deboli e amati della famiglia. Adesso, anche se tale morbo è stato debellato attraverso i vaccini e tanti altri rimedi, i fedeli continuano ad affidarsi alla provvidente benedizione di Dio, facendo memoria del nostro passato, pregando perché anche nei Paesi più arretrati, in onore di san Biagio, si combattano le malattie che il benessere ha sconfitto.

NON SONO DISPONIBILI ALTRE IMMAGINI


Vercelli
Oggi.it - Network © - Blog
Vercelli Oggi.it Sas Di G.Gabotto & C. - P.I. 02685460020 - Direttore: Guido Gabotto
Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@vercellioggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it