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25/07/2018 - Vercelli Città - Mondi Vitali

BAFFI E CODE, LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL - Il tetto sarà sistemato - Bisogna però ripristinare un minimo contributo per le spese - Maggiore responsabilità dagli Enti Locali per la sterilizzazione delle colonie feline

Un lavoro improbo .



BAFFI E CODE, LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL - Il tetto sarà sistemato - Bisogna però ripristinare un minimo contributo per le spese - Maggiore responsabilità dagli Enti Locali per la sterilizzazione delle colonie feline

 

( g. g. ) - Quando si vede la luce in fondo al tunnel, non bisogna scartare l’idea che siano i fanali del treno.

Oggi non si può non tornare a questo celebre aforisma di Sergio Marchionne.

Lo prendiamo a prestito, tratto da complesse analisi sull’economia internazionale, di qualche anno fa.

E forse non suona poi così paradossale l’insegnamento dell’indimenticato “Oltre il giardino”, testamento artistico di Peter Sellers, anche se è solo la penultima, non l’ultima sua opera: sicuramente vissuta dal Maestro con grande partecipazione.

***

Torniamo a bomba.

Anzi, andiamo con ordine.

Dunque, bisogna sapere che un brutto giorno cadono le tegole del tetto del gattile “Baffi e Code”, che sta nei paraggi della Caterpillar.

 

Un problema, perché si produce un “buco” nel tetto: può piovere, possono prodursi infiltrazioni tra le tegole rimaste, che compromettono la stabilità del complesso.

Insomma, una cosa da riparare con urgenza.

L’immobile è di proprietà pubblica.

Dato in concessione annuale (rinnovata ogni anno, se tutto va bene: così, per dare un po’ di sicurezze a chi opera, perché potrebbe anche non essere rinnovata).

Quindi uno pensa: se cadono le tegole, ripara l’Ente proprietario.

Oddio... riparare ancora no. Mettono i teli di plastica.


Invece un giorno arriva la caricatura venuta male di un mostriciattolo ributtante.

Vedete – sdottoreggia l’infame – a parte che secondo noi (noi chi?! A nome di chi sibila le sue sozzure?!) è manutenzione ordinaria, quindi tocca a voi.

Ma poi c’è da tenere presente che voi dovreste controllare se tutto è a posto.

Quindi, magari, non avete controllato e perciò è anche – quello che è successo, il crollo delle tegole – colpa della vostra negligenza.

***

Già è difficile trattenere i conati, ma se poi andiamo a scavare per scoprire i significati ulteriori di simili affermazioni, vien fatto di pensare che di lì sia passato un bandito di strada.

Perché l’insinuazione buttata lì, secondo cui il fruitore del bene possa essere responsabile di omissioni, è anche un modo per pararsi il culo e scaricare il barile nel caso in cui il crollo rappresenti una ragione di sinistro con danni alle persone, con le conseguenti responsabilità penali.

Preferiamo non indagare oltre su chi – eventualmente – abbia proferito un simile miasmatico marasma di sporcizia.

Né a nome di chi sia andato a dirlo.

Speriamo che non sia vero niente.

***

Perché, dunque, una luce in fondo al tunnel?

Perché, quando si è verificato il problema, la materia era sotto la competenza della Direzione retta da Liliana Patriarca e dell’Assessore Michele Cressano: con loro, a dare un mano, quella vera e propria risorsa della Pubblica Amministrazione che è il Geom. Giuseppe (Beppe per gli amici) Catalano.

***

Invero, è proprio la Patriarca a confortare le Signore di Baffi e Code scrivendo qualcosa come: ma no, figuratevi, voi pensate a curare i gatti, a queste opere pensa il Comune.

Una posizione, oltre che giuridicamente ineccepibile, di grande buon senso.

Quindi, tutto bene?

No, perché ad un certo punto tutto si blocca.

***

Perché?

E chi lo sa?!

Cose che possono capitare in Via Quintino Sella, come da qualsiasi altra parte.

Fatto sta che ora tutta la materia passa – ecco la luce in fondo al tunnel – alla competenza del nuovo Dirigente, l’Ing. Giuseppe Scaramozzino, mentre la responsabilità politica assessorile del “Benessere Animale” è direttamente assicurata dal Primo Cittadino.

Maura Forte, una ventina di giorni fa si è recata per un sopralluogo al gattile.

E – è notizia di queste ore – le squadre di operai incaricati dal Comune stanno per intervenire e mettere finalmente a posto il tetto.

***

Resta un dubbio: ma chi sarà stato l’infame che ha architettato il piano sordido di fare ricadere la responsabilità dell’accaduto su quelle povere Signore?

Preferiamo non indagare oltre.

Magari non è vero niente: leggende metropolitane.

Anzi, vogliamo proprio augurarcelo.

Sarebbe, altrimenti, come dire che nei paraggi si aggira la controfigura di Franti del Libro Cuore:” Il Direttore guardò fisso Franti, in mezzo al silenzio della classe, e gli disse con un accento da far tremare: - Franti, tu uccidi tua madre! - Tutti si voltarono a guardar Franti. E quell’infame sorrise ”.

***

Se, dunque, pare che per il tetto ci siamo e che al gattile potrebbe arrivare addirittura il Buon Garrone, restano alcuni problemi.

E di questi parla oggi la Presidente di Baffi e Code, Andreina Rossi.

Il suo è un appello: il proliferare di colonie feline è un fenomeno che si può contrastare, semplicemente ponendo una maggiore attenzione alla necessità di procedere alla sterilizzazione dei gatti randagi.

Il benemerito sodalizio svolge un compito titanico: tutto sostenuto dalla dozzina di Volontarie che – con Andreina – curano il gattile.

Che mediamente ospita – uno per un altro – una popolazione media di 100 gatti al giorno tutto l’anno.

Sono dunque circa 36.500 giornate alimentari.

Tutte pagate dal volontariato.

Una volta il Comune dava un contributo di 10 mila euro, ma dal 2015 pare che non ci siano più soldi.

Del resto, 10 mila euro divisi per 36.500 giornate alimentari, significa circa 27 centesimi al giorno per l’alimentazione di ciascun gatto.

Con 27 centesimi un gatto non mangia nemmeno un topo: questo lo sa benissimo chi abbia gatti in casa.

Insomma, in Comune pare abbiano interpretato alla lettera l’insegnamento di Ernesto Nathan il quale, divenuto Sindaco di Roma, cancellò dal bilancio capitolino la voce “trippa per i gatti”.

Cioè l’acquisto della trippa con sui le gattare potevano mantenere le colonie feline.

Il ragionamento dell’illuminato emulo di Giuseppe Mazzini fu più o meno il seguente: se i gatti mangiano i topi, non hanno bisogno della trippa. E, del resto, se diamo loro la trippa, si saziano così e non hanno lo stimolo per cacciare i topi.

***

 

Ma torniamo a bomba.

Peraltro, l’Associazione svolge un servizio di interesse pubblico, perché – quando si procede alle sterilizzazioni – si dà un’assistenza assolutamente indispensabile.

E’ vero, infatti, che all’intervento pensa (spese) il Comune, in accordo con l’Asl.

Ma il “post – operatorio” non è una cosa di qualche ora.

Il gatto o soprattutto la gatta sterilizzati devono essere accuditi per almeno 4 – 5 giorni.

Per questa degenza (medicinali di supporto, pasti, ecc.) Baffi e Code non prende un euro da nessuno.

Tutto autofinanziamento dei Soci e di qualche benefattore.

***

Insomma, anche per questo c’è qualcosa da correggere.

E sicuramente – ora che la materia è in nuove mani – qualche segno di discontinuità di vedrà: vino nuovo in otri nuove.

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