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30/07/2020 - Vercelli Città - Salute & Persona

ATENA ASM E CORONAVIRUS, I SINDACATI SMENTISCONO AZIENDA E ASL - Ma quello che succede lì dentro è ancora compatibile con la natura di Azienda Partecipata Pubblica? - Tutto da chiarire anche il ruolo del Sisp

Il Comune deciderà finalmente di scindere le proprie responsabilità da quelle di Corso Palestro? - I cittadini vercellesi cosa deve ancora sopportare da Iren?






ATENA ASM E CORONAVIRUS, I SINDACATI SMENTISCONO AZIENDA E ASL - Ma quello che succede lì dentro è ancora compatibile con la natura di Azienda Partecipata Pubblica? - Tutto da chiarire anche il ruolo del Sisp

Il Dipendente di Atena Asm che è risultato positivo al Coronavirus è stato a “stretto contatto” con alcuni i Colleghi.

L’Azienda, venuta a conoscenza del caso il 20 luglio, non avrebbe rispettato le procedure di sanificazione dei locali comuni, dello spogliatoio, dei mezzi.

L’Azienda non ritiene di procedere al prelievo di tamponi diagnostici nemmeno nei confronti di questi colleghi che sono stati “a stretto contatto” con la persona risultata postiva al Coronavirus.

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Tutto questo lo dicono i Sindacati aziendali di Atena Asm, che oggi affiggono in bacheca un durissimo comunicato che racconta cosa sia successo nella riunione del 28 luglio scorso (in molte parti i contenuti anticipati da VercelliOggi.it) con i vertici di Atena Asm.

Assente – tra l’altro – il Medico Competente.

Figura centrale in qualsiasi momento – non soltanto in tempi di pandemia – di tutte le attività e procedure di prevenzione e contrasto dei rischi sui luoghi di lavoro.

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Ma c’è di più: qualcuno all’Asl – il Servizio preposto è il Sisp – si è assunto la pesante responsabilità di condurre “verifiche”, chissà quali, come e con chi, e di decidere che nessuna particolare precauzione andasse esperita sul luogo di lavoro.

Solo i familiari conviventi della persona risultata positiva si trovano ora in quarantena.

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Dunque, non è vero niente di quello che ci hanno raccontato nelle scorse ore.

Non è vero che nessuno sia venuto a contatto (“per il tipo di lavoro che fa”) con il Dipendente di Asm risultato positivo al Coronavirus.

Non è vero che sono state effettuate le sanificazioni negli ambienti di lavoro.

Si vorrebbe poi sapere – dovrà essere detto e dimostrato – che genere di verifiche abbia condotto l’Asl.

Sarà andato – per esempio – lo Spresal a sentire tutti i Colleghi della persona interessata?

Ci sarà stata un’ispezione, ovviamente non preannunciata?

Oppure – magari, non si sa – si saranno accontentati di dichiarazioni dell’Azienda?

Se così fosse: perché?

Chi sono i Tecnici dell’Asl che si sono presi una responsabilità del genere?

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Ma soprattutto, quello che deve essere registrato, è il clima di terrore che pare aleggiare in una realtà aziendale che non si sa se possa ancora dirsi compatibile con una Partecipata Pubblica.

Cortina fumogena su tutto.

Da mesi l’Azienda – e chi, in Comune, le fa da sponda – non dà risposte a nessuna domanda di chiarimenti.

In questo caso, poi, la cortina fumogena è particolarmente densa ed acre.

Le parole del Sindacato descrivono una situazione che, se non fosse venuta alla luce su richiesta del Sindacato stesso, sarebbe rimasta taciuta a tutti.

Anche e soprattutto a coloro che sono venuti “a stretto contatto” con la persona interessata.

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La cosa sarebbe già intollerabile – non fosse che per elementari ragioni di solidarietà – se l’Azienda fosse privata.

Ma, a maggior ragione, sapendo che, invece, è impegnato (in quanto Socio) in ogni profilo della conduzione aziendale lo stesso Comune di Vercelli, le cose non possono considerarsi concluse qui.

Il Comune nomina il Presidente di Asm spa, cioè colui che è “Legale Rappresentante” dell’Azienda ( con lui, altri due Consiglieri del CdA) ed il Sindaco di Vercelli è la massima Autorità in campo sanitario, nell’ambito del Comune.

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Dunque, non è vero niente di quanto le fonti aziendali abbiano dichiarato.

Purtroppo, se fossero vere le informazioni di fonte sindacale, ne risultarebbe che fa acqua da tutte le parti anche la condotta dell’Asl.

Non si comprende perché lo Spresal (il Servizio competente per la sicurezza sui luoghi di lavoro) non abbia effettuato accertamenti e verifiche sul posto.

Né la ragione per la quale il Sisp (Servizio di Igiene e Sanità Pubblica) non abbia disposto il prelievo di tamponi diagnostici sui Colleghi del Dipendente contagiato che il Sindacato dice chiaramente essere venuti “a stretto contatto” con lui.

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Si comprende – questo sì - che vi fosse una grande voglia di mettere la sordina su tutto.

Pensiamo che questa volta non sarà facile.


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