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28/12/2013 - Asti - Economia

ASTI E MONFERRATO - E’ nato il nuovo disciplinare del Nizza docg

Si punta al milione di bottiglie





ASTI E MONFERRATO - E’ nato il nuovo disciplinare del Nizza docg
Uva

(b.m.) – E’ nato il
nuovo Nizza docg. Lo ha deciso ieri l’Assemblea dei soci del Consorzio dei Vini
d’Asti e Monferrato che ha approvato all’unanimità il rinnovato disciplinare
della super Barbera che, dal 2000, viene prodotta in 18 comuni del Sud
Astigiano, attorno alla città di Nizza Monferrato.  “Dopo undici anni di intenso lavoro –
commentano Lorenzo Giordano e Gianluca Morino, presidenti
rispettivamente di Consorzio e Associazione Produttori del Nizza – oggi si
realizza un sogno: ora il Nizza può diventare davvero la punta di diamante
della produzione di Barbera del Piemonte. E’ un nome breve, facile da ricordare
ed è legato a un territorio. In più è un progetto condiviso da tutti che può
diventare un’opportunità unica per l’area di produzione della Barbera. Oggi si
producono circa 200 mila bottiglie in 44 aziende vitivinicole, ma l’ambizione è
di arrivare a un milione entro il 2015”. Scommessa lanciata.


Intanto, molte sono le novità introdotte
nel disciplinare. Il nuovo Nizza sarà 100% Barbera. Non è consentito
l’arricchimento del grado alcolico nelle annate dichiarate sfavorevoli: nelle
annate difficili non si produrrà Nizza. Inoltre nasce un Nizza riserva che
deve essere affinato in cantina almeno 30 mesi (minimo 12 mesi in botti di
legno). Concludono Giordano e Morino: “Si è chiuso un percorso di confronto,
discussione e crescita che è iniziato negli Anni 90, poi consolidato il 19
novembre 2002 con la nascita dell’Associazione Produttori del Nizza. Un grande
merito va a Michele Chiarlo, primo presidente che è riuscito ad aggregare il
gruppo, all’enologo Giuliano Noé, padre del disciplinare, e a Sandro Gioanola,
che è stato tra i primi a credere nel Nizza. Oggi vogliamo ricordare anche
Tullio Mussa, che fu direttore dell’ex Bottega del vino di Nizza, ora Enoteca
regionale. E’ anche grazie a lui se oggi il Nizza ha raggiunto l’obiettivo
dell’eccellenza e se può puntare alto”.




Novità anche sul fronte tappo: se per la denominazione Nizza,
come per le sottozone e la menzione vigna, resta l’obbligo del sughero, viene
invece liberalizzata la chiusura delle bottiglie di Barbera d’Asti docg (il
disciplinare esclude solo il tappo a corona). “La scelta di poter utilizzare
tappi alternativi al sughero – dice Stefano
Chiarlo
, produttore vinicolo - è un’apertura verso nuovi mercati come
quelli del Sud Est Asiatico, dove il tappo in sughero  rappresenta un ostacolo al consumo. Non tutti
i popoli hanno dimestichezza ad usare il cavatappi. Inoltre tappi più moderni
portano vantaggi per nuove occasioni di consumo a bicchiere nei bar e locali
per giovani, facilitando la chiusura della bottiglia e quindi la conservazione
del vino”. Stesso discorso per il Ruché di Castagnole Monferrato, il cui nuovo
disciplinare esclude solo la possibilità di utilizzare i tappi sintetici e
tappo a corona.




 




 




 




 La produzione del Nizza in numeri:




 




  • 160
    ettari

  • 18
    Comuni 

  • 200
    mila bottiglie

  • 44
    aziende vinicole

  • 46%
    export (Germania, Svizzera, Usa, Cina, Olanda, Danimarca)

  • 2000
    primo anno di produzione

  • 19
    novembre 2002 nasce l’associazione Produttori del Nizza

     






















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