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22/01/2021 - Vercelli Città - Società e Costume

ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI SEZIONE DI VERCELLI M. M. O. O. V. M. F.LLI GARRONE - Santa Messa in suffragio e ricordo degli alpini morti in Russia

Saranno ricordati gli Alpini e tutti gli altri componenti dell'ARMIRR, caduti nella tragica ritirata di Russia



ASSOCIAZIONE  NAZIONALE  ALPINI SEZIONE DI VERCELLI M. M. O. O. V. M. F.LLI GARRONE -  Santa Messa in suffragio e ricordo degli alpini morti in Russia

Presso la Parrocchia cittadina di San Paolo, domenica 24 gennaio, alle 11, in via San Paolo 1, su iniziativa del gruppo alpini Don Pollo, uno dei due presenti in città, guidato da Flavio Negro, che ricopre anche l’incarico di vice presidente vicario della sezione vercellese dell’Associazione Nazionale Alpini, , verrà officiata al Santa Messa in suffragio dei caduti dell’Ottavo Corpo d’Armata del Regio Esercito, conosciuto, dai più, come ARMIR: Armata Italiana in Russia, la maggior parte dei quali cadde nella disastrosa ritirata, dopo la battaglia sul Don, magistralmente raccontata nel capolavoro di Giulio Bedeschi100.000 gavette di ghiaccio”.

Tra i caduti, e i dispersi, il cui ricordo è ancora una ferita aperta per molte famiglie, che scoprirono in seguito che i propri cari se non morirono in Russia, prima furono deportati e, a molti, anche a guerra finita non fu permesso di rientrare in Italia con un vergognoso silenzio da parte dell’allora vertice del Partito Comunista Italiano, la maggior parte erano alpini e il giorno scelto per questa commemorazione non è casuale: sabato 26 gennaio, ricorre il settantottesimo anniversario della battagli di Nikolajevka, battaglia in cui gli uomini della Tridentina, guidati dal generale Luigi Reverberi, a prezzo di perdite altissime, riuscirono a rompere l’accerchiamento dei Russi e ad aprire l’unica via per tentare il ritorno a casa, divenuto a sua volta una tremenda “Via Crucis” segnata da tanti cappelli con la penna nera appoggiati su semplici croci, o ritrovati solo in primavera allo sciogliersi del ghiaccio.

Oggi, in questo minuscolo paese della Federazione Russa, “Il ponte della pace” costruito dall’Associazione Nazionale Alpini, ed inaugurato lo scorso settembre, ricorda a tutti l’inutilità e la disumanità della guerra, come verrà fatto anche nella Santa Messa di domani.

Il suffragio, che sarà celebrato da Don Ettore Esposito, già cappellano della sezione alpini di Vercelli, oggi parroco di San Paolo e cancelliere arcivescovile, ricorderà, in modo particolare, i caduti della battaglia di Novo Postolajowka, combattuta tra il 19 e 20 gennaio del 1943, non molto lontano da Nikolajewka, che pur meno famosa fu definita, da Eugenio Faudella, nella sua “Storia delle Truppe Alpine”: “quella sanguinosa, disperata battaglia che durò, pressoché ininterrotta, per più di trenta ore ed in cui rifulse il sovrumano e sfortunato valore dei battaglioni e dei gruppi della Julia e della Cuneense, che ne uscirono poco meno che distrutti”. ... la più dura, lunga e cruenta fra le molte sostenute dagli alpini, sia in linea sia nel corso del ripiegamento.

 

Redazione di Vercelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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