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07/09/2019 - Palestro e Alta Lomellina - Salute & Persona

ASSOCIAZIONE FUTURO SOSTENIBILE IN LOMELLINA ONLUS – Polemiche da parte di cittadini e amministratori sul tema degli spargimenti di fanghi e di gessi di defecazione in agricoltura

Questa pratica agraria porta con sé conseguenze ben più gravi e preoccupanti per la salute delle persone



ASSOCIAZIONE FUTURO SOSTENIBILE IN LOMELLINA ONLUS –  Polemiche da parte di cittadini e amministratori sul tema degli spargimenti di fanghi e di gessi di defecazione in agricoltura

Stiamo assistendo in queste ultime settimane a prese di posizione e polemiche da parte di cittadini e amministratori sul tema degli spargimenti di fanghi e di gessi di defecazione in agricoltura che comportano nauseabondi disagi olfattivi. Dopo un lungo periodo di silenzio e di torpore verso questo autentico assalto all’integrità del nostro territorio si alzano nuovamente proteste e contestazioni veementi.

Legittima e sacrosanta questa reazione ma dobbiamo ribadire quella metafora molto spesso utilizzata: anziché parlare della luna, si parla del dito che la indica.

Siamo tutti consapevoli che oltre agli odori nauseabondi, questa pratica agraria porta con sé conseguenze ben più gravi e preoccupanti per la salute delle persone, per la sopravvivenza della flora e della fauna e per la salvaguardia dell’ambiente. Purtroppo in questa sede è impossibile soffermarci su tali pericoli che la scienza ci segnala da tempo e che la nostra classe politica evidentemente sottovaluta.

Considerato che molti sindaci, sollecitati dal malcontento popolare,  hanno alzato la voce in questi giorni, è importante sottolineare come sia possibile trovare soluzioni che possano se non eliminare, almeno ridurre i disagi lamentati dai cittadini. Ne elenchiamo alcune:

a) I comuni devono essere dotati di idonee cartografie di dettaglio che connotino specifiche aree di attitudine agli spandimenti.
b) Vanno resi pubblici i dati relativi ai terreni per i quali è stata concessa l’autorizzazione agli sversamenti al fine di consentire una “vigilanza allargata” da parte dei cittadini.
c) Va adottato un regolamento specifico per lo spandimento dei fanghi con norme chiare e precise che salvaguardino i cittadini e l’ambiente tenendo conto dello stato dei terreni: (ph, permeabilità, pendenza, esposizione al dilavamento da agenti meteorici, la soggiacenza della falda, la sua vulnerabilità, la percolazione nel sottosuolo; della vicinanza a corsi d’acqua potenzialmente interessati; della prossimità di ricettori sensibili come le abitazioni ecc.
d) Orari, norme e modalità delle operazioni controlli, sanzioni ecc.  devono essere esplicitati in modo chiaro.
e) I gessi di defecazione vanno normati.
f) Indispensabile creare una vigilanza istituzionale dotata di specifiche competenze che tempestivamente intervenga nel verificare e reprimere abusi (piccoli comuni con una polizia urbana ridotta al minimo devono creare una struttura consortile a livello territoriale).
g) Favorire un rapporto collaborativo con associazioni e privati cittadini che intendano svolgere una funzione di supporto alla vigilanza mediante la fornitura di idonei strumenti ( sportello dedicato, modulistica ecc.).

Questi sono solo alcuni degli interventi pratici che le amministrazioni potrebbero adottare a costi contenuti e con sicuri, positivi riscontri se verranno messe nelle condizioni di attuarli con una revisione urgente del DLGS 99/92.

Proprio su questo punto l’azione dei nostri sindaci sarebbe assai più significativa e valida se essi facessero fronte comune nell’esigere modifiche radicali della normativa nazionale e regionale.

Tutti i sindaci dei comuni interessati dagli spandimenti dei fanghi dovrebbero chiedere univocamente che  il nostro territorio non sia più considerato la pattumiera dell’intera realtà nazionale, come capita da anni alla nostra provincia, dove delle circa  420.000 tonnellate di fanghi utilizzati in agricoltura e sparsi nei campi solo 11.700 sono quelli prodotti dai depuratori provinciali.

Dovrebbero altresì chiedere che dai rifiuti destinati a trasformarsi in fanghi agricoli siano esclusi ancora altri codici Cer oltre a quelli eliminati dalla DGR 1777 del 20 giugno 2019 e che sia drasticamente ridotto il limite di idrocarburi furbescamente introdotto con il “decreto Genova”.

Certo una battaglia di questo tipo richiede coraggio, determinazione e collaborazione tra comuni.

Ci rendiamo conto che è molto più facile rilasciare interviste sui giornali locali che non producono effetto alcuno ma solo aspettative nei cittadini poi puntualmente deluse. Ben altra cosa sarebbe rappresentare efficacemente il mandato amministrativo ricevuto.

Associazione Futuro sostenibile in Lomellina

Redazione di Vercelli


 


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