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05/11/2016 - Vercelli Città - Mondi Vitali

APERTURA ANGOLARE - La rubrica sulla Pro di Enrico Demaria - Oggi arriva il Carpi - Grande assente il pubblico, l'imperativo categorico è vincere

Sono in molti a domandarsi perché La Mantia non venga impiegato una volta tanto dall'inizio e altrettanti e chiedersi se Malonga non possa proprio giocare al posto di atleti che non sembrano certo superiori a lui





APERTURA ANGOLARE - La rubrica sulla Pro di Enrico Demaria - Oggi arriva il Carpi - Grande assente il pubblico, l'imperativo categorico è vincere
Aleandro Di Paolo di Avezzano

( enrico demaria ) - La pro che nel cor ci sta sembra non avere ancora smaltito del tutto l'ebbrezza del successo interno sul Novara conquistato con il colpo da obice di Emmanuello: a quel successo entusiasmante, che aveva proiettato la squadra addirittura in prossimità della zona playoff, sono seguiti due sconfitte esterne ed un pareggio interno. Morale, adesso la zona che incombe è la playout.

Intendiamoci.

 

A Verona, contro la schiacciassi del campionato, la sconfitta, seppur larga, ci stava.

 

Sono invece i due punti scialacquati in casa con il Cittadella (inconcepibile incassare un gol in contropiede allo scadere) e soprattutto la pessima prova della settimana scorsa a Bari, dove in novanta minuti la squadra è riuscita a scagliare verso la porta avversaria un solo colpo di testa, e senza alcuna pretesa,  di Morra.

 

È inutile nascondere (perché ormai è la regola) che, fin da quando è tornata in B dopo sessantaquattro anni (e proprio vincendo il doppio confronto finale con il Carpi, che ritroviamo sabato), la Pro - da Braghin a Longo - sembra patire maledettamente gli stadi blasonati dove, di fatto, non scende in campo. In passato e anche in tempi recentissimi è successo a Catania, Bologna, Cagliari e Verona, e, appunto, è accaduto sabato scorso al San Nicola, dove almeno ci è stata risparmiata l'umiliazione tennistica della scorsa stagione.

 

Fossimo in Secondo, prenoteremmo una bella seduta psicoanalitica collettiva, oppure, in subordine, obbligheremmo i giocatori a leggere almeno il primo Volume del Grande Album della Pro Vercelli di Tacchini – Casalino - Sala per introitare un po' di storia che funzioni da antidoto contro il complesso di inferiorità che sembra attanagliarci quando andiamo a rendere visita alle squadre di grandi città.

 

Oggi, al Piola, arriva il Carpi, con il  quale, per fortuna, la recente tradizione sportiva sembra sorriderci: fu proprio contro la squadra modenese che la Pro conquistò l'agognato ritorno in B nell'indimenticabile stagione 2011/12. Poi il cammino di Pro e Carpi si è disgiunto e gli emiliani, guidati  dal bravo quanto modesto Fabrizio Castori (tuttora al timone della squadra), hanno addirittura assaporato, anche se per un anno solo, la serie A.

 

Appena retrocesso, il Carpi era ovviamente indicato tra le favorite del campionato, ed è giusto osservare che sta facendo abbastanza bene (anche se non benissimo), e che è collocato al quinto posto in classifica. Sabato scorso, però ha subito una raggelante sconfitta interna da parte del non certo trascendentale Ascoli, ed è quindi prevedibile che, sabato, cercherà di rimettersi subito in carreggiata.

 

Ma anche la Pro deve assolutamente riaggiustare il tiro.

 

Rispetto a Bari, Longo recupera Legati e Palazzi e quindi può schierare l'ormai acquisito e affidabile 3-5-2. E se la difesa dovrebbe essere quella ormai collaudata, qualche dubbio potrebbe sorgere a centrocampo e soprattutto in attacco:  sabato scorso, Ebagua, che era parso rinato con il Cittadella, è tornato a far rimpiangere e, non poco Marchi.

 

Sono in molti a domandarsi perché La Mantia non venga impiegato una volta tanto dall'inizio e altrettanti e chiedersi se Malonga non possa proprio giocare al posto di atleti che non sembrano certo superiori a lui. Poi c'è il dilemma Mustacchio: più giusto farlo e giocare di punta oppure come esterno di centrocampo? Sono problemi che Longo è chiamato a risolvere, ben sapendo che la gara di sabato è cruciale.

Ci auguriamo che se ne renda conto anche il pubblico, grande assente (lo comprova la cifra ufficiale dei paganti) contro ìl Cittadella.

 

Si gioca alle 15, agli ordini del signor Di Paolo di Avezzano.

 

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