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25/05/2011 - Vercelli Città - Mondi Vitali

AMNESTY INTERNATIONAL - Quel brindisi che sa di libertà

Da 50 anni questa organizzazione difende i diritti umani fondamentali, chiedendo ad ogni cittadino di schierarsi, di mettere la firma su di un appello, di attivarsi in difesa di chi subisce violazioni





AMNESTY INTERNATIONAL - Quel brindisi che sa di libertà
Su Su Nway

Nel 1961, dopo aver appreso la notizia dell’arresto di due studenti portoghesi che erano stati imprigionati per aver brindato alla libertà, l’avvocato inglese Peter Benenson cercò di trasformare in mobilitazione quel senso profondo di indignazione che aveva provato e, insieme ad altre persone, diede vita ad Amnesty International.



Da 50 anni questa organizzazione difende i diritti umani fondamentali, chiedendo ad ogni cittadino di schierarsi, di mettere la  firma su di un appello, di attivarsi in difesa di chi subisce violazioni. Il movimento internazionale si prepara a festeggiare l’importante momento con varie iniziative in contemporanea il 28 maggio, giorno dell’anniversario, ed anche a Vercelli il Gruppo "Italia 93" sarà presente, per ricordare questa data con un tavolino informativo in Via G. Ferraris, davanti alla Mostra Guggenheim, dalle ore 15 alle ore 19, con la promozione di materiale e due petizioni  a favore di Su Su Nway  (Myanmar) e Norma Cruz (Guatemala). Verrà confezionata una torta di cartone con disegnata la scritta "50" e verso le ore 18-18,30 i soci proporranno un brindisi alla libertà con spumante e dolci che saranno ben lieti di offrire a quanti vorranno aderire e festeggiare. Amnesty International invita  tutti a partecipare a questo evento che sarà seguito da altri nel corso del 2011 con l'obiettivo di presentare il mandato e la storia dell'organizzazione Premio Nobel Per La Pace nel 1977, per avvicinare nuovi soci e volontari che decidano di donare una parte del loro tempo libero a favore della tutela dei diritti umani fondamentali.  


Su Su Nway, sindacalista e attivista del maggior partito di opposizione è stata condannata in base alle leggi a cui regolarmente le autorità ricorrono per punire i dissidenti politici. E’ stata arrestata a metà novembre 2007 per aver esposto uno striscione antigovernativo nei pressi di un albergo a Yangon, nel quale alloggiava il Relatore speciale dell’Onu sulla situazione dei diritti in Myanmar. Un. anno dopo il suo arresto è stata condannata a 12 anni e mezzo di carcere, successivamente ridotti in appello a otto anni e sei mesi che sta scontando in un carcere isolato e lontano dalla sua famiglia. Inoltre soffre di disturbi cardiaci congeniti e pressione alta e queste patologie sono peggiorate a causa delle condizioni di detenzione. Norma Cruz è costantemente minacciata di morte perché documenta col suo lavoro casi di violenza sulle donne e perché le aiuta nella loro lotta per la giustizia. Guida un’organizzazione per i diritti delle donne, la Fondazione delle sopravissute, che ha sede a Città del Guatemala. Anche i suoi familiari hanno subito minacce e attacchi ma, a oggi, nessuno è stato portato di fronte alla giustizia


 


 

Norma Cruz
Norma Cruz


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