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30/04/2017 - Vercelli Città - Economia

AMAZON, IL MAXICAPANNONE DI VERCELLI PAGATO CON IL "RISPARMIO FISCALE" SULLE VENDITE IN ITALIA? - Per la Guardia di Finanza è una evasione di 138 milioni di euro - Commercio locale schiacciato - Come aggirare le Agenzie Interinali

L’enorme potere condizionatorio che potrebbe esercitare Amazon a Vercelli è qualcosa che non si può sottovalutare ed è un fattore di criticità, non certo una opportunità per la democrazia.






AMAZON, IL MAXICAPANNONE DI VERCELLI PAGATO CON IL "RISPARMIO FISCALE" SULLE VENDITE IN ITALIA? - Per la Guardia di Finanza è una evasione di 138 milioni di euro - Commercio locale schiacciato - Come aggirare le Agenzie Interinali
Il maxicapannone di Amazon a Larizzate


( g. g. ) - A vederlo così presenta bene.

 

Colore sul verdino, per alludere ad un rispetto ambientale politicamente corretto.

 

Guardiani dai modi sbrigativi ti buttano subito fuori anche se fai le foto dal campo vicino al cantiere, logicamente, quest’ultimo, interdetto ai non addetti ai lavori.

 

Anche quello – il campo - non recintato: così uno pensa che da lì si possano fare le foto oppure, come capita spesso, andare per funghi come in qualsiasi altro campo.

 

Anche da questo si capisce che la statua d’oro di Nabucodonosor si attenda rispetto e riguardo.

 

Forse non si potrà nemmeno guardare senza autorizzazione, come i Faraoni dell’antico Egitto.

 

Poi uno legge il cartello di cantiere e vede che il capannone – fine lavori prevista per il 15 settembre 2017, Solennità della Madonna Addolorata – costa la bella cifra di 47 milioni di euro, oltre i 3 circa spesi per l’acquisto del terreno.

 

Certo, una bella forza d’urto.

 

Poi si legge la notizia riportata mica da una rubrica satirica come  Trippa per i gatti, ma da quotidiani come La Repubblica, Il Messaggero e via discorrendo.

 

Ecco il link:

 

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2017/04/28/news/amazon_accusata_di_aver_evaso_tasse_per_130_milioni-164091769

 

Amazon avrebbe realizzato un “risparmio fiscale” di 138 milioni di euro su vendite in Italia.

 

Risparmio che, secondo la Guardia di Finanza, è invece una evasione.

 

E, allora, con 138 milioni di euro, di capannoni come quello di Vercelli se ne fanno due e ne avanza ancora.

 

Sicchè, a fare una crasi che però non è tanto campata per aria, si può dire che il capannone se lo siano pagato con – se va bene – il risparmio fiscale.

 

Ma se avesse ragione invece la Guardia di Finanza ( l’accertamento è appena stato formalizzato, quindi l’iter di una eventuale opposizione della Parte accertata è tutto da esperire ) tanto ben di Dio l’avrebbe pagato il popolo italiano.

 

L’azienda per ora risponde con la solita tiritera: abbiamo investito in Italia 800 milioni di euro e abbiamo 2 mila dipendenti.

 

A parte che agli 800 milioni vanno scontati i 138 di risparmio o evasione fiscale, anche sulla storia dei dipendenti purtroppo pare proprio che non sarà tutto oro quello che luccica.

 

http://www.lastampa.it/2016/12/14/multimedia/tecnologia/prima-consegna-ufficiale-con-drone-per-amazon-in-minuti-dallordine-87GYxRojjuNxIGTRp4EhHM/pagina.html

 

***

 

Perché forse quelle che avvertiamo potranno anche essere forme di ipersensibilità, preoccupazioni eccessive.

 

Ma crediamo proprio che la giusta soddisfazione per le opportunità occupazionali annunciate anche a Vercelli ( 600 posti in tre anni ) siano una bella cosa, ma non certo una ragione di euforia.

 

Perché dei 600 posti in tre anni bisognerà probabilmente preservare una quota di ristoro per tutti coloro che il posto lo perderanno dopo la consegna del primo pacco, ad ottobre prossimo.


Perché?

 

Perché Amazon è un rullo compressore che altro non fa se non il proprio business: a Vercelli su Vercelli può consegnare in giornata, ma perché si autolimitano.

 

Altrimenti basterebbe un’ora.

 

Anche meno: adesso consegnano con i droni in 13 minuti

 

 

 

dall’ordine, anche il pacchetto di pop corn, come si vede nel filmato ( not simulated… ):

 

http://www.lastampa.it/2016/12/14/multimedia/tecnologia/prima-consegna-ufficiale-con-drone-per-amazon-in-minuti-dallordine-87GYxRojjuNxIGTRp4EhHM/pagina.html

 

 

rigorosamente in inglese.

 

In inglese, perché o ci arrivi o sei fuori dalla modernità.

 

Un modo come un altro per mantenere le distanze.

 

Per farti sentire inferiore.

 

Non si crederà mica che non abbiano 30 euro per una traduzione in italiano?

 

La mistica d’impresa sembra contagiare l’Operatore (not simulated pure lui, non è un attore)

 

 Ma dovremo avere tutti questa espressione?

 

orgoglioso di quei 13 minuti per consegnare i pop corn ad un Signore paffuto che potrebbe essere un personaggio dell’ Ispettore Barnaby

 

***

 

Si vedrà tra non molto se ce la faranno i piccoli esercizi commerciali, a parte bar e ristoranti, a competere con i prezzi di Amazon e le consegne in giornata o – se uno ha il giardino – con il drone.

 

I piccoli commercianti che se omettono la battitura dello scontrino per la transazione di un paio di calze si beccano (giustamente) la multa.

 

Poi vedono che con il risparmio fiscale di qualcosa come 138 milioni di euro questi si fanno il capannone e, con quello che avanza, riducono ancora i prezzi così li fottono due volte: come cittadini contribuenti e come commercianti.

 

Eppure pare che il mondo del commercio sia contento di questo arrivo.

 

Forse perché sanno che, se dovessero mai chiudere il negozio, potrebbero bussare alla porta di Amazon.

 

***

 

Ma se bussassero qualcuno li aprirebbe?

 

Perché sta per affacciarsi sul mercato, anche della politica, il “nodo” delle assunzioni.

 

Oggetto di brame e non da oggi, c’è stato chi, nelle settimane passate, ha addirittura ipotizzato una sorta di lottizzazione preventiva: 8 assunti segnalati per ciascun Consigliere Comunale.

 

A tali illazioni risposte sdegnate: no, passano tutti dalle Agenzie di lavoro interinale.

 

***

 

E qui forse conviene che ci si soffermi un momento per qualche riflessione non necessariamente allarmistica, ma orientata a capire cosa potrebbe avvenire.

 

Perché l’ attrito tra il mondo Amazon ed il mondo della piccola imprenditoria locale attiva nel settore del Terziario tradizionale è cosa dietro l’angolo e non occorrono – per i motivi che abbiamo appena accennato – doti di vaticinio per rendersene conto.

 

Sicchè – anche per questa ragione – è tutt’altro che fuori dal mondo attendersi che la filiale locale del colosso di Seattle cercherà di garantirsi un ascolto non improvvisato e benevolo all’interno delle Istituzioni.

 

Insomma, sarebbe illusorio credere che Amazon starà completamente alla finestra, a vedere senza muovere un dito chi governerà in futuro la città di Vercelli.

 

Niente di nuovo sotto il sole, del resto.

 

Le Company Towns non le abbiamo invente noi.

 

Il caso di Ivrea con Adriano Olivetti ha fatto scuola e l’esperimento non fu poi così negativo.

 

Anche perché la città scelse consapevolmente di sposare questo modello.

 

I valori di riferimento che guidavano l’azione di Olivetti sia come imprenditore, sia più tardi come politico, del resto, autorizzavano la costituzione di un deposito fiduciario capace di accreditarlo anche come uomo di governo lungimirante.

 

La prematura sua morte spezzò la speranza di molti.

 

***

 

Ma Tareq, Jeff Besoz e compagni non sanno forse chi sia stato Adriano Olivetti ed i loro valori di riferimento sembrano altri, quasi una mistica:”Un passo per volta. Con ferocia”.

 

Oppure: ossessione per il cliente.

 

Insomma, se Jeff è diventato il terzo uomo più ricco del mondo, è segno che sa come si fa.

 

***

 

Ma questo passo per volta da compiersi con ferocia non può calpestare la già fragile democrazia di una realtà già provata dalla lunga crisi ed esposta più di altre al rischio di farsi omologare da chi abbia denaro, tecnologia, potere ed anche l’accesso privilegiato al potere istituzionale.

 

***

 

E così, a proposito delle famose assunzioni “blind”, cioè mediate dalle Agenzie di Lavoro Interinale, proviamo ad immaginare una scena come la seguente.

 

Dunque le assunzioni le fanno le Agenzie.

 

Un modo per alleggerire di incombenze l’azienda: non stanno lì a raccogliere e valutare curricula, a fare i colloqui e via discorrendo: ci pensano le Agenzie.

 

Ora pensiamo se un politico che piace ad Amazon e può assicurare – ad esempio – poche rotture di scatole dai commercianti gabbati due volte, dicesse a Tareq: guarda, Tareq, avrei giustoappunto qui una lista di una trentina di nomi di persone per l’assunzione ad Amazon tu che mi dici?

 

E Tareq potrebbe dire, forse: guarda, dammi la lista e intanto vai a parlare con questa e quella Associazione dicendo che se stanno bravi prendiamo da loro gli elettricisti che ci servono e magari assumiamo anche il cugino germano del loro vicedirettore o chi vogliono loro.

 

Ma non dovevano assumere le Agenzie?

 

Certo.

 

Ma chi impedirebbe a Tareq di mandare il foglio con i 30 nomi ricevuti dal politico che gli piace dicendo: guardate, assumete, tra gli altri, questi 30.

 

E cosa potrebbero dire, quelli delle Agenzie, forse no?

 

Ma andiamo.

 

***

 

L’abbiamo fatta un po’ a fumetti per raccontare di eventualità che potrebbero essere dietro l’angolo.

 

Insomma, in vista delle prossime elezioni amministrative del 2019, quelle che consacreranno il nuovo Sindaco ed il nuovo Consiglio Comunale, non è affatto da escludersi che non tutti potranno giocare ad armi pari.

 

E’ un argomento sul quale bisognerà tornare, soprattutto quando si incominceranno a manifestare i primi movimenti.

 

Per ora è il caso di limitarsi a ribadire un concetto già noto.

 

L’enorme potere condizionatorio che potrebbe esercitare Amazon a Vercelli è qualcosa che non si può sottovalutare ed è un fattore di criticità, non certo una opportunità per la democrazia.

 

Anche perché nessuno ci vieta di scegliere di diventare una company town.

 

Però la scelta dovrebbe essere tale: consapevole ed informata.

 

Sarebbe ben triste trovarci ad esserlo, senza nemmeno essercene resi conto.

 

 

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