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23/04/2013 - Lungosesia Ovest e Baraggia - Società e Costume

ALBANO VERCELLESE - Un territorio da scoprire… il parco delle Lame del Sesia - La prima e le classi seconde dell’Istituto Sacro Cuore, alla scoperta della biodiversità

Un momento particolare è stato l’osservazione di specie invertebrate con l’utilizzo di lenti di ingrandimento, per comprendere meglio l’utilità di questi esseri viventi nell’ecosistema






ALBANO VERCELLESE - Un territorio da scoprire… il parco delle Lame del Sesia - La prima e le classi seconde dell’Istituto Sacro Cuore, alla scoperta della biodiversità
Il gruppo al Parco delle Lame del Sesia



(ma.ba.)

- Per la classe prima e le classi seconde dell’Istituto Sacro Cuore continua il viaggio alla scoperta della biodiversità, progetto ideato e realizzato in collaborazione con l’Associazione culturale “Progetto Laboratori Creativi” di Caterina e Roberta, con sede in Vercelli.


Venerdì 19 aprile, gli alunni della scuola si sono recati al Parco Lame del Sesia, esteso tra il paese di  Albano vercellese ed i comuni limitrofi; un’oasi formata da zone  palustri e da  specchi d’acqua  che si formano sui terreni abbandonati quando  il fiume modifica il proprio corso.


Anche questa volta i bambini, accompagnati dalla  Coordinatrice della Scuola,

Suor Maura e dalle competenti ed attente Insegnanti, coadiuvate da esperte guide, hanno avuto modo di ascoltare e sperimentare cose nuove relative al fenomeno della biodiversità e conoscere meglio un ambiente molto vicino a loro, ma non sempre frequentato.


Inizialmente gli è stato proposto un video sugli animali presenti nel territorio delle Lame con una breve spiegazione su come vivono e che caratteristiche hanno.


Successivamente, suddivisi a gruppi, le guide li hanno accompagnati nel Parco naturale delle Lame.


Il Parco delle Lame, è attraversato in tutta la sua lunghezza (circa 9 km) dal fiume Sesia che nasce dal Monte Rosa e dopo un lungo tragitto confluisce nel fiume Po.


La Sesia è spesso soggetto a piene improvvise, alternato a periodi di magra; questo fenomeno ciclico ha contribuito a creare gli ambienti che caratterizzano l’area protetta.


In occasione di ingrossamento di particolare entità, i margini possono essere “saltati”, l’acqua può superare le sponde con la sua energia  e così il meandro che è stato oltrepassato, trovandosi isolato dal corso d’acqua, si trasforma lentamente in uno stagno chiamato appunto “lama” .


Durante la passeggiata nel parco le guide hanno spiegato quali sono le specie floreali più comuni di questo luogo; tipica è la presenza di piante “grasse” a fiori gialli, accompagnate dagli azzurri capolini della Vedovella annuale, dalle corelle bianco – rosee della Garofanina spacca sassi, dall’odorosa infiorescenza dell’Artemista di campo.


Ai bambini è stato chiesto di osservare ciò che li circondava, raccogliere  le differenti specie che incontravano sul loro cammino, in modo da costruire un piccolo quadretto colorato e un cocktail di essenze profumate.


Nel parco è presente una cospicua varietà di fauna selvatica, anche  protetta, ad esempio l’airone cenerino, la garzetta, l’allocco per quanto concerne i volatili, oltre che a mammiferi quali il cinghiale, di cui sono state viste anche le tracce del loro passaggio, la nutria molto presente sul territorio ed infine differenti specie di invertebrati.


Dopo una breve sosta sulla sponda del fiume Sesia, i piccoli pionieri sono tornati alla sede del Parco per pranzare, giocare e continuare la giornata esplorativa.


Sempre all’interno della struttura non poteva mancare la tappa al fiore all’occhiello dell’Ente, il Museo di Storia Naturale ricco di molti e rari reperti zoologici conservati  in tassidermia.


Un altro momento particolare è stato l’osservazione di specie invertebrate con l’utilizzo di lenti di ingrandimento, per comprendere meglio l’utilità di questi esseri viventi nell’ecosistema.


Contenti delle nuove scoperte fatte i bambini attendono con entusiasmo l’ultima uscita nel territorio della Baraggia.


 


 


 


 



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