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14/08/2009 - Vercelli Città - Pagine di Fede

15 AGOSTO, SOLENNITA’ DELL’ASSUNZIONE DI MARIA IN CIELO - "Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome"




15 AGOSTO, SOLENNITA’ DELL’ASSUNZIONE DI MARIA IN CIELO - "Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome"
La Donna e il drago

Dal Libro dell’Apocalisse di San Giovanni, Capp.  11,19; 12,1-6.10



Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza.
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito.
Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio.
Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo».


Dal Salmo 44


Figlie di re fra le tue predilette;
alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir.

Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.

Il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio.

Dietro a lei le vergini, sue compagne,
condotte in gioia ed esultanza,
sono presentate nel palazzo del re.  


Dalla Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinti, Cap. 15,20-26


 


Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita.
Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza.
È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi


Dal Vangelo secondo San Luca, Cap. 1,39-56


In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.


UN PENSIERO SULLA PAROLA


Un invito ad alzare lo sguardo verso il cielo ci viene dalle letture della festa dell’Assunzione di Maria. Esse non parlano dell’esito della vita di Maria assunta in cielo in corpo e anima (come dice l’ultimo dogma mariano, di cui nulla si dice nel vangelo, anche se le Scritture sono rifulgenti di mille indizi che illuminano la via della fede in questo senso e con la stessa lingua parla tutta la Tradizione crisitiana, fin dai primi anni dopo Cristo), ma contengono una visione “celeste” (Apocalisse) e il destino finale dell’umanità, resa partecipe della resurrezione di Cristo e della comunione con Dio (1Corinti). Per la verità c’è anche una “ascensione” di Maria, ma non è verso il cielo e non è alla fine della sua vita. È piuttosto all’inizio, quando, dopo aver ricevuto la visita dell’angelo, da Nazaret si mette in viaggio verso la montagnosa Giudea, per visitare l’anziana parente di cui Gabriele aveva parlato (vangelo di Luca). Contemplando questi tre quadri che la liturgia dipinge in questa festa possiamo comprenderne il significato e trarne frutti per la nostra vita.


Il quadro dell’Apocalisse rappresenta una lotta. Da una parte una donna incinta, che dà alla luce un figlio: vi possiamo vedere l’umanità, che porta in sé l’anelito alla vita. Dall’altra un drago che minaccia di divorare il figlio: vi possiamo vedere il male che attenta contro la vita. L’esito è positivo: il figlio è portato presso Dio, cioè al sicuro dagli attacchi del male. La lotta tra il bene e il male, che vediamo ogni giorno nel mondo e sperimentiamo nella nostra stessa vita, guardando alla visione in cielo possiamo vederla come già vinta (il figlio, Gesù, è già presso Dio), anche se l’umanità (la donna) è ancora in cammino sulla terra, per un tempo transitorio.


Il quadro della prima lettera ai Corinti ci fa contemplare il Cristo Risorto, che ha vinto la morte non solo per se stesso ma anche per tutti i membri del suo corpo. La risurrezione di Cristo diffonde i suoi effetti su tutti coloro che credono in Lui. Il presente è il tempo in cui Gesù sottomette a sé io nemici, fino a quando consegnerà il suo regno al Padre e la sua opera sarà completa.
Tra coloro che credono in Cristo e ricevono i frutti della sua risurrezione c’è sua madre. Maria assunta al cielo rappresenta l’umanità che già partecipa della risurrezione di Cristo. In lei, che rappresentando tutti noi, Gesù compie la promessa fatta ai discepoli: “quando sarò andato al Padre tornerò e vi prenderò con me”. La nostra umanità già si trova in cielo, non solo con Gesù ma anche con Maria.


Infine ecco il terzo quadro, più terrestre e umile, in cui la giovane di Nazaret va in visita ad un’anziana parente della Giudea. Il pittore (Luca) non ci dà molti particolari, né del viaggio né della permanenza di Maria in quella casa. Tutta l’attenzione è catalizzata dal dialogo delle due donne. Elisabetta benedice Maria salutandola come la “madre del mio Signore” e tesse per noi il più bell’elogio di Maria: “felice colei che ha creduto”. Ci aspetteremmo che Maria rispondesse al saluto, in realtà apre bocca per lodare il Signore con il bellissimo canto del Magnificat. In esso loda Dio che ha compiuto meraviglie nella sua vita, come nella storia del suo popolo, dove si è rivelato come colui che fa giustizia, alza i piccoli e abbassa i potenti. Maria riconosce nella sua  storia personale e nella storia del suo popolo l’azione trasformatrice di Dio, e crede che questo non è solo una illusione, ma il vero cammino della storia.
La fede è ciò che ha permesso a Maria di accogliere il Figlio di Dio; la fede le ha permesso di accompagnarlo fino alla croce, infine le ha aperto il cammino del cielo, che non viene solo “dopo la terra”, ma comincia già qui, per chi sa leggere negli avvenimenti la presenza liberatrice e salvifica di Dio.


Questa sguardo al cielo ha permesso a Maria di vivere in pienezza la sua vocazione sulla terra; e l’umile obbedienza alla vita quotidiana della casa di Nazaret l’ha preparata para entrare nel cielo con suo Figlio. Maria anticipa il nostro destino di partecipazione alla risurrezione di Gesù, perché ci ha preceduto nel cammino di una fede piena e totale in Dio, che si è trasformata in obbedienza alla sua volontà sulla terra.


 


 


 

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